A seguito della notizia pubblicata ieri da Mesagnesera, il movimento politico ProgettiAmo Mesagne ci ha inviato una nota sul progetto denominato “Messapia archeologia e vino – La rete dei centri storici tra colture di eccellenza” che ha ottenuto un finanziamento di 5.670.000 euro. I Comuni coinvolti sono San Pancrazio Salentino (capofila), Cellino S. Marco, Erchie, Latiano, Oria, San Donaci, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Torre Santa Susanna. Mesagne aveva fatto una scelta diversa aderendo ad un altro gruppo di comuni che poi non hanno prodotto alcuna proposta. Di seguito la nota di ProgettiAmo Mesagne.
“Solo pochi giorni fa abbiamo presentato un esposto alla soprintendenza archeologica di Taranto e al ministero dei beni culturali sulla situazione delle tombe messapiche di vico quercia che, a nostro avviso, sono a rischio deterioramento; nel frattempo a Muro Tenente, l’erba cresce per la gioia di ovini e bovini che lì trovano il loro abbondante sostentamento. Nessuna notizia invece sulla realizzazione del parco archeologico che avrebbe dovuto coinvolgere le città di Latiano e Mesagne. Una tormentata questione, quest’ultima, che si trascina oramai da tre anni per l’ostruzionismo incomprensibile del nostro comune. Chiederemo conto di tutto questo, e non solo, nel prossimo consiglio comunale. Fra tutte queste criticità, per non farsi mancar nulla, apprendiamo dalla stampa dell’ennesimo fallimento della nostra amministrazione in merito alla possibilità di intercettare finanziamenti finalizzati alla valorizzazione dei nostri beni culturali. Infatti nove comuni del Brindisino hanno aderito al bando della Regione Puglia denominato “Messapia archeologia e vino” finalizzato al recupero e riqualificazione dei loro centri storici. I comuni interessati sono San Pancrazio Salentino, Cellino S. Marco, Erchie, Latiano, Oria, San Donaci, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Torre Santa Susanna che operano in rete nell’ambito dell’Area Vasta brindisina.
Il Comune capofila è San Pancrazio Salentino a cui è stata riconosciuta, da parte di tutti i comuni coinvolti, un’efficiente organizzazione tecnica e professionale. Il progetto definitivo sembra sia stato già ammesso a finanziamento da parte della Regione Puglia, per un totale di 5.700.000 euro di questi, circa il 5 %, cofinanziati dai Comuni aderenti al progetto. Insomma questi comuni hanno saputo far rete, Mesagne invece, città simbolo della storia e cultura messapica, è rimasta fuori; non è riuscita, pensate, nemmeno a far rete con un solo comune, quello di Latiano, relativamente alla sopra citata questione di Muro Tenente. Probabilmente l’esperienza negativa dei finanziamenti Sac (Sistemi ambientali e culturali, progetto denominato Appia dei Messapi) persi a causa di un grave errore commesso dal nostro comune – era capofila – e che è costato caro anche agli altri partner del progetto, ha persuaso i comuni vicini a non fidarsi della nostra macchina amministrativa, ritenuta, probabilmente, inaffidabile e facendo così sprofondare il nostro comune in un imbarazzante isolamento. Tutto ciò accade, ovviamente, quando l’indirizzo politico è traballante, incerto, assente e soprattutto irresponsabile. In conclusione, non è per essere i soliti oppositori tediosi e disfattisti, ma gli evidenti fallimenti di questi anni, di recente bollati anche da alcuni esponenti del centro sinistra come “marchi di indecenza”, non possono e non devono essere più tollerati altrimenti a pagare saranno sempre i cittadini. Ci chiediamo, dunque, come fa il Sindaco a giustificare ancora l’ingiustificabile, come non accorgersi che a perdere, in questi casi, non è una sola parte politica, che pro tempore governa, ma l’intera città? “.
ProgettiAmo Mesagne su finanziamenti “Messapia archeologica e vino”
Post precedente
Domenica teatro a Torre Guaceto
Iscriviti
0 Commenti
il più vecchio