Oggi, lunedì 21 dicembre, convocazione del Consiglio Comunale con lo speciale compito di discutere ed assegnare alla prof. Liliana Giardino (nella foto), docente del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento di Lecce, la cittadinanza onoraria della Città di Mesagne.
Il riconoscimento, come recita l’art. 2 dello specifico regolamento datato 8 ottobre 2010, è pensato «per chi, non essendo iscritto nell’anagrafe della Città di Mesagne, si sia distinto particolarmente nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’industria, del lavoro, della scuola, dello sport, con iniziative di carattere sociale, assistenziale e filantropico o in opere, imprese, realizzazioni, restazioni ed esemplare attaccamento in favore della Città e degli abitanti di Mesagne o in azioni di alto valore a vantaggio della Nazione o dell’umanità intera».
Per la prof.ssa Giardino non poteva essere altrimenti visto il suo largo impegno – nella maggior parte dei casi generosamente ben oltre le strette indicazioni di dovere del suo ufficio – a favore dello studio e dell’approfondimento della storia della nostra città. Dal 2003 la prof.ssa Giardino ha avviato e sviluppato in stretta collaborazione ed intesa con il Comune di Mesagne progetti di ricerca che hanno portato enormi e importantissimi risultati non solo in termini di conoscenza ma anche di strumenti preziosi per la “prevenzione archeologica”.
Uno dei più celebri è senz’altro «L’urbanistica di Mesagne in età messapica e romana», il quale ha prodotto un’imponente ed articolata banca dati in cui sono stati inseriti quasi 1000 tra documenti, riferimenti bibliografici, immagini di reperti ed altro materiale storico sulla città. Con questo progetto la docente ha pubblicato il compendio ancora oggi più completo delle fonti relative a Mesagne antica, permettendo di collocare nello spazio le evidenze monumentali ed archeologiche e ha aiutato nuove scoperte circa attribuzioni e individuazioni di siti. Queste ricerche, tra l’altro, hanno dato un importante slancio al nostro Museo del Territorio “U. Granafei”.
Un altro progetto della prof.ssa Giardino intitolato «I Vicinati della Terra di Mesagne tra XVI e XVIII secolo» ha ricostruito il paesaggio del centro storico della Terra di Mesagne in un importante periodo della sua storia. Ricostruendo i vicinati, i quartieri diremmo oggi, è stato possibile recuperare e ricostruire il tessuto e l’articolazione attraverso l’individuazione dell’ubicazione, dell’estensione, della denominazione, degli edifici, degli abitanti e dei mestieri: in pratica uno spaccato socio-antropologico del centro di Mesagne tra XVI e XVIII secolo, tassello fondamentale per la storia degli studi sulla Città, punto di partenza per ricerche tematiche successive.
La docente, inoltre, ha profuso particolare impegno nelle attività di divulgazione dei risultati attraverso le attività condotte presso le Scuole Primarie cittadine con il coinvolgimento attivo di più di 300 studenti e con la realizzazione della mostra cartografica e documentaria dal titolo “Su e giù per la terra “. Il Consiglio Comunale consegnerà questo riconoscimento: «Per avere offerto, con grande impegno e dedizione, alla storia degli studi locali e del Salento un quadro ricco, articolato ed esaustivo di conoscenza scientifica, punto di riferimento per tutte le ricerche future relative alla nostra Città; per aver favorito negli anni, senza alcun ritorno personale, il coinvolgimento e la crescita professionale di tanti giovani; per aver reso possibile l’appropriazione della memoria identitaria da parte dei piccoli e dei grandi cittadini di Mesagne». I lavori della massima assise cittadina inizieranno alle ore 16.30 presso il Salone degli Affreschi del primo piano del Castello Comunale. La cittadinanza è invitata a partecipare.
Gentile Direttore, per pura curiosità, mi piacerebbe sapere a chi altri è stata concessa la cittadinanza onoraria della Città di Mesagne e con quali motivazioni, e se qualcuno ha mai pensato di conferirla a Don Ciotti. A mio modesto parere trovo queste motivazioni piuttosto deboli. Fare bene il proprio lavoro, soprattutto se retribuito, dovrebbe essere la normalità così come è un dovere etico per un ricercatore divulgare il risultato delle proprie ricerche. Il coinvolgimento di 300 studenti non mi pare cosa eccezionale dopo averlo accordato con le scuole, potrebbe farlo anche un’associazione senza titoli accademici. Diverso sarebbe stato il coinvolgimento… Leggi di più »
Si, mi risulta che si era pensato a che a don Ciotti.