(di Maria De Guido) A suo perfetto agio nell’auditorium dello storico Hotel Tiziano a Lecce, davanti ad una platea di cui non si intravede il fondo, un Nichi Vendola in grande stile – stretto al collo da una calda sciarpa che allevia i fastidi di un raffreddore – risponde senza indugi alle domande del giornalista Marcello Favale. Il presidente Vendola sta sostenendo senza se e senza ma Dario Stefàno, senatore salentino che tra le sue medaglie vanta la decadenza di Silvio Berlusconi e proprio la fiducia di Nichi. L’incandescente tema del paesaggio è inaggirabile per chi come Stefàno ha dalla sua parte l’appoggio di un presidente della regione Puglia uscente con la storia di Nichi Vendola. “Dario Stefàno non è reticente rispetto al disegno di chi vuole decidere tutto a Roma. Il paesaggio della Puglia è una questione decisiva, è il futuro stesso della Puglia”, postilla Vendola. Tra una domanda e l’altra a lui e a Stefàno si inseriscono gli interventi del sindaco di Melendugno Marco Potì – simbolo della resistenza dei sindaci salentini al gasdotto Tap – e dell’architetto Tiziana Lettere, dell’Associazione Italiana Architetti del Paesaggio. “Io sono pugliese in Puglia e a Roma, con me presidente la Puglia non rinuncerà a difendere gli interessi di una comunità che vuole avere voce sul proprio futuro”, incalza il senatore. Il riferimento è al provvedimento legislativo che il governo nazionale ha adottato come “Sblocca Italia” e che affida solo al governo le decisioni sulle ricerche di petrolio e le autorizzazioni sulle trivellazioni, svuotando di ogni potere in materia le comunità locali. Non mancano espressioni sottili ma colorite quanto basta; il rivoluzionario gentile chiede che vengano attribuite alla febbre. Vendola si dice stanco dei vari “salotti del cazzeggio” e affonda col giudizio sugli avversari di Stefàno alle primarie. “ Sono entrambi forti personalità – chiarisce – ma Guglielmo Minervini solo oggi si presenta come la coscienza critica di un governo regionale che ha condiviso dall’inizio alla fine, questo mi fa un po’ specie. Michele Emiliano invece ha ragione a dire che in questi anni ho commesso degli errori; oggi sono tutti al suo fianco”. Il dubbio dei presenti è che la febbre sia solo presa a pretesto dal presidente per giustificare lo stile libero che ha inteso adottare.
Primarie regionali: Vendola non risparmia nessuno
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