
“La Città salentina con la maggior presenza di testimonianze artistiche e realtà monumentali barocche” è Luigi Greco, storico e docente di storia e filosofia, a parlare in questi termini di Mesagne.
In questi anni, le amministrazioni pubbliche non hanno saputo interpretare questo inciso ed è accaduto che il settore della cultura, della gestione dei Beni monumentali e del Turismo, durante la giunta Scoditti e sotto la gestione dell’assessore Maria De Guido, stanno vivendo uno dei momenti più bui e di maggiore decadimento. Risulta incomprensibile come l’attuale Amministrazione stenti a valorizzare un patrimonio di altissimo valore storico archeologico ed architettonico, vanto della nostra Città, mortificando un settore che potrebbe sicuramente far da traino alla nostra economia locale.
Un inutile, continuo e demagogico proliferare di comunicati stampa che l’Assessore realizza, non ultimo quello della Tourist Card, di cui la Città non sente il bisogno e che il popolo di “Misciagni Portagrandi” ha sonoramente bocciato come inutile.
L’assessore alla Cultuta dimentica che l’impegno di servizio deve essere volto a ben altro, ossia all’individuazione di soluzioni e strategie per la diffusione della cultura e per la salvaguardia dei beni monumentali e del patrimonio artistico del nostro territorio.
Il turismo è una grande risorsa che può essere un volano di sviluppo per l’economia salentina, ma non serve una “fidelity card” perché la cultura non è una cosa che si compra al supermercato.
Negli ultimi tempi, c’è una maggiore domanda per quelle mete turistiche pressochè sconosciute che hanno però una grande valenza ambientale e storico-culturale; è il cosiddetto turismo alternativo.
Il Salento leccese, grazie ad una massiccia promozione del territorio, è sempre più richiesto da molti operatori turistici, attratti oltre che dalla stupenda costa anche dalle immense risorse culturali in esso custodite che permettono di puntare a destagionalizzare il flusso dei vacanzieri.
Geograficamente questa grande area, ha sempre compreso oltre all’attuale Provincia di Lecce e alla parte sud-orientale del tarantino anche gran parte della Provincia di Brindisi.
Un unico omogeneo territorio, accomunato da usi, costumi e dalla stessa identica storia che è rimasta impressa sulle antiche pietre che sembrano parlare; resti archeologici preistorici, preromani e romani, cripte basiliane, castelli medievali, palazzi rinascimentali, chiese barocche, vecchi frantoi, vetuste masserie e affascinanti centri storici.
Straordinarie costruzioni dove regnano sovrani il tufo, il carparo e la pietra leccese.
Un territorio ricco di tradizioni popolari, riti religiosi, folclore, rievocazione storiche, dove l’arte culinaria della cucina tipica salentina ci ricorda che questa è anche la terra del vino e dell’olio.
Tutto questo a Mesagne non è stato ancora capito.
seguo da tempo le battaglie del buon tony tacca, come quelle di alcune forze politiche del nostro paese che spesso denunciano lo stato penoso in cui versa il settore culturale di mesagne….però devo fare un appunto al caro tony sottolineando che affinchè si possa essere credibili si deve evitare di copiare pari pari alcuni capoversi di comunicati fatti da altri in precedenti occasioni. infatti alcuni passi mi hanno particolarmente colpito e ricordavo di averli già letti da qualche parte, leggere per credere………
http://www.mesagne.net/mesagnenet/politica/3549-cultura-le-forze-di-centro-destra-chiedono-le-dimissioni-di-maria-de-guido