Se ne dicono e se ne scrivono, tante. Troppe. C’è di tutto. Tra queste, la sospensione per i dipendenti pubblici e per i pensionati degli stipendi e delle pensioni di marzo ed aprile per far fronte alla sanità pubblica; di elicotteri che sorvolano la città; di miscugli per combattere il contagio. Una cascata di parole. E di insulti. Qualcuno da qualche tempo ha scoperto la tastiera per fare politica. O meglio, la pseudo politica. E usa la tastiera nell’unico modo in cui lo sa fare: offendendo, imprecando, dando giudizi. Forse è l’unico modo in cui sa parlare. E scrivere. Che idiozia. Ma, tant’è.
Che la sanità pugliese, e quella brindisina, sia la cenerentola, lo sanno tutti. Non è una notizia. Ieri – quando hanno cancellato la storia sanitaria di questo territorio per evitare sprechi (che sono poi aumentati) – nessuno ha avuto il coraggio di scendere in piazza per protestare e salvaguardare il nostro diritto primario: la salute. Questi sono i risultati. Uno scempio che rischiamo di pagare a caro prezzo in questo drammatico momento. Ma è vietato parlarne. Ieri, oggi. E domani? Quando tutto sarà passato (speriamo), ce ne dimenticheremo. Oggi c’è chi si scandalizza e ci invita a mettere la testa sotto la sabbia per non creare allarmismi. Per fermare l’epidemia c’è bisogno di buon senso. Certo. Ma anche di spazzare via i truffatori di parole. E gli idioti della tastiera.
Quella tastiera contagiosa
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