La cultura
I Padri costituenti, a memoria futura,
sancirono la centralità della cultura.
“Si promuova lo sviluppo della cultura”:
così l’articolo nove con chiara scrittura.
“Si deve concorrere allo sviluppo spirituale”,
articolo 4: possibile solo con percorso culturale.
Nel passato, nell’era presente e futura
una funzione fondamentale spetta alla cultura.
Essa è essenziale per l’identità nazionale,
per il senso di appartenenza alla terra natale.
Riesce sempre efficace – e questo è vero-
ad acquisire nuove strategie di pensiero.
Consente con lo studio delle varie civiltà
di uscirei dall’angustia della “paesanità”.
Permette a ciascuno di avere autostima,
tanta fiducia sempre in sé più di prima.
Tra gli individui favorisce civili rapporti;
dà l’empatia, rende tolleranti e forti.
Ci conduce fuori dall’abituale quotidianità,
dal pressapochismo, dalla becera volgarità.
La cultura è sempre generatrice di senso
e porta benefici alla salute, come io penso.
Dona spirito critico e strategie di resistenza
e ci tiene lontani della servile obbedienza.
La cultura, contro il parere degli ignoranti,
ha ricadute in economia assai importanti.
Basta citare la ricerca o i beni culturali,
da cui possono venire incassi milionari.
Senza cultura vi è solo apatia,
perdita di sé, ignoranza, idiozia,
arretratezza,assoluta incapacità,
isolamento, ripetizione, opacità.
Purtroppo la cultura è sottovalutata,
da tanti ignoranti finanche disprezzata.
Oggi hanno acquisito ruolo di qualità
l’incompetenza, la banalità e la volgarità.
Tremonti che sempre il partito cangia,
affermò:” Con la cultura non si mangia”,
Dopo di lui più di un deputato o governatore
hanno ripetuto quella frase senza rossore.
Qualche sindaco, e non solo della Lega,.
è arrivato a dire che della cultura se ne frega.
Pasquino, novembre 2016