Manovre sotto la sabbia rovente di questi giorni. Due – per il momento – gli interrogativi che i mesagnesi si pongono da mesi. Il primo: Matarrelli lascerà Mesagne per candidarsi (in quale veste?) alla Regione? Si. Certamente si. Matarrelli da tempo sta lavorando in lungo ed in largo per centrare l’obiettivo Regione e, perché no, essere (un domani) il dopo Emiliano E’ giunto il momento e non può farsi scappare questa occasione. La politica é fatta di momenti e di occasioni che il vero politico (e Toni é un politico nato) non può lasciarsi sfuggire. E Vizzino? Che farà? Correrà anche lui per cercare di riconquistarsi una poltrona per il terzo mandato consecutivo alla Regione? Mauro ha il diritto di farlo ma, anche, il dovere di portare il suo contributo elettorale dopo due legislature. Non deve avere il timore di finire come un bicchiere di cristallo tra biglie di acciaio. Secondo interrogativo: chi prenderà il testimone di Sindaco di Mesagne che Matarrelli lascerà? Sarà un candidato di sua (massima) fiducia. Perché non accada un secondo Pompeo Molfetta. Chi sarà. Uno del suo staff, o un esterno? Qui la risposta é più difficile. Nomi se ne fanno. Tanti. Troppi. E si sa che quasi sempre i nomi che oggi sono i più gettonati poi non diventano…Papi. All’interno della maxi coalizione di Matarrelli ci sono alcune fibrillazioni. Il consigliere comunale Carella al quale il Sindaco non ha riconfermato la delega al canile, Mingenti che ha rotto con Vizzino e forse D’Ancona che intenderebbe proseguire – come dire – in piena autonomia. Il nodo – concludendo – sono i rapporti Matarrelli-Vizzino che, al di là delle foto di rito, al momento non sono idilliaci. Ma Toni e Gino Vizzino sono troppo intelligenti ed esperti per scivolare e rompere. I mal di pancia? Tranquilli: Toni ha l’antidoto.
Matarrelli-Vizzino: prove di disgelo? Sarà un Ferragosto di fuoco
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