“La droga che arrivava a Mesagne serviva per vivacizzare la movida“, è stato detto l’altro ieri nel corso della conferenza stampa presso la Questura di Brindisi dove è stata illustrata l’operazione “Day by day”. Con l’arrivo dei turisti, evidentemente, la richiesta era maggiore. E bisognava provvedere. “Il giro della cocaina per le strade della movida mesagnese“. Una frase che preoccupa. Nel fenomeno “Mesagne” si è inserita la criminalità. Come accadde 30 anni fa quando con il fenomeno dell'”oro rosso” si radicò la Scu, il triste marchio che per anni ha contraddistinto la nostra città. Poi l’oro rosso finì (male), e ci restò la Scu.
Oggi, quindi, la movida non è solo turismo. Non è solo far conoscere la città ed i suoi monumenti, la sua storia, le sue chiese; non è solo benessere; non è solo crescita economica. E’ questa l’altra faccia della medaglia della movida mesagnese
Nel corso delle indagini condotte dagli investigatori del locale Commissariato di polizia non è stato difficile ricostruire la platea degli acquirenti di cocaina destinata, come ha detto il Commissario di polizia Giuseppe Massaro, “a professionisti mesagnesi“.
La questione è, quindi, più complessa. La droga non era destinata solo a turisti ed ospiti di passaggio, ma anche a gente che vive sul territorio, a gente radicata in città. I cosiddetti insospettabili. Un vero e proprio mondo sommerso del quale nessuno (o quasi) si era mai accorto? Uno spaccio su richiesta.
Sicuramente gli investigatori hanno indizi, nomi e cognomi che, per il momento, restano top secret. Ma assicurano che il giro non è indifferente. Vogliono risalire alla provenienza. Questo vuol dire che le indagini non sono chiuse e che gli arresti dell’altro ieri sono solo un passaggio. Un tassello nel mosaico della droga molto più vasto.
Se è questa la vita notturna di Mesagne va studiata, guidata e rivista. Anche per i residenti del centro storico. Troppi locali, poco spazio. Il disturbo della quiete pubblica che deriva da uno stazionamento fuori dai locali notturni (sono troppi piccoli per starci tutti) costante, duraturo, rumoroso. O sui marciapiedi lasciando a chi passa il mattino l’obbligo di fare lo slalom tra bicchieri, cibo, carte e spazzatura varia.
Ma la questione è ormai annosa. Nel centro storico le licenze aumentano anziché diminuire. Per trovare spazi è forse necessario disinnescare una bomba che crea disagi, lamentele, incidenti e sì, anche lo spaccio. Le piazze ed i vicoli del nostro centro storico sono una bella immagine. Ma il fenomeno merita un approfondimento più ampio e ragionato.
La cocaina è la droga della movida, o quanto meno di chi è troppo povera per fare la ricca.
Non ci vuole uno scienziato per capirlo.
Mi sa che a sapere stare solo seduti a dei tavolini hanno dimenticato che possono fare altre cose nella vita, e chi li da importanza si è sciroppato il cervello. Poi i risultati eccoli.
Oramai oltre a sedersi a tavolino e fotografarsi cosa bevono nel bicchiere di plastica non sanno fare più niente. Poi arriva quello con la cocaina e che fanno? Non è moda? Questi i risultati.
Su coraggio… Lo sanno pure le pietre. Il mezzo di trasmissione della cocaina sono le sviacquette al tavolo.
Eh nullità di masculi che per farsi li bueni devono presentarsi con il “regalino”
A questo punto siamo arrivati.
Chiacchiere…articolo ben studiato,che non coincide alla realtà