Una nostra affezionata lettrice ha telefonato in redazione per lamentare il trattamento che ogni anno riceve dalla Cooperativa con cui lavora come addetta alla cucina presso una scuola materna comunale di Mesagne. “Da anni ho l’incarico a tempo indeterminato, ma ci fanno lavorare solo per poche ore al giorno. E’ facilmente comprensibile il misero stipendio che riceviamo. Quando lo riceviamo. E si perché quando chiude l’anno scolastico, ci licenziano per essere riassunte all’inizio del nuovo anno scolastico. Durante l’estate restiamo a casa senza stipendio e dobbiamo fare salti mortali per sopravvivere. Non abbiamo cassa integrazione e un contributo di disoccupazione. I nostri figli, le nostre famiglie, quando in estate tutti vanno in vacanza a divertirsi, non abbiamo neppure la possibilità di mettere un piatto a tavola. La Cooperativa ha vinto il bando pubblico del Comune. Non dovrebbe essere il Comune (noi siamo cittadini mesagnesi) a non permettere questo che mi dispiace dirlo è solo sfruttamento?

Anna Maria Scalera
RISPONDE L’ASSESSORE ANNA MARIA SCALERA Caro Direttore la sua lettrice ha assolutamente ragione. Il problema, però, non possiamo risolverlo noi. E’ a livello nazionale che bisogna rivedere quell’accordo sindacale. Deve essere il Governo ed i Sindacati nazionali che devono riprendere questo problema che si è rilevato ingiusto per i lavoratori. L’Amministrazione comunale di Mesagne abbiamo saldato la Cooperativa nei tempi stabiliti sino all’ultimo centesimo. Nonostante ciò i dipendenti non hanno ancora ottenuto lo stipendio di maggio e un resto di aprile. Per questo abbiamo ripetutamente sollecitato la Cooperativa a saldare i suoi dipendenti al più presto.



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