Elisa e Marco sono tornati dalla Colombia lo scorso 9 febbraio. Ieri hanno terminato la quarantena e in questi giorni faranno conoscere Mesagne a Maria e Rafael, 8 e 5 anni, fratellini adottati in Colombia. “Ci teniamo a dire subito che non siamo migliori di nessuno e non ci riteniamo persone speciali – così iniziano il loro racconto – il vero coraggio, invece, lo hanno avuto questi bambini. Noi siamo adulti e riusciamo a capire e razionalizzare mentre loro, essendo piccoli, hanno meno strumenti per comprendere questo cambiamento di vita e si sono affidati a noi con grande coraggio e fiducia: abbiamo offerto loro una famiglia e loro ci stanno ricambiando in tutti i modi”.
Una bellissima storia. Elisa e Marco si conoscono da 24 anni, avevano 18 anni quando iniziò la loro storia d’amore e sono sposati da 11 anni. Li abbiamo incontrati nella loro bella casa, al quartiere Seta. Ogni giorno provano tantissime emozioni che non sanno spiegare bene a parole. “I piccoli – dice Elisa con la gioia negli occhi – si sono affidati a persone che non conoscevano. Noi li abbiamo cercati, loro ci hanno trovati. Sono bambini affettuosi, socievoli, capaci, intelligenti che non avevano gli stimoli giusti e che vivevano in situazioni molto difficili di grande disagio sociale e di estrema povertà, in un villaggio al nord della Colombia, ai confini con il Venezuela”. Anche Maria e Rafael si mostrano contenti e mentre Elisa e Marco raccontano la loro storia i bimbi giocano sereni. “Non è cambiata solo la nostra vita ma anche quella dei nostri familiari – aggiunge Marco – tutti stravedono per loro: nonni, zii, cugini e anche gli amici. Siamo convinti che quando c’è tanto amore bisogna donarlo e noi vogliamo portare la nostra testimonianza e dire a tutti che si può fare”. I bimbi ora stanno imparando la lingua italiana “Mentre noi ci arrangiamo con la lingua spagnola”, dicono.
“Quando abbiamo iniziato questo percorso avevamo due strade da percorrere: l’adozione internazionale e l’adozione nazionale, quest’ultima però è estremamente difficile e lunga. Abbiamo quindi deciso per l’internazionale e ci siamo di conseguenza affidati ad un ente italiano accreditato che si occupa dell’intero percorso con il quale si sceglie il Paese dove si vuole adottare”. Perché proprio la Colombia? Perché Elisa aveva conosciuto una bambina colombiana adottata e si era innamorata del percorso che l’aveva portata in Italia. “La Colombia è un Paese molto più evoluto, serio e sicuro di quanto si pensi. Abbiamo incontrato i piccoli presso la sede regionale dell’ICBF (Istituto Colombiano di Bienestar Familiar), una sorta di Ministero dell’Infanzia che si occupa dei bambini colombiani”. Un percorso lungo, difficile? “E’ iniziato tutto 3 anni fa, nel mese di ottobre 2017, quando abbiamo presentato la nostra disponibilità all’adozione al Tribunale dei Minorenni di Lecce; in seguito ci siamo affidati ad un ente molto serio, “Associazione Amici di don Bosco” con sede a Torino e Lecce. Poi lo scorso 20 luglio è arrivata la chiamata da Lecce con la comunicazione dell’ abbinamento, mentre facevamo la spesa. Siamo partiti per Bogotà il 6 gennaio scorso per rimanere in Colombia 32 giorni. Maria e Rafael ci stavano aspettando, ci conoscevano già attraverso i video e le foto che avevamo inviato e quando ci hanno incontrato ci hanno corso incontro abbracciandoci e chiamandoci mamma e papà sin da subito; in quel momento abbiamo pianto di felicità. La Colombia è un paese molto evoluto, accogliente, dal punto di vista burocratico sicuramente migliore dell’Italia, ad esempio in un solo giorno hanno fatto i passaporti ai bambini. A conferma della serietà del sistema colombiano ci hanno dato un dossier di 40 pagine per ogni bambino con cui ci hanno informato su tutto: cosa mangiano, quali sono le loro attitudini, gli esami medici e psicologici e ogni loro aspetto caratteriale”. A Maria, che frequenterà la seconda elementare, piace andare in
bicicletta e pattinare, è molto affettuosa, protettiva con il fratellino e ha da sempre desiderato una famiglia divertente che desse loro spensieratezza e amore; Rafael è molto simpatico, giocherellone, è un ballerino nato e gli piace tantissimo la musica latino-americana. A casa parlano tranquillamente del loro passato, della loro storia, delle loro origini, si fidano di mamma Elisa e papà Marco che aggiungono: “vogliamo rispettare il loro passato di cui non nasconderemo nulla, anzi siamo convinti che sia necessario e giusto rispettare le loro origini, la loro identità e la loro storia; ad esempio nella loro cameretta c’è una grande bandiera della Colombia, un Paese che ha conquistato anche noi e che ringrazieremo per tutta la vita” . Elisa e Marco concludono: “Ci riteniamo fortunati per aver potuto intraprendere questo percorso di vita difficile ma non impossibile che ci ha arricchito, siamo cambiati anche noi e ci siamo uniti più di prima. E’ stata una “gravidanza” che abbiamo fatto in due, che abbiamo condiviso. La nostra vita è cambiata e vogliamo portare la nostra testimonianza di vita che magari potrà anche essere utile ad altri”.
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