Stefano Magrì (nella foto), un ragazzo di Mesagne studente a Pisa, ci ha inviato questa sua riflessione sulle continue stragi sulle strade.
Continua la strage di vite umane, sulle strade salentine. Ormai, specie in questi periodi estivi, sulle varie testate giornalistiche locali, è più facile imbattersi in un articolo di questo genere, che altro. Uscire fuori carreggiata, percorrendo le strade brindisine o salentine non è un rischio possibile ed evitabile, ma sempre più, sta diventando quasi un possibilità molto probabile e inevitabile. Il rischio di incidenti mortali, non è più una ipotesi incerta o molto rara. Di fatti sulle nostre strade il pericolo , è sempre più presente e diventa ogni giorno più forte ed evidente, sospinto anche dalle pessime se non inesistenti condizioni di percorribilità delle carreggiate. Guidare sulle strade della provincia di Brindisi o di Lecce, dunque può non essere per niente un piacere ma, al contrario un rischio vero e proprio, al quale sottrarsi è davvero complicato. Credo che gli incidenti sulle nostre strade non siano solo provocati dalla cattiva attenzione dei piloti di auto, o dall’eccessiva velocità, nè tanto meno da droghe ed alcool, (anche se questi, possono aumentare la possibilità ). La morte, sulle nostre strade, è provocata, anche, dalla cattiva attenzione dello stato (Regione, Provincia, Comune ). Sopratutto dalla mal gestione dei lavori pubblici, nel groviglio di “appalti sospesi”, e dalla noncuranza di alcune amministrazioni e sopratutto da burocrazie troppo longeve. Fare un incidente stradale nelle nostre strade è più facile che riuscire a prendere l’uscita desiderata dopo aver “visto”un cartello stradale. È molto più semplice fare un incidente stradale che riuscire a vedere ai margini della strada le linee che separano la carreggiata, o riuscire a vedere un segnale “invisibile” ,messo a pochi centimetri dal margine o semplicemente è molto più semplice incontrare il fenomeno dell’acquaplainning o un dosso che distrugge le sospensioni della propria auto (nei casi fortunati). Si può addirittura arrivare a dire che, persino camminando a piedi, ci si riscontrano serie difficoltà nel rimanere in carreggiata. Dunque guidare sulle strade della nostra Regione sembra una corsa verso la morte, che lentamente va crescendo senza che nessuno faccia nulla. Solo nel trimestre da Giugno ad oggi, in Puglia si contano 10106 incidenti, in cui quasi 200 persone hanno perso la vita. Credo che la soluzione a questi olocausti stradali, sia più semplice di quella che molte amministrazioni comunali, provinciali o regionali o forze di polizia hanno potuto pensare. La soluzione non risiede solo nel concentrare posti di blocco, stile assedio ,con alcool test, droga test, perquisizioni e disagi stradali. La soluzione non è solo quella di sensibilizzare la gente a non bere prima di guidare. Credo che la soluzione concreta e vera, possa arrivare dalla “Buona Coscienza” dello Stato prima che dai suoi cittadini, ed è questo forse l’obbiettivo più difficile dei nostri tempi, più di tutti gli altri obbiettivi. Cercare di esigere una coscienza dello Stato oltre a creare una coscienza individuale. Ogni volta che leggo un articolo di cronaca di questo genere, il cuore mi si stringe così forte da non poterci credere. Migliaia di vite sono eliminate per sempre per colpa del menefreghismo di qualcuno che molto probabilmente crede che, risolvere questioni di questo genere valga molto di meno delle vite distrutte in scatolette di metallo. Credo fermamente che queste siano piccoli olocausti, in cui ogni giorno rischiamo di imbatterci, e in più sostenute da alcune amministrazioni regionali, provinciali e a volte dall’incompetenza di quelle comunali. A tal proposito, inoltre, credo che molti comuni nonostante la volontà di risolvere questa problematica, abbiano poco potere di operare e ciò è aggravato dalla mancata assistenza delle organizzazioni statali. A questo punto mi chiedo, se non sia più conveniente sottostare ai lavori prolungati per anni per la costruzione di pochi metri di strada, che invece soccombere alla morte di generazioni di ragazzi per colpa di infrastrutture ed opere architettoniche ritenute troppo poco importanti. Mi rivolgo a voi ragazzi: “Fate attenzione! Andate piano, in quelle scatolette di metallo. Siate folli, siate affamati, ma non in macchina. La vostra vita vale molto di più.
