“Le rape di Santino”: il noir enogastronomico di Pino De Luca sarà presentato giovedì 18 aprile con inizio alle ore 19.30 nell’auditorium dell’ex convento dei Cappuccini in via Reali di Bulgaria a Mesagne. Dopo i saluti del presidente dell’Isbem Alessandro Distante, dialogherà con l’autore la giornalista Antonietta Fulvio. Letture a cura di Mario Cutrì e Antonio Cortese. Al termine apericena offerto da “I giardini di San Biagio”.
Santino è professore di italiano, latino e greco separato dalla moglie che per scelta vive in una campagna del Salento. Amante della solitudine ma non troppo, Santino trascorre le sue giornate nella sua villa curando solo gli ambienti del piacere – cucina, cantina, biblioteca, camera da letto e bagno – coltivando le sue rape, sfornando pane profumato e tanto altro può rendere buona la tavola. Santino, gourmet raffinato e altrettanto esperto culinario, ama cucinare per sé e per i suoi amici, abbinare i vini come il più preparato sommelier e ha un ineguagliabile fiuto investigativo. Non ha la tv né internet e alle diavolerie del web preferisce un buon libro, prediligendo Ovidio, Eschilo, Dante e Metastasio… la sua vita scorre tranquilla ma la notizia della morte di Menella, il suo primo amore, e l’arresto dell’amico Gigi, marito della donna, irrompe in un freddo venerdì di novembre e sconvolge il suo equilibrio esistenziale. Le apparenze lasciano presupporre un delitto passionale, ma sarà davvero così? E le rape, cosa c’entrano le rape con il misterioso assassinio di Menella?
Avvincente, intrigante, divertente quanto basta; condito da un sottile vena di ironia che pervade le 112 pagine allertando tutti i sensi. Una scrittura fluida, colorata dall’uso del vernacolo salentino, un tessuto narrativo che si muove tra due registri – lo sviluppo del giallo da un lato e le ricette di Santino dall’altro – un libro ricco di colpi di scena e imprevedibile fino all’ultimo rigo. Ma cosa c’entrano le rape con il più ingarbugliato dei delitti? il noir di Pino De Luca, che potremmo definire non a caso enogastronomico e multisensoriale, accompagna il lettore alla scoperta dell’assassino ma anche di un “terroir” ,nell’accezione più ampia di territorio, fatto di profumi, gusti, emozioni per raccontare una storia dei nostri giorni insieme ad una galleria di personaggi verosimili in cui è possibile riconoscere tipologie e caratteri perché catturati dalla quotidianità.
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