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“Cosa accade oggi a Mesagne, la mia, la nostra città”. Se lo chiede Mary Capodieci (nella foto), presidente regionale di Cna Impresa Donna e vice presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Mesagne.
“La nostra città – dice – si è sempre contraddistinta per la sua voglia di fare e per le sua vocazione agricola e la trasformazione degli stessi prodotti? Ultimamente è come se guardando da dietro la di una finestra rivedessi quello spot pubblicitario dove ognuno di noi conduce una vita frenetica ma poi nella realtà vi è un rallentamento o meglio l’inceppamento della pellicola o di qualche ingranaggio che non ci permette di andare avanti”. Allora cosa fare? Continuare a guardare inermi? O provare a trovare la soluzione che riduca l’inceppamento e che permetta che la ruota riprenda a girare per il verso giusto? Da dove ripartire? “Sicuramente da dove ci siamo fermati: dall’agricoltura che rappresenta oggi la madre di tutte le sconfitte. Cosa accade ai tanti terreni rimasti incolti? “Possiamo tornare a coltivarli grazie alla legge sulle assegnazioni dei terreni agricoli abbandonati approvata nei giorni scorsi dal Consiglio Regionale. Sforziamoci, allora, di dare la possibilità ai nostri ragazzi di portare avanti il prestigioso nome della nostra città. Come si pensa oggi di poter dare posti di lavoro se non si sono creati i presupposti per poter sviluppare nuove attività . Oggi giorno non bastano le promesse. Occorrono i fatti. Come questa città può dare sbocchi lavorativi se non riusciamo a fare rete per incrementare il turismo? E come pensiamo di far insediare nuove attività nel comparto industriale se il piano per gli insediamenti produttivi non ha tutte le carte in regola affinché ciò possa avvenire? Il rischio è di continuare a far scappare le aziende, i giovani e le possibilità di far assumere i nostri giovani oggi sempre più allo sbaraglio per la mancanza di posti di lavoro. Ora, indipendentemente da tutto, credo che ognuno di noi abbia delle responsabilità politiche, e sono strettamente correlate a noi cittadini che siamo quelli che hanno scelto da chi farsi guidare. E’ pur vero che il mondo ruota intorno a noi ma noi ne siamo parte integrante e sta a noi cercare di farlo ruotare nella direzione giusta, ognuno per le proprie responsabilità, cercando di fare il bene comune di tutti. Ma molto velocemente”.
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