Entro domani – assicura l’Inps – saranno ultimati i pagamenti delle 600 euro. Ad aprile – assicura il governo centrale – il bonus potrebbe essere aumentato a 800 euro. E poi? Quando i finanziamenti governativi saranno finiti, dove andranno per mangiare i sempre più numerosi poveri? Faranno la corsa ai prestiti? Per pagarli come? Le banche – si sa – non sono molto generose con chi non ha reddito e non dà garanzie. Gli “ultimi”, coloro che vivevano della giornata, non hanno né reddito né garanzie da presentare. E allora? I piccoli commercianti, gli artigiani, le piccole e medie imprese che operano sul nostro territorio hanno bisogno di soldi per ripartire. Come dovranno pagare affitti, bollette, tasse che si, saranno postdatate, ma poi arriveranno. Ammesso che con questa crisi ci sia ancora chi ha la possibilità di comprare. I lavoratori dell’ex Auchan, i nostri giovani impiegati nei negozi della galleria ex Auchan (quanti ne riapriranno?), i numerosi lavoratori di B & B, ristoranti, pizzerie, bar, ecc. che fine faranno? E quelli degli stabilimenti balneari? Le persone che vivevano “della giornata” in campagna, gli stagionali, badanti, addetti alla pulizie, ecc. avranno la possibilità di portare a casa qualche euro per sfamare i figli? Il Centro storico, negli ultimi anni fonte di ricchezza per la città, è fermo nel fango e nella polvere. Quali accordi sono stati presi con la ditta Spinosa per riprendere al più presto i lavori e chiudere in tempi rapidissimi? Tra qualche settimana, sia pure gradualmente, riapriranno le attività produttive. Non c’è tempo da perdere. I mesagnesi hanno apprezzato l’impegno profuso nell’emergenza sanitaria, la questione Perrino e, per ultimo, la questione Case di Riposo, la generosa ed infaticabile attività di solidarietà, la raccolta fondi, i buoni spesa comunali. Adesso, però, basta. Basta con le foto a destra e sinistra, con i comunicati stampa e le dirette streaming che sono servite per informare ed incoraggiare i mesagnesi chiusi in quarantena nelle case. Ora è tempo si chiudersi in una stanza ma per studiare come riaprire. Non c’è tempo da perdere. Riunisca subito la giunta, si attorni dei numerosi consiglieri delegati e degli esperti che ha nominato e, se lo riterrà opportuno, costituisca una task force chiamando magari qualche economista e qualche imprenditore, e si metta subito a lavoro. L’estate 2020 sarà afosa, torrida. E con la prospettiva che non si potrà neppure andare a mare.
Per il sindaco Matarrelli l’estate 2020 sarà incandescente
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