L’altro ieri l’Amministrazione comunale ha organizzato un incontro sul tema “Il Centro storico nella città di domani”. La relazione inaugurale è stata tenuta dal Rettore dell’Università del Salento Fabio Pollice, esperto di geografia applicata che ha parlato del rapporto tra turismo e cultura e sul ruolo che la cultura deve avere nei processi di sviluppo locale.
Su quello che in futuro dovrebbe essere il nostro centro storico di Mesagne siamo intervenuti anche noi di Mesagnesera dicendo, tra l’altro, che la valorizzazione del cuore antico di questa città non può essere solo ridotto ad una mangiatoia e che viuzze, stradine e piazze non possono essere ridotte a ristoranti all’aperto. Il Centro storico – abbiamo scritto – é anche di chi vuole passeggiare tranquillo ammirando i beni monumentali, dei forestieri, dei turisti, dei residenti e dei mesagnesi tutti.
Su quanto ha detto il Prof. Pollice è intervenuta sui social con una nota (che riportiamo integralmente) anche l’avv. Carla Graduata (nella foto), già candidata lo scorso maggio al Consiglio comunale di Mesagne nella coalizione a sostegno della candidata sindaco Rosanna Saracino.

Mi riferiscono che l’intervento di ieri del neo eletto Rettore dell’Università del Salento sia stato tra i più interessanti e lungimiranti del Convegno organizzato. Non avevo dubbi, perché ho ascoltato diverse volte il Magnifico Rettore, prof. Pollice, e letto i Suoi studi. Condivido assolutamente la Sua idea di “valorizzazione dei centri storici” che non accetta le realtà comunali come “mangiatoie”, ma ritiene necessario il ritorno ”alle botteghe artigiane ed agli atelier di artisti”. La coalizione #tuttaunaltrastoria aveva fatto propri, tra gli altri, i pensieri e gli studi del prof. Pollice perché, appunto, ne condivideva appieno la visione. Quello che mi chiedo oggi è: in che direzione si sta muovendo l’attuale amministrazione comunale? Perchè l’idea di fondo del prof. Pollice è tutta basata sulla necessità di procedere preliminarmente “all’elaborazione del piano strategico….per far sì che il centro storico divenga un sistema turistico endogeno ed autocentrato, capace di attrarre i turisti e soddisfare le aspettative e preservando nel contempo le qualità paesaggistiche, ambientali e culturali del territorio”. Come si concilia questa visione di centro storico con tavoli, tavolini e sedie che quest’estate hanno inondato tutte le viuzze del centro storico? Nel bando predisposto per affidare i locali di Piazza Commestibili perché non si sono privilegiate le realtà artigianali a quelle di ristorazione? I convegni che si organizzano ed i relatori che si invitano corrispondono a quello che in concreto si sta verificando nella nostra Citta’?
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