La sezione regionale per la Puglia della Corte dei Conti lo scorso 5 ottobre ha deliberato che il Comune di Mesagne entro 60 giorni dovrà adottare e trasmettere tutti i provvedimenti necessari per evitare, in prospettiva, squilibri economici-finanziari per l’ente.
Dell’argomento se n’è discusso giovedì scorso nella massima assise comunale che avrebbe dovuto adottare i dovuti provvedimenti. Così non è stato. Si è appena preso atto della deliberazione della Corte dei Conti. Punto e basta.
La Corte dei Conti ha fatto emergere serie criticità. Ha valutato negativamente tutti i chiarimenti forniti dal Comune di Mesagne anche dopo aver sentito il sindaco Pompeo Molfetta ed il Responsabile del Servizio Finanziario dott. Francesco Siodambro.
Ma cosa addebita la Corte dei Conti al Comune di Mesagne? Il costante ricorso alla anticipazione di tesoreria; scarso il recupero dell’evasione tributaria; insufficiente contenimento della spesa e la scarsa tempestività dei pagamenti.
Per la Corte dei Conti il Comune di Mesagne non rispetta gli obiettivi di finanza pubblica; non osserva il vincolo previsto in materia di indebitamento e ci sono irregolarità che possono pregiudicare gli equilibri finanziari. Una situazione che, se dovesse perdurare, potrebbe indurre il Prefetto ad intervenire con la nomina di un Commissario che potrebbe deliberare lo stato di dissesto e dare corso alla scioglimento del Consiglio comunale.
Nello specifico, la Corte dei Conti sostiene che negli anni 2013, 2014, 2015 e 2016 il Comune di Mesagne ha ripetutamente fatto ricorso alle anticipazioni che dovrebbero essere utilizzate solo per superare una momentanea carenza di liquidità. Per onore di cronaca, in quel periodo, a seguito delle dimissioni dell’assessore Gino Vizzino, il sindaco Franco Scoditti fece un rimpasto in Giunta, e qualcuno ipotizzò che il passaggio dal Bilancio ai Lavori Pubblici dell’assessore Giancarlo Canuto avvenne proprio per lasciare la bollente poltrona del Bilancio. Nel 2014 il Comune ha fatto ricorso alle anticipazioni per oltre 7 milioni pagando interessi per oltre 100mila euro; ha chiuso gli esercizi finanziari del 2013 e 2015 con uno scoperto rispettivamente di 1 milione 657mila euro e 2 milioni 784mila euro mentre l’esercizio 2016 lo ha chiuso con uno scoperto di tesoreria di oltre 2 milioni.
Il sindaco Molfetta nel corso del Consiglio comunale di giovedì ha spiegato le diverse problematiche che hanno determinato questo stato di cose. In primis la gestione dei Servizi Sociali dell’Ambito BR4, l’attuazione del II e III Piano di zona, la riduzione dei trasferimenti correnti dello Stato, della Regione, della Provincia, le anticipazioni effettuate per conto di altri Enti ed il disallineamento temporale tra il pagamento del servizio e la riscossione della Tari. Ma, nello stesso momento, ha dovuto ammettere che il reale stato di salute del Comune di Mesagne non è dei migliori. Il costante ricorso all’anticipazione di tesoreria, la non completa restituzione al termine dell’esercizio finanziario delle anticipazioni ricevute, l’incapacità di far fronte a debiti certi, sono elementi che attestano le serie difficoltà finanziarie e l’inattendibilità del conto del bilancio. Ha parlato anche della bassa e lenta capacità di riscossione dell’evasione tributaria. Nel 2014 a fronte di accertamenti di 400mila euro, furono riscossi poco più di 50mila euro. Nulla si è detto riguardo il capitolo relativo al contenimento delle spese. Negli anni è stata registrata una spesa di circa 90mila euro per il parco autovetture a fronte di una limitazione che non doveva superare i 20mila euro. I veicoli che compongono il parco comunale sono 5 autovetture per il trasporto scolastico, 5 autovetture per la Polizia locale, per Protezione civile (3 autocarri, 1 cestello elevatore e 3 autovetture), 2 auto per i Servizi cimiteriali, 4 auto per gli Affari Generali, 4 auto e un minibus per i Servizi Sociali e un’auto per gli Organi istituzionali.
Questa la consistente situazione debitoria con obbligazioni scadute nel 2014 e 2015 non pagate a tutto 2017. Cosa accadrà quanto la Corte dei Conti andrà a approfondire i rendiconti del 2015 e 2016 per aggiornarsi sullo stato debitorio del Comune di Mesagne?
Per la storia. La relazione presentata in Consiglio comunale dal sindaco Molfetta è stata approvata dalla sua maggioranza con l’astensione del Partito Democratico. Gli altri due consiglieri di minoranza Mauro Resta e Carmine Dimastrodonato al momento del voto erano già andati via.
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