Continua la strage di vite umane, sulle strade salentine. Ormai, specie in questi periodi estivi, sulle varie testate giornalistiche locali, è più facile imbattersi in un articolo di questo genere, che altro. Uscire fuori carreggiata, percorrendo le strade brindisine o salentine non è un rischio possibile ed evitabile, ma sempre più, sta diventando quasi un possibilità molto probabile e inevitabile. Il rischio di incidenti mortali, non è più una ipotesi incerta o molto rara. Di fatti sulle nostre strade il pericolo , è sempre più presente e diventa ogni giorno più forte ed evidente, sospinto anche dalle pessime se non inesistenti condizioni di percorribilità delle carreggiate. Guidare sulle strade della provincia di Brindisi o di Lecce, dunque può non essere per niente un piacere ma, al contrario un rischio vero e proprio, al quale sottrarsi è davvero complicato. Credo che gli incidenti sulle nostre strade non siano solo provocati dalla cattiva attenzione dei piloti di auto, o dall’eccessiva velocità, nè tanto meno da droghe ed alcool, (anche se questi, possono aumentare la possibilità ). La morte, sulle nostre strade, è provocata, anche, dalla cattiva attenzione dello stato (Regione, Provincia, Comune ). Sopratutto dalla mal gestione dei lavori pubblici, nel groviglio di “appalti sospesi”, e dalla noncuranza di alcune amministrazioni e sopratutto da burocrazie troppo longeve. Fare un incidente stradale nelle nostre strade è più facile che riuscire a prendere l’uscita desiderata dopo aver “visto”un cartello stradale. È molto più semplice fare un incidente stradale che riuscire a vedere ai margini della strada le linee che separano la carreggiata, o riuscire a vedere un segnale “invisibile” ,messo a pochi centimetri dal margine o semplicemente è molto più semplice incontrare il fenomeno dell’acquaplainning o un dosso che distrugge le sospensioni della propria auto (nei casi fortunati). Si può addirittura arrivare a dire che, persino camminando a piedi, ci si riscontrano serie difficoltà nel rimanere in carreggiata. Dunque guidare sulle strade della nostra Regione sembra una corsa verso la morte, che lentamente va crescendo senza che nessuno faccia nulla. Solo nel trimestre da Giugno ad oggi, in Puglia si contano 10106 incidenti, in cui quasi 200 persone hanno perso la vita. Credo che la soluzione a questi olocausti stradali, sia più semplice di quella che molte amministrazioni comunali, provinciali o regionali o forze di polizia hanno potuto pensare. La soluzione non risiede solo nel concentrare posti di blocco, stile assedio ,con alcool test, droga test, perquisizioni e disagi stradali. La soluzione non è solo quella di sensibilizzare la gente a non bere prima di guidare. Credo che la soluzione concreta e vera, possa arrivare dalla “Buona Coscienza” dello Stato prima che dai suoi cittadini, ed è questo forse l’obbiettivo più difficile dei nostri tempi, più di tutti gli altri obbiettivi. Cercare di esigere una coscienza dello Stato oltre a creare una coscienza individuale. Ogni volta che leggo un articolo di cronaca di questo genere, il cuore mi si stringe così forte da non poterci credere. Migliaia di vite sono eliminate per sempre per colpa del menefreghismo di qualcuno che molto probabilmente crede che, risolvere questioni di questo genere valga molto di meno delle vite distrutte in scatolette di metallo. Credo fermamente che queste siano piccoli olocausti, in cui ogni giorno rischiamo di imbatterci, e in più sostenute da alcune amministrazioni regionali, provinciali e a volte dall’incompetenza di quelle comunali. A tal proposito, inoltre, credo che molti comuni nonostante la volontà di risolvere questa problematica, abbiano poco potere di operare e ciò è aggravato dalla mancata assistenza delle organizzazioni statali. A questo punto mi chiedo, se non sia più conveniente sottostare ai lavori prolungati per anni per la costruzione di pochi metri di strada, che invece soccombere alla morte di generazioni di ragazzi per colpa di infrastrutture ed opere architettoniche ritenute troppo poco importanti. Mi rivolgo a voi ragazzi: “Fate attenzione! Andate piano, in quelle scatolette di metallo. Siate folli, siate affamati, ma non in macchina. La vostra vita vale molto di più.