La nota che Anna Rita Pinto, presidente del circolo Arci Cabiria, ha pubblicato sui social riguardo l’immobile occupato dalla sua associazione (successivamente chiarita in termini diversi), ha scatenato un vivace dibattito sugli spazi pubblici di proprietà del Comune che ospitano le associazioni culturali e di volontariato presenti sul territorio. A seguito di questo l’avv. Marco Calò, delegato dal sindaco Matarrelli a seguire le tematiche della Cultura, ha precisato quanto segue: “Sento il dovere di fare chiarezza circa una serie di commenti e valutazioni che si leggono su Facebook circa la mancanza di spazi per le associazioni culturali, di una cattiva gestione di Piazza Orsini e della mancanza di politiche culturali. Non voglio menzionare tutti gli appuntamenti legati alla cultura che hanno accompagnato l’estate dal 1 luglio sino a metà settembre (rassegne letterarie, festival corto, Cinema d’Autore, Meff, Teatro, altri appuntamenti in partnership con il Teatro Pubblico Pugliese ed altro ancora) perché credo che sia la nostra Comunità a dover giudicare la qualità della offerta culturale. E’ doveroso ricordare, però, che é stata già pubblicata una manifestazione di interesse finalizzata alla assegnazione di alcuni spazi comunali alle associazioni che operano nel campo culturale (cui farà seguito la pubblicazione del bando) e che se Piazza Orsini rappresenta un tesoro inestimabile per questa Città; al tempo stesso non si può comprimere l’iniziativa privata ma certamente si può contemperarla con l’interesse pubblico di fruire e godere di questo meraviglioso posto. In tempi di Covid avevamo il dovere di non abbandonare i nostri operatori economici, ma credo che abbiamo cercato con ogni sforzo di supportare quotidianamente anche le nostre associazioni che da anni animano il nostro territorio. Anna Rita, Gino, Giuseppe, Marco e tanti altri conoscono quanta passione e quanto sacrificio abbiamo messo in campo per fare di Mesagne ormai una meta turistica conosciuta ed apprezzata. Siamo a metà dell’opera, c’è tanta strada da fare e non lasceremo da solo chi ha creduto in questo sogno che lentamente sta diventando consapevolezza. Le difficoltà ci sono e ci saranno, ma non mollate e non molliamo nemmeno noi.
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E pensare che a leggere qualche vecchia rivista, gli unici che l’hanno utilizzata, dalla fine degli anni ’70 al ’90-91
sono stati i gruppi della sinistra extraparlamentare, cani sciolti, centri sociali…
Dovresti preoccuparti SERIAMENTE del come altri hanno aspettato altri trent’anni per valorizzarla!
DOMANDARTI e preoccuparti.
Dove erano certi salvatori di Mesagne se coincidono per età?
Stendiamo un velo sulle iniziative letterarie! De che?! Sperpero di soldi pubblici per iniziative private, che sono tanto private….. che non mettono l’orario nei loro “comunicati!”.
Come dice? Siamo a metà dell’opera, c’è tanta strada da fare? Bene! Ricordiamo anche che Mesagne non può permettersi il lusso di tornare indietro, a vedere leggere poi sugli episodi di cronaca gli stessi nomi che l’hanno resa famosa in passato! Di cosa stiamo parlando lo sappiamo.