I LETTORI CI SCRIVONO Caro direttore in questi giorni di caldo afoso sono tornato a a Mesagne per le ferie estive e sono andato sul litorale adriatico che frequentavo quando avevo 18 anni e dove mi innamorai di mia moglie. Ho portato figli e nipoti per far vedere la spiaggia che comunemente chiamavamo Apani, per respirare un pò di fresco e rigenerarsi con la frescura della tramontana in questi giorni di caldo insopportabile. Ho incontrato alcuni coetanei ed abbiamo ricordato i tempi di quando Lido San Benedetto era gestito da Arturo Marini, i suoi annunci all’altoparlante: “Non precate le scorze di muloni sotto la rena”, “Si è perso un bimbo da circa 7 anni” “E mò la truvatu?” disse un signore brindisino, “Sono arrivate le focaccine calde calde”, ecc. Arrivando ho avuto la gradita sorpresa di trovare un litorale finalmente completamente rinnovato: arenili puliti e strutture rifatte secondo nuovi criteri. All’ex Lido San Benedetto i nuovi gestori hanno costruito un piccolo bar dove ho trovato personale gentile e disponibile a soddisfare ogni richiesta, ombrelloni e sdraio nuovi, prezzi accessibili e, soprattutto, arenile e fondale sempre più puliti. Tutto questo – mi hanno detto – grazie anche ai continui sopralluoghi delle forze dell’ordine e agli interventi strutturali fatti. Ma tutto il litorale è un susseguirsi di spiagge libere e ben tenute, da contrada Betlemme fino ad Apani, con la tosatura dell’erba e con la pulizia dei lunghi e sabbiosi arenili. Arrivando all’ex Lido San Benedetto – dove magari ci sarebbe ancora da sistemare la strada di accesso – ho rivisto una scena bellissima: un gruppo di anziani mesagnesi riuniti sotto tre ombrelloni ravvicinati per aumentare l’ombra a godersi il fresco sin dalle prime ore del mattino, con una signora che puliva i fagiolini come facevano le nostre nonne.
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