
Comunicato stampa delle opposizioni – Che il servizio di raccolta differenziata per la città di Mesagne, in assenza di una regolare gara d’appalto come denunciato dalle opposizioni, fosse eccessivamente oneroso e poco produttivo per il paese, è un dato di fatto che oggi risulta ancora più evidente dalle notizie che giungono da un altro comune della provincia di Brindisi ossia Ostuni.
Diversi sono i comuni limitrofi che – come abbiamo più volte sostenuto – ricevono già servizi totalmente differenti e più intensi in termini di ritiro delle varie frazioni di raccolta differenziata. In tutte le città in cui si è attivato il servizio porta a porta infatti, vi è una maggiore frequenza nel ritiro dell’umido (in alcuni casi anche 4 volte), mentre per le altre tipologie di rifiuti, è assicurato un passaggio di almeno una volta la settimana, a differenza di Mesagne dove carta vetro e metalli vengono, come è noto, raccolti ogni 15 giorni, mentre l’indifferenziata e l’umido due volte la settimana. La categoria che più ha subito disagi è quella di buona parte degli esercenti, che come è stato più volte sottolineato, devono provvedere autonomamente, dunque a proprie spese, al conferimento presso l’isola ecologica.
Come si è detto in premessa nella città di Ostuni, si è conclusa di recente una regolare gara d’appalto, con contratto di 5 anni. L’importo annuo del capitolato ammonta a circa 4.750.000 euro ad annualità rispetto ai circa 2.830.000 che paga il comune di Mesagne, ma con una differenza sia in termini di superficie coperta che di densità di popolazione. Ostuni infatti vanta una superficie pari al doppio di quella di Mesagne, con circa 6000 abitanti in più, e ricomprende sotto la sua amministrazione località come Rosa Marina, Pilone e Villanova che durante il periodo estivo sono chiaramente affollatissime. Non bisogna inoltre omettere di sottolineare la massiccia presenza di strutture ricettive e di aree rurali abitate e la difficoltà, non irrilevante, di garantire il ritiro di rifiuti nel centro storico della Città Bianca, che come si sa, non è in piano. Nel capitolato inoltre è compresa anche la pulizia delle spiagge relativamente alle località marine prima citate. Per quanto riguarda il personale, a differenza di Mesagne, vi è un impiego del 20% in più, con un ulteriore aumento nel periodo estivo di lavoratori a tempo determinato. Ciò ne deriva che, in termini assoluti, il comune di Ostuni spende circa il 30% in meno rispetto a Mesagne con servizi decisamente più puntuali e assicurati sette giorni su sette – organico 3 volte la settimana, carta, cartone, plastica, indifferenziata e vetro (di domenica) una volta la settimana, oltre a ritiri supplementari pomeridiani e serali per le attività commerciali. Occorre inoltre rilevare che a differenza della nostra cittadina, in questo comune è stato effettuato un ciclo di prova nelle zone marine – dove si è raggiunto l’85% di r.d. – utile ad evidenziare le difficoltà al fine di correggerne il percorso prima dell’avvio ufficiale fissato per il primo ottobre 2012.
I nostri amministratori tuttavia resisi conto delle gravi inefficienze hanno “rassicurato” i cittadini mesagnesi che dal prossimo Giugno le cose cambieranno, evitando però di precisare che a Giugno 2013 le cose dovranno necessariamente cambiare visto che scade il contratto e l’amministrazione dovrà obbligatoriamente indire una Gara d’Appalto. È bene ricordare dunque che “l’offerta economicamente vantaggiosa” dà l’opportunità alla P.A. di valutarla secondo parametri tecnici ed economici per trovare la soluzione migliore e più conveniente. Quando si decide di non fare la gara si ottiene il risultato contrario: il peggior servizio offerto al costo maggiore, soprattutto se il piano industriale viene stabilito, come nel caso di Mesagne, dall’impresa appaltatrice.