Questa mattina l’on. Gianluca Aresta ha fatto visita al Palazzo Marina a Roma per salutare il Sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, il Capitano di Vascello Francesco Saladino già Comandante della Nave Cavour e il Primo Luogotenente Michele Scandamarro. Al termine dell’incontro ha postato questo suo pensiero:
Sono stati anni intensi e bellissimi quelli che mi hanno consentito di frequentare persone straordinarie impegnate ogni giorno a difesa della Nazione e della pace. Oggi è con emozione altissima che Entrare da parlamentare per l’ultima volta in questo Palazzo mi ha fatto pensare al tanto tempo dedicato con passione e spirito di Servizio in questi quasi cinque anni di legislatura, prendendomi a cuore la causa della Marina Militare italiana con particolare attenzione al benessere di chi indossa la divisa da marinaio o quella di operaio o tecnico civile nei tanti stabilimenti, basi e arsenali militari.
Sono stati anni intensi e bellissimi quelli che mi hanno consentito di frequentare persone straordinarie impegnate ogni giorno a difesa della Nazione e della pace. Oggi è con emozione altissima che Entrare da parlamentare per l’ultima volta in questo Palazzo mi ha fatto pensare al tanto tempo dedicato con passione e spirito di Servizio in questi quasi cinque anni di legislatura, prendendomi a cuore la causa della Marina Militare italiana con particolare attenzione al benessere di chi indossa la divisa da marinaio o quella di operaio o tecnico civile nei tanti stabilimenti, basi e arsenali militari.La Puglia, d’altronde, immersa nel mare, vede nella presenza della Marina Militare una delle proprie peculiarità che, nel garantire la sicurezza nazionale, è al contempo fonte di benessere economico per tante famiglie. Sono radici storiche profonde che ci rendono orgogliosi di vivere il mare con rispetto e gioia, consapevoli che la sua salvaguardia è una delle principali garanzie per il futuro delle nuove generazioni. Impresso nel mio cuore e nella mia mente ci sono centinaia di volti di uomini e donne che ho incontrato sulle navi e nei porti ed ho sentito forte, come se fosse rivolto anche a me, il saluto di “buon vento”. Ora, nel momento del saluto, auspico che questo “buon vento” accompagni i nuovi parlamentari nei compiti che la Costituzione affida loro, certo che abbiamo fatto un ottimo lavoro e nella speranza che non vada disperso.