“Le ninfee rappresentano uno dei suoi soggetti più emblematici, esaltando la sua tecnica e la sua ricerca sulla luce e sul colore. Ecco perché proprio alla Grande mostra che tra poco inaugureremo nel castello di Mesagne le ‘Ninphees’ di Monet non possono mancare”. Lo ha dichiarato Pierangelo Argentieri, presidente di Micexperience che, lo scorso anno, sempre al castello di Mesagne, realizzò una mostra dedicata alla storia dell’arte italiana fra arte medievale ed espressioni artistiche contemporanee emerse nel Belpaese dal XIV al XX secolo, per ‘celebrare’ il G7 che fu ospitato in provincia di Brindisi dal 13 al 15 giugno del 2024. Per il 2025 la scelta è ricaduta sugli impressionisti. Da qui anche la scelta di opere di Monet. “Gli studiosi di questo artista parlano di un autentico ciclo visto che si tratta di ‘una serie di circa 250 dipinti, che dimostrano la sua dedizione al soggetto e la sua capacità di cogliere la bellezza della natura in ogni sua sfaccettatura’. Ed è stato altresì sottolineato che le ninfee di Monet – si legge in una nota di presentazione della mostra mesagnese – sono caratterizzate dalla sua attenzione ai dettagli, soprattutto per quanto riguarda la luce e i riflessi sull’acqua, che catturano la bellezza effimera del momento”. La mostra sarà inaugurata il prossimo 27 giugno.
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