Quale sarà il futuro dell’ex Cassa di Risparmio di Puglia del Centro storico? I lavori di messa in sicurezza della struttura di via Antonio Profilo, iniziati da poco più di un mese, sono giunti a buon punto. Poi bisognerà capire quale sarà la seconda fase dell’intervento di bonifica dell’enorme struttura costruita nel lontano 1967 nel cuore antico della città. La struttura é di proprietà di una società Immobiliare con sede a Milano che tempo addietro inviò a Mesagne i suoi tecnici a seguito della richiesta del Comune di Mesagne di immediato intervento per la messa in sicurezza della struttura per l’incolumità pubblica.
Direttore dei lavori di messa in sicurezza è un ingegnere di Latiano che ha fatto riparare i solai sui quali sono stati effettuati lavori di consolidamento. Inoltre è stato smaltito l’amianto che era stato utilizzato per coprire parte del lucernario posto al centro della banca. Le lastre, ancora intatte, sono state comunque smaltite in quanto rappresentano una precarietà nonostante che non abbiano mai creato situazioni pericolose per gli abitanti che vivono in quella rete abitativa del centro storico. E’ stata fatta anche una radicale pulizia interna della struttura, sono stati messi in sicurezza i vetri esterni molti dei quali erano rotti e dai quali i residenti spesso avevano visto uscire grossi ratti per cui si è provveduto ad un intervento di disinfestazione e derattizzazione.
L’Immobiliare – dicevamo – è stata obbligata ad intervenire sulla struttura ormai fatiscente in quanto pressata dall’Amministrazione comunale. Sui solai c’erano preoccupanti infiltrazioni e, con i pluviali da anni otturati, l’acqua piovana cadeva dai tetti. L’Immobiliare, che ha sempre intenzione di cedere la struttura a partire da un milione di euro, ha chiesto e ottenuto alcune pratiche depositate presso il municipio per avere dei chiarimenti su come fu realizzata. Il Comune di Mesagne spesso ha cercato di valutare la possibilità di un eventuale acquisto ma l’obiettivo è sempre rimasto un sogno nel cassetto per le asfittiche casse comunali.
Ma. C’è un ma. Dopo la messa in sicurezza dell’immobile saranno valutati – come dire – i titoli abitativi nel senso che bisognerà vedere se la procedura fatta all’epoca è regolare; se le autorizzazioni rilasciate furono regolari; se la paesaggistica e la Soprintendenza ai Beni monumentali permetterà che resti nel cuore del centro storico un immobile con le facciate coperte di lastre di marmo. L’immobile fa parte di un contesto storico molto importante e nel 1967 fu costruito abbattendo una parte strutturale dell’impianto del centro storico di un certo valore. L’Amministrazione comunale intende rimediare. Certo l’immobile esiste, ma bisognerà fare qualcosa per mitigare l’impatto, per cui si potrebbe avviare una procedura che, sostenuta da una serie di pareri, possa apportare una mitigazione dell’impatto. Chi dovesse comprare l’immobile dovrà preliminarmente spiegare quale destinazione d’uso vuole dare in quanto dovrà tenere conto del carico urbanistico molto forte in quel comparto abitativo. In parole povere l’Amministrazione comunale vuole comunque capire quale destinazione edilizia potrà avere in futuro quell’immobile. La struttura è molto grande e capiente per potrebbe diventare contenitore di progetti molto interessanti.
