Nei prossimi giorni il Consiglio comunale sarà impegnato su una serie di temi centrali per l’amministrazione e per il futuro del territorio: dalla rottamazione delle cartelle esattoriali locali al bilancio comunale, passando per Parco Potì, l’area mercatale, il PUG, l’urbanistica e l’ambiente. Ne abbiamo parlato con il Consigliere comunale Roberto D’Ancona, leader del movimento “La Mia Città”
Consigliere D’Ancona, nei prossimi giorni il gruppo consiliare de “La Mia Città” sarà chiamato ad affrontare diversi temi. Da dove partirete?
Partiremo da una questione molto concreta, che riguarda direttamente tanti cittadini: la rottamazione delle cartelle esattoriali locali. È un tema che richiede un passaggio formale in Consiglio Comunale entro il 31 luglio e sul quale sarà necessario esprimersi con grande attenzione. Non si tratta soltanto di aderire o meno a una misura, ma di valutarne con serietà gli effetti sul bilancio dell’ente, sulle entrate comunali e sulla gestione della cassa.
Perché considera la rottamazione delle cartelle locali un tema così delicato?
Perché da una parte può rappresentare un’opportunità per i cittadini che hanno pendenze con l’ente e che potrebbero regolarizzare la propria posizione in maniera più sostenibile. Dall’altra, però, il Comune deve valutare attentamente l’impatto economico dell’adesione. Ogni scelta amministrativa ha conseguenze precise: sulle entrate, sulla programmazione finanziaria e sulla capacità dell’ente di garantire servizi. Per questo servirà un confronto serio, basato sui numeri e non sugli slogan.
Quindi il vostro approccio sarà prudente?
Direi responsabile. La prudenza è necessaria quando si parla di bilancio pubblico, ma non deve diventare immobilismo. Noi vogliamo capire bene quali siano i margini, quali le ricadute e quali gli effetti concreti per la comunità. Se una misura può aiutare i cittadini senza compromettere gli equilibri del Comune, va valutata con attenzione