Anche il mezzosoprano mesagnese Ilaria Ribezzi ha presentato una propria proposta per il
bando di co-progettazione del dossier di candidatura “Mesagne Capitale Italiana della Cultura 2024” e propone con l’Autarena Ensemble, formazione attiva da anni sulla scena nazionale e internazionale, l’organizzazione di un Festival Internazionale di Musica Barocca che trasformi la città, gioiello del Barocco, in palcoscenico aperto alle emozioni di una musica senza tempo.
Ben 75 progetti, riuniti in quattro macroargomenti, raccolti per il bando di co-progettazione del dossier di candidatura di “Mesagne Capitale Italiana della Cultura 2024”. Tra questi, il
Ben 75 progetti, riuniti in quattro macroargomenti, raccolti per il bando di co-progettazione del dossier di candidatura di “Mesagne Capitale Italiana della Cultura 2024”. Tra questi, il
sindaco Antonio Matarrelli ha accolto con sensibile attenzione anche il progetto della
cantante lirica mesagnese Ilaria Ribezzi che si fa ideatrice di un Festival Internazionale di
Musica Barocca da realizzare nella città, con la musica che si intreccia alle straordinarie
bellezze storiche e artistiche della località pugliese.
Mezzosoprano con formazione presso il Teatro alla Scala e l’Accademia Chigiana di Siena e
Mezzosoprano con formazione presso il Teatro alla Scala e l’Accademia Chigiana di Siena e
con all’attivo un’intensa attività artistica, Ilaria Ribezzi propone un Festival che unisce Musica Danza Opera e Teatro e si articola in sei concerti di ampio respiro, garantendo al pubblico un programma intenso e di forte richiamo. In coordinamento con l’Autarena Ensemble, compagine specializzata nel repertorio barocco, la rassegna si caratterizza per
le esecuzioni su strumenti originali e con canoni prettamente filologici, per un risultato finale di sicuro impatto emotivo ed artistico.
Obiettivo primario del progetto è l’offerta di un festival musicale di elevata qualità artistica
Obiettivo primario del progetto è l’offerta di un festival musicale di elevata qualità artistica
con protagonisti musicisti nazionali e internazionali e che possa diventare punto di riferimento nella geografia del turismo culturale. Oltre a proporsi come una preziosa occasione di intrattenimento, di impegno sociale e divulgazione culturale, il Festival vuole
essere un’opportunità per dare vita ad un autentico connubio tra la musica e il patrimonio
storico ed architettonico del territorio valorizzandone l’eccellenza in tutte le sue forme. Un
viaggio che accompagna alla scoperta della fascinosa creatività barocca con gli splendidi
angoli mesagnesi che diventano straordinario palcoscenico per i capolavori della letteratura
musicale.
Chi é Ilaria Ribezzi. Inizia da giovanissima gli studi pianistici e a seguire lo studio del canto con il mezzosoprano B.M. Casoni. Continua la sua attività formativa e di perfezionamento presso
Chi é Ilaria Ribezzi. Inizia da giovanissima gli studi pianistici e a seguire lo studio del canto con il mezzosoprano B.M. Casoni. Continua la sua attività formativa e di perfezionamento pressol ‘Accademia del coro Teatro alla Scala di Milano, l’Accademia d’arte lirica di Osimo e nel 2015 l’Accademia Chigiana di Siena. Attualmente si sta perfezionando con il M° Fernando Cordeiro Opa. Giovanissima vince il Concorso di Esecuzione Musicale R. Poonselle e il premio giovane promessa al Concorso Internazionale di Musica Sacra di Roma. In qualità di mezzosoprano solista, ha affrontato elegantemente repertori diversi spaziando dalla musica antica (Vivaldi,
Handel, Haydn, Pergolesi, Mozart) a quella romantica e contemporanea (Saint-Saens, Liszt), specie nell’ambito cameristico e sinfonico, comparendo in cartelloni concertistici di rilievo nazionale tra cui: Teatro di Udine e Orchestra Sinfonica di Savona, Orchestra Sinfonica T. Schipa di Lecce, collaborando con maestri quali F.M. Bressan, C. Tenan, M. Panni, A. Crastolla, M. Quarta, F. Bossaglia, G. Prandi. Nel repertorio sacro è la voce solista dello Stabat Mater
di Pergolesi e della Theresienmesse di F.J. Haydn nella stagione concertistica Arteviva presso la Basilica di S. Maria delle Grazie a Milano dirette da M. Baxiu, dello Stabat Mater di Vivaldi e della Paukenmesse di Haydn (F. M. Bressan), del Gloria RV589 e del Magnificat RV 611 di A. Vivaldi (Andrea Crastolla). Ha cantato inoltre nella IX Sinfonia di L. van Beethoven con l’Orchestra Sinfonica T. Schipa di Lecce (M. Quarta). Nel settembre 2017 è protagonista del
dramma inedito HAYE – Le parole, la notte di M. Montalbetti, diretto dal M° F. Bossaglia presso il Teatro Ariosto di Reggio Emilia. Recentemente si è esibita nella Petite Messe Solennelle di Rossini nella sala concertistica del Museo Ceco della Musica di Praga. Nel repertorio operistico ha interpretato i ruoli di Zulma ne “L’italiana in Algeri” al Teatro Comunale di Sassari (D. La Stella R. Vizioli), Amenofi in Mosè in Egitto al Teatro Verdi di Pisa e al Teatro Coccia di Novara (D. Pasqualetti, R. Mucci), Suzuki in Madama Butterfly al Teatro Massimo Bellini di Catania (D. Fratta, R. Privitera) e Isaura in Tancredi al Juliusz Słowacki
Theatre di Cracovia nel Royal Opera Festival (D. Pascoli, R. Schönleber). Fra i suoi impegni recenti e futuri: Suzuki in Madama Butterfly al Teatro Pergolesi di Jesi, Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso e Teatro Comunale di Ferrara, e voce solista nella Messa di Requiem di W. A. Mozart con l’Orchestra Magna Grecia di Taranto.
Autarena Ensemble L’ Ensemble della Basilica Autarena è nato per volontà di musicisti accomunati dall’interesse per l’approfondimento della prassi esecutiva con strumenti originali. Negli anni è divenuto punto di riferimento per diversi professionisti; con una variegata attività concertistica, l’Ensemble affronta il repertorio che va dal primo barocco alla fine del classico. La storia dell’Ensemble ha origine dall’idea di tre fratelli, Agnese, Maria Giovanna e Antonio Papetti, musicisti diplomati rispettivamente in violino e violoncello, che con l’amico e collega clavicembalista Massimo Loreggian decidono di fondare un gruppo di Musica Antica centrato sullo studio e la ricerca nell’ambito dell’interpretazione musicale filologica. Si può sintetizzare la visione musicale del gruppo con le parole che Francois Raguenet usò nel suo trattato “Le Parallèle des Italiens et des Francais” quando nel 1702 dopo due anni di viaggi in Italia ebbe a scrivere: “…….negli Italiani le esecuzioni sono più ardite… il carattere è portato all’eccesso sia nel patetico, sia nel vivace, sia in tutti gli altri affetti…; gli Italiani rendono le arie sempre tutte ugualmente belle e ricercate; infine il gusto di questi ultimi è inesauribile per inventiva musicale…”. Il Gruppo inizia l’attività di ricerca sviluppando una collaborazione aperta che prevede il coinvolgimento di artisti di livello internazionale che, diversi di volta in volta, durante le esecuzioni si alternano nei ruoli di prime parti con l’obiettivo di creare un approfondimento cosmopolita della lettura interpretativa. Questo lavoro di ricerca e di riscoperta ha costituito motivo di interesse per l’aggregazione nell’ensemble di musicisti specializzati in questo repertorio, uniti dall’intento di riscoprire il fascino sempre vivo di suoni andati perduti.