In questi anni di opposizione all’amministrazione Scoditti è capitato sovente di dover commentare le risposte del sindaco alle nostre ormai numerosissime interrogazioni ed interpellanze, bollandole come “non risposte”, inconcludenti, farraginose e tendenti unicamente a giustificare od a nascondere questo o quel misfatto. Ma questa volta il nostro primo cittadino si è davvero superato, perché, diversamente dal solito, pur con la sua solita sprezzante arroganza nei confronti di chi osa muovergli qualche critica, ha dovuto ammettere le varie nefandezze concernenti i lavori di rifacimento delle ormai famigerate piazzole adiacenti la Villa Comunale con il candore di un neonato. Infatti, in una città “normale” e non in balia dell’assuefazione ai disastri di Scoditti e della sua giunta (pur mutando gli addendi, il risultato non potrà certo miracolosamente cambiare), le risposte da lui fornite dovrebbero essere considerate per quello che sono, e cioè al limite dell’assurdo e del paradossale.
Non può che suscitare assoluto sconcerto il fatto che egli si accorga addirittura dopo qualche mese che la ditta appaltatrice non ha consegnato i lavori nei termini previsti, e si affretta a dire, in pieno accordo con la sollecitazione giuntagli dall’opposizione, che il contratto prevedeva una penale e che forse vale la pena di contestare ciò alla stessa ditta; ammette poi che ci si è “dimenticati” di realizzare uno scivolo per i disabili, ma che si porrà (e si è posto proprio in questi giorni) rimedio alla dimenticanza, ma sorvola sul fatto che si è dovuto rompere una parte di marciapiede già finito per realizzare ciò che un qualsiasi tecnico o ditta con un minimo di buon senso avrebbe dovuto prevedere già in fase di rifacimento: caro sindaco, pensa che i denari dei cittadini debbano essere gestiti in questa maniera?
Qualche considerazione più approfondita, poi, meritano le altre due questioni sollevate dall’opposizione nell’interpellanza: l’ennesima non applicazione della legge, nello specifico il codice degli appalti, e l’ormai famosissimo automezzo rosticceria.
Il sindaco, come al solito, fornisce una giustificazione per la non applicazione delle norme vigenti che stupisce ed allo stesso tempo risulta offensiva per l’intelligenza dei firmatari l’interpellanza e per la città tutta, e fa riferimento alla solita “dimenticanza” che è una costante dell’azione amministrativa di questa sciagurata giunta.
Per quanto concerne poi la questione automezzo rosticceria, il primo cittadino raggiunge l’apice del pressappochismo e dello sbeffeggiamento altrui ammettendo che la nuova collocazione era già stata concordata da tempo tant’è che il titolare ha pagato le “spese per l’attivazione del nuovo punto di alimentazione”, che la collocazione provvisoria è stata concessa sostanzialmente privilegiando interessi economici rispetto agli interessi della collettività alla salvaguardia dei beni monumentali, e, dulcis in fundo, che il suddetto nuovo posizionamento non reca disagio ad alcuno. Ma il sindaco ha il polso della realtà? Ha per caso avuto modo di interloquire con gli esercenti ed i cittadini di quella zona? Sa che anche la nuova collocazione ricade in pieno centro storico e quindi meritevole della massima tutela? Come intende muoversi il nuovo assessore nella definizione del tanto agognato Piano del Commercio e come vuole gestire queste situazioni. O si vuole sempre tirare a campare?
Pensiamo che, nella gestione di tutta la vicenda, per l’ennesima volta questa amministrazione abbia dato dimostrazione di una palese incapacità di saper gestire la cosa pubblica e nondimeno le casse comunali, nonché di una sprezzante e arrogante indifferenza verso i diritti e le esigenze dei cittadini, che dovrebbero essere considerati tutti alla stessa stregua, sia che abbiano avuto la sventura di votare centrosinistra o meno.
Segreteria FI e Coordinamento politico di ProgettiAmo Mesagne