
Ing. Contessa
Ieri mattina è stato presentato in conferenza stampa, che Mesagnesera ha seguito in diretta streaming, il progetto di riqualificazione urbana e ri-destinazione e recupero conservativo del fabbricato di Corte Figheroia, situato nel centro storico in prossimità di Piazza Commestibili, all’intersezione tra la Via Manfredi Svevo, Vico dei Caputo e Via Luca Antonio Resta. Un progetto piuttosto articolato dal punto di vista urbanistico, tecnico ed esecutivo. Si tratta di un intervento su circa 1.500 mq, composta da due piani fuori terra (il piano terra di circa 1000 mq coperti + 500 mq di spazi esterni e il secondo piano di circa 500 mq coperti + 500 mq di spazi esterni).
“Base fondamentale di un buon progetto di recupero conservativo è l’analisi storico-architettonica, perché, essendo noi “nani sulle spalle dei giganti”, dobbiamo essere a conoscenza della stratificazione costruttiva che nel corso del tempo ha portato il fabbricato ad essere come appare ai giorni nostri – ha detto nella presentazione l’ing. Annachiara Contessa, Amministratore Unico della Cea Construction, azienda che si occupa di ristrutturazioni edilizie, nuove costruzioni sia civili che industriali, e restauri e recuperi conservativi di immobili di pregio e che opera sia su territorio locale, che su territorio nazionale”.
L’ex Palazzo Murri si basa su una tipologia costruttiva di casa a corte. “Una edilizia caratterizzata da un recinto ed una singola cellula elementare costituente la singola abitazione unifamiliare – aggiunge l’ing. Contessa – In base agli usi e ai bisogni familiari, diventa un complesso aggregativo di più cellule elementari. La tipologia costruttiva vede paramenti verticali in muratura portante continua e solitamente coperture in materiale ligneo. Aggregazione che poteva avvenire sia in senso orizzontale oppure, come nel nostro caso, verticalmente e si giungeva ad una distinzione funzionale netta tra i due piani: lavorare ed abitare. Questo comportava accorgimenti in ambito costruttivo per cui possiamo notare al piano basamentale, ovvero lo spazio destinato a botteghe ed attività artigianali e commerciali, paramenti murari di grosso spessore con poche interruzioni nel suo sviluppo, e coperture voltate a botte o a crociera in grado di reggere un peso sostanziale. Al piano superiore – continua -, quello destinato alla residenza, ci sono spessori murari ridotti, più aperti e con coperture voltate a squadro aperto o spigoli leccesi. Chiaramente, maggiore è il prestigio della famiglia possessore dell’immobile, e più fastosi risultavano essere gli ambienti di rappresentanza adornati e arricchiti da decori e pitture”.
Parlando quindi di riqualificazione urbana, step imprescindibile è quello dell’inserimento e dell’analisi del singolo fabbricato all’interno del tessuto urbano del centro storico. “Volendo partire sempre da un’analisi storica, disegnata da Cataldantonio Mannarino nel 1596, anche se non segue nessuna impostazione grafica canonica rispetto agli standard di disegno del nuovo millennio, basandoci anche su alcuni scritti dell’epoca, possiamo dichiarare che questa sia abbastanza attendibile, e possiamo leggere la presenza della cinta muraria con le 2 porte di accesso, dall’l’iconica forma a cuore che perimetra tutto il centro storico, all’interno del quale si sviluppa la distribuzione viaria organizzata attorno ad alcune polarità posizionate sui percorsi matrice, costituite da vuoti pubblici o edifici come la chiesa madre ed il castello. Un percorso matrice fondamentale per il nostro intervento è quello denotato dalla cosiddetta “via Longa” che prende piede dall’attuale piazza Orsini del Balzo, in prossimità della Chiesa Matrice e il Castello, e prosegue, costeggiando la cinta muraria nella parte interna, fino ad arrivare all’attuale piazza Giacomo Matteotti, nelle vicinanze dell’antica Porta Piccola. Rapportando questo percorso ai giorni d’oggi, facendo una sovrapposizione con un ortofoto, un’immagine di ripresa aerea, riscontriamo la permanenza del segno del percorso storico, che però all’atto pratico risulta interdetto dal fabbricato di Corte Figheroia. Per questo motivo, uno dei tasselli progettuali è quello di ripristinare l’assetto viario originario, tramite l’eliminazione della cancellata
d’ingresso di Corte Figheroia posta su Vico dei Caputi, e tramite l’apertura della bucatura tamponata di collegamento con Corte Migliore. Progetto che prevede inoltre il ripristino del basolato antico, e l’inserimento di un pergolato leggero con vitigni autoctoni, che oltre a caratterizzare l’intera Corte sotto il profilo estetico, mira anche ad un benessere abitativo basato sul raffrescamento e riscaldamento passivo. Altra permanenza del segno che si vuole evidenziare tramite la riproposizione di un lacerto murario in scapoli informi su via Manfredi Svevo, è la testimonianza della tipica muratura mesagnese, che caratterizzava la costruzione della cinta muraria. Faremo attenzione alla storicità anche dei piccoli dettagli. Il fabbricato di Corte Figheroia ha da raccontare, anche tramite il ripristino del pozzo che era a servizio della Corte situato in una posizione strategica e abbastanza baricentrica. Per rendere questo maggiormente fruibile, renderemo questo slargo una vera e propria piazza educativa. Obiettivo del processo di progettazione e anche quello di arrivare alla definizione di eventi culturali ed artistici, mostre temporanee e permanenti. Si sono predisposti degli ambienti al piano superiore che fungeranno da spazio placentale per questa scuola 2.0, i quali saranno dotati di tavoli multilayer interattivi e proiezioni. L’allestimento non sarà invadente e andrà ad implementare tutto ciò che è già presente all’interno dello storico edificio come le pitture di fine ‘800 raffiguranti alcune viste della città di Mesagne tra cui la Porta Grande, Il Castello e la Chiesa di Mater Domini”.
La Ri-Destinazione – Al piano terra si prevede la riattivazione di botteghe dell’artigianato tradizionale secondo disciplinari dettati da istituzioni di tutela della cultura materiale locale, prospicenti Largo Ubaldo Lay, Vico dei Caputi e via Manfredi Svevo. Al piano superiore, saranno realizzati appartamenti ed a un bed and breakfast in cui prenderanno posto anche ambienti comuni scoperti, come ad esempio il “mignano”, punto di affaccio segreto che permette anche l’interazione e l’inclusione sociale.
Conclude l’ing. Contessa: “Pensiamo di coinvolgere tutti i cittadini e chiunque abbia materiale o documenti storici, fotografie o altro, può inviarlo al seguente indirizzo che sarà attivo già a partire dalle prossime ore: cortefigheroia@ceaconstruction.com. Il progetto è stato presentato dall’ing. Gabriele Carriero e dall’arch. Giuseppe Gissi.
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