È stata riconsegnata alla Città l’area antistante il tempietto di San Lorenzo. Già tempio pagano dedicato a Giano Bifronte, il tempietto subì la trasformazione in rito greco intorno al VI-VII secolo. Nel 1575 la chiesa, in possesso della diocesi almeno dal 1260, venne ceduta dall’arcivescovo Bernardino de Figueroa al capitolo della collegiata di Mesagne. Nella seconda metà del XIX secolo fu adattato a deposito comunale. Dopo i restauri avviati nel 1986 la chiesa fu riconsacrata a San Lorenzo e riaperta al culto nel 1998. Nel 2021 alcune tombe medievali furono rinvenute davanti al tempietto di San Lorenzo, durante le fasi di interramento della nuova rete idrica ad opera dell’Acquedotto Pugliese. Questa area finalmente viene riconsegnata alla Città.
Abbiamo intervistato Mimmo Stella, consulente del Sindaco Matarrelli per i beni culturali. Ecco cosa ci ha raccontato.
Cosa puoi dirci di questa area riconsegnata ai cittadini?
Il rinvenimento del 2021 ha stimolato un’azione programmata per ampliare le ricerche archeologiche intorno all’antico monumento. È stato stipulato un accordo tra l’Acquedotto Pugliese, che ha cofinanziato l’intervento, il Comune di Mesagne e la Soprintendenza ABAP di BR e LE. Questo accordo ha permesso di pianificare uno scavo più esteso, seppur limitato a un’area ristretta, che ha comunque messo in luce importanti testimonianze archeologiche utili per ricostruire e datare la storia del sito del tempietto.
Quali sono stati i passi successivi?
In accordo con la Soprintendenza, si è deciso di chiudere lo scavo e di trasferire i reperti rinvenuti nei depositi del Museo Mater di Mesagne. Inoltre, la narrazione delle fasi delle ricerche è stata sintetizzata in un pannello illustrato che accompagna l’area. È stato un modo per restituire trasparenza al lavoro degli scavi e per educare i visitatori al valore degli incontri tra antichità e contesto urbano contemporaneo.
Come si inserisce questa area nel contesto più ampio del territorio?
L’intera area di San Lorenzo ricade lungo “Il Cammino dell’Appia Antica”, un progetto del Ministero della Cultura che si sta perfezionando a Roma. Il cammino parte dal Parco Archeologico di Muro Tenente, entra a Mesagne da via Marconi, ricalcando il tracciato della Ciclovia Appia. L’itinerario prosegue imboccando via Francesco Vita, accanto alla chiesa della SS. Annunziata e alla colonna romana che presto sarà valorizzata, per dirigersi poi verso San Lorenzo e, infine, arrivare a Brindisi. Per questo motivo abbiamo deciso di avviare un primo stralcio di rigenerazione urbana intorno al Tempietto: non si tratta solo di restaurare un monumento, ma di declinare una visione ampia della città, legata al suo territorio. Chi percorrerà quel tratto troverà un’area di ristoro bella e confortevole, pensata per chi cammina o pedala lungo la strada.
Chi ha contribuito a dare forma a questa iniziativa?
L’iniziativa è stata sostenuta politicamente dal Sindaco Toni Matarrelli e coordinata dall’architetto Marta Caliolo. Il lavoro di squadra tra Istituzioni, enti di tutela e soggetti attuatori ha permesso di trasformare una scoperta archeologica in una fase di rigenerazione civica e di accessibilità, con una chiara connessione al contesto storico e al percorso di valorizzazione culturale che attraversa Mesagne.
Il significato di questa riconsegna?
Si chiude un cerchio: riprendere possesso della propria storia, offrire al pubblico una serie di testimonianze archeologiche contestualizzate, e aprire uno spazio urbano che coniuga cultura, fruibilità e futuro. È l’inizio di una trasformazione coerente con la dimensione di una città che guarda al proprio passato per costruire una nuova esperienza di vivere urbano, collegata anche a progetti di infrastrutturazione culturale come l’Appia Antica.