L’arte, se siamo sensibili, parla con la nostra interiorità
e, mentre ci appare, ci proietta nell’infinito, nell’immensità.
e, mentre ci appare, ci proietta nell’infinito, nell’immensità.
Una musica, una poesia , un quadro, una scultura
ci libera dalle passioni, dall’angoscia e dalla paura.
ci libera dalle passioni, dall’angoscia e dalla paura.
Può far tacere per noi la banalità della vita quotidiana
e da ogni problema, da ogni altro interesse ci allontana.
e da ogni problema, da ogni altro interesse ci allontana.
Può favorire col suo fascino la nostra capacità cognitiva
e la spiritualità che è in ciascuno di noi render viva.
e la spiritualità che è in ciascuno di noi render viva.
I Greci colsero di certo, a mio parere, una grande verità,
ponendo tra il bello, il bene e il vero la nostra identità.
ponendo tra il bello, il bene e il vero la nostra identità.
Sono convinti filosofi del passato e del presente
che solo l’arte può svelare l’Essere all’esistente.
che solo l’arte può svelare l’Essere all’esistente.
Sgarbi esprime bene la bellezza dei quadri di un pittore
così come esalta il genio di un architetto o di uno scultore.
così come esalta il genio di un architetto o di uno scultore.
Si impegna a difendere il patrimonio artistico sino in fondo,
conscio, come io credo, che la bellezza salverà il mondo.
conscio, come io credo, che la bellezza salverà il mondo.
Ma mi chiedo: come concilia il sublime mondo dell’arte
col porsi forsennatamente come uomo di parte?
col porsi forsennatamente come uomo di parte?
Sbraita, grida, si arrabbia, ricorre a parole volgari.
fa il mattatore nelle discussioni con i suoi avversari.
fa il mattatore nelle discussioni con i suoi avversari.
Ma forse il suo comportamento è solo recitazione,
che gli procura popolarità e quattrini in profusione.
che gli procura popolarità e quattrini in profusione.
Ultimamente ha fatto il solerte telefonista di Berlusconi
del quale ha assecondato le sconsiderate ambizioni.
del quale ha assecondato le sconsiderate ambizioni.
E così è apparso una volta di più un servile cortigiano,
il cui svilimento morale certamente non è lontano,
il cui svilimento morale certamente non è lontano,
Caro Sgarbi, il ruolo che hai assunto come servitore,
non si concilia con quello di chi è dell’arte intenditore.
non si concilia con quello di chi è dell’arte intenditore.
L’illustrare la bellezza dell’arte è cosa nobile e seria
e non può convivere con tale ineguagliabile miseria.
e non può convivere con tale ineguagliabile miseria.
Pasquino , gennaio 2022