La conferenza dei Capigruppo consiliari che si sarebbe dovuta tenere ieri a mezzogiorno, come Mesagnesera aveva anticipato, è saltata. Di riflesso è saltata la data di convocazione del prossimo Consiglio comunale che si sarebbe dovuto tenere giovedì 26 aprile con all’ordine del giorno la nuova composizione della Giunta comunale. Tutto rinviato. Ufficialmente perché il Sindaco era impegnato negli ultimi dettagli organizzativi riguardanti la sicurezza delle opere di Picasso la cui mostra sarà inaugurata al pubblico martedì prossimo. In realtà, invece, perché aveva chiesto tempo dopo il mal di pancia suo, e di alcuni consiglieri di maggioranza, che non si sarebbero trovati d’accordo con la soluzione data. Che, ricapitoliamo, prevede la sostituzione degli assessori Antonio Marotta, Tecla Pisanò e Alessandro Rubino e la nomina di Roberto D’Ancona, Maria Teresa Saracino, Anna Maria Scalera e Omar Ture. Il Sindaco aveva chiesto una pausa di riflessione per cui aveva invitato i tre assessori “defenestrati” ad attendere di presentare le dimissioni. Un suggerimento disatteso da Antonio Marotta (della cordata Vizzino) che ieri ha presentato le sue dimissioni al Segretario Generale dott.ssa Vadacca. Una decisione che conferma la scarsa comunicabilità tra il Sindaco e Gino Vizzino che diversamente da qualche anno fa, quando gli erano sufficienti i 500-600 voti del sindacato per riconfermarsi in Comune, sta già lavorando per il futuro politico del figlio Mauro, consigliere regionale.
Il Sindaco Molfetta ha preso 48 ore di riflessione (come il Presidente Mattarella) per riparlarne lunedì. Ieri sera si è tenuto in Municipio l’incontro chiarificatore. Risultato: i mal di pancia non sono passati. I consiglieri comunali Alessandro Campana e Alessandro Cesaria, della lista numero 2 “Pompeo Sindaco” alle elezioni amministrative del 2015 ed entrambi con delega speciale ai Comitati di quartiere-Urp (Campana) e allo Sport (Cesaria), non hanno sciolto la riserva e chiedono un posto in giunta (per Cesaria). Della lista “Pompeo Sindaco” faceva parte anche Marco Calò (non eletto) che il Sindaco vuole assolutamente riconfermare come “esterno” per continuare il lavoro (pregevole) fatto sinora.
Ricapitolando. Oggi e domani il Sindaco studierà come dividere le deleghe. A D’Ancona andranno i Lavori Pubblici e a Omar Ture l’Urbanistica. Due deleghe pesanti che pensa di dividere per non ripetere l’errore fatto con Palma Librato? Bisognerà considerare i carichi di lavoro, ha pensato un sempre più stanco Pompeo Molfetta che oggi e domani, nel chiuso e nella tranquillità della sua famiglia, penserà a “Chi fa cosa”. Perché i nomi sono quelli e, purtroppo, non si discute. Come dire: datemi almeno la prerogativa di distribuire le deleghe.
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Ma adesso spiegatemi una cosa…
ma con che criterio vengono scelti quelli che devono governare questa città?!
Ma tra tutti questi nomi, alcuni vecchi perchè sempre entrati da una porta secondaria nel palazzo di via Roma, altri che visto che le cose sono così… si vorrebbero affacciare con lo stesso metodo.
Ma questi sono i migliori che ci sono a Mesagne?