La mala-politica e la mala-burocrazia, nei confronti dei medi, piccoli e piccolissimi imprenditori Italiani.
Mi dispiace per la dolorosa scelta che ha dovuto prendere la signora Verdiana Carone, ma comprendo benissimo le difficoltà che ha dovuto affrontare nel suo percorso con il suo ruolo di Presidente della Delegazione Territoriale Confcommercio Mesagne. Sono venuto solo ora a conoscenza del progetto CTIES, sicuramente un bel progetto, progetto che purtroppo si scontra con quello che realmente accade in Italia, e a livello internazionale, nei confronti della piccola Impresa.
Crisi dei negozi di vicinato, iniziata circa 30 anni fa con l’apertura dei primi Ipermercati, poi è arrivata Amazon, e il resto e storia recente. In tutto questo c’è stato l’arricchimento di pochi con sempre stipendi da fame per i dipendenti. Ma la colpa maggiore in Italia e tutta della politica che si è succeduta negli ultimi 30 anni, che non ha fatto, e continua a fare nulla per tutelare i negozi di vicinato.
Per quella che io chiamo cultura Comunista, in Italia il piccolo imprenditore è: evasore fiscale, paga stipendi di fame, non rispetta le norme di sicurezza, ecc. Ma nessuno ascolta il reale grido di dolore che si alza da parte di agricoltori, artigiani, e piccoli commercianti in genere.
Ormai quando uno riesce ad aprire la propria attività e realizza il suo sogno, diventa dipendente dello stato e non libero imprenditore di se stesso come dovrebbe essere. Altissima tassazione, tantissimi balzelli burocratici, altissimo costo per tenere in regola un collaboratore, permessi di qua, permessi di la, occupazione di suolo pubblico, assistenza registratore di cassa, l’Haccp, e tantissimi altri, ovviamente tutto rigorosamente a pagamento.
Ovviamente la colpa non è solo della politica ma anche delle più grosse associazioni di categoria che dovrebbero realmente fare gli interessi degli associati, dovrebbero fare.
Associazioni di categoria, che mentre durante il Covid quando tantissimi commercianti sono scesi in piazza, loro hanno dormito beatamente. In altre nazioni nei primi anni di esercizio di una nuova attività non sono dovute tasse di nessun genere, nazioni che si trovano in Europa, invece in Italia ogni nuova Partita Iva viene vista dal sistema come un nuovo pollo da spennare. Per non parlare di agenzia delle entrate, di agenzia di riscossione, che uno non sa mai cosa fa l’altro. In Italia avere un’attività per conto proprio vuol dire essere degli Eroi a tutti gli effetti. Anche da questo governo mi sarei aspettato una maggiore attenzione nei confronti del piccolo imprenditore, ma finora solo parole. Durante il Covid in altre nazioni hanno realmente integrato le perdite in Italia solo briciole.
Come mi sarei aspettato altro comportamento da questo Governo in merito alla rottamazione, invece per paura delle opposizioni, e di quello che direbbe la stampa, stanno giocando con la vita e il futuro di milioni di Italiani.
D’altronde penso che ormai tutti conosciate il dramma che vivo da 5 anni, e le lotte sacrosante, semplicemente per poter rinegoziare il debito, cosa che in altre nazioni avrei potuto fare tranquillamente, ma in Italia no. Poi si riempiono la bocca con la parola Legalità e non andate dagli Usurai!
Angelo Gabriele Pignatelli –Â Delegato Regionale per la Puglia