Pompeo Molfetta e Ninni Mingolla, i due medici che domenica 14 giugno si contenderanno al ballottaggio la scomoda poltrona di primo cittadino, avevano giurato che avrebbero fatto una campagna elettorale corretta, leale e senza veleni. Così è stato. Ma solo sino a domenica scorsa. Poi passata la stanchezza e lo stress del 31 maggio, la campagna elettorale si è riaccesa. E questa volta i toni soft sono stati messi da parte. Ninni Mingolla oggi ha messo sulla bacheca della pagina di facebook della sua coalizione “Ripensiamo Mesagne” un comunicato, trasmesso anche alla stampa, sparando a zero contro il collega. “Allontaniamo il rischio di far gestire questa città a persone arroganti e inaffidabili”, ha scritto. Ed ha aggiunto:,“Fermiamo questa ondata dilagante di superbia che sta imperversando per le nostre strade…”.
Queste frasi non sono piaciute al Pompeo che, in una nota, ha dichiarato di “essere profondamente amareggiato per le parole offensive che Ninni Mingolla ha usato nei miei confronti e alle quali non intendo rispondere“.
Ninni Mingolla, inoltre, non sappiamo se riferendosi a Molfetta o al parlamentare Toni Matarrelli, ha invitato gli elettori mesagnesi a “non permettere di mettere le mani su questa città con l’unico scopo di consolidare il proprio potere. Ora i cittadini sono liberi di scegliere e devono trovare la forza di svincolarsi da ogni tipo di condizionamento e di promessa che ha pesato sul loro voto. Impegniamoci insieme perché il Comune diventi un presidio di libertà e di trasparenza, perché sia ancora la casa di tutti e non di chi vive esclusivamente di politica”.
Parole che non sono da interpretare e che non hanno bisogno di molti commenti. L’attacco è frontale, l’obiettivo è chiaro, soprattutto nell’ultima parte. Chi vive esclusivamente di politica essendo parlamentare non può che essere l’on. Matarrelli perché Pompeo, se dovesse essere eletto sindaco e se dovesse mettersi in aspettativa, come ha dichiarato, rinuncerà al più remunerativo compenso di medico per quello di Sindaco che gli sarà appena sufficiente per pagare i caffè al bar, i contributi ad associazioni, iniziative varie, feste e cittadini che ogni giorno sono in Municipio per chiedere un aiuto economico.
Sull’incidente è intervenuto anche il neo consigliere regionale Mauro Vizzino. “Trovo davvero di cattivissimo gusto le affermazioni fatte nei confronti del candidato sindaco Pompeo Molfetta – ha detto -. Abbiamo di fronte a noi, tutti quanti, una responsabilità importantissima: la crescita civile e culturale della nostra città e nessuno può inquinare un clima che lo stesso Pompeo ha contribuito a rendere sereno, all’insegna del confronto e del dialogo onesto. Da parte mia appoggio incondizionato nei confronti di un uomo che ha saputo guidare la coalizione ricordando costantemente l’importanza del rispetto per tutti. Non sono le offese gratuite a rendere più consistente una campagna elettorale. Questa non è una guerra. Ai cittadini non interessano queste considerazioni. Ai cittadini interessa ben altro. Detto questo a Pompeo Molfetta e a tutti gli uomini e le donne della sua coalizione voglio dire di continuare serenamente sulla strada intrapresa. L’unica realmente valida sul piano programmatico”.
Molfetta amareggiato per le parole offensive di Mingolla
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In tutte le grandi competizioni un campione che perde onora, magari a malincuore, il campione che vince, rinviando ogni cosa alla sfida successiva.
Chi viene meno a questo principio non é un cavallo di razza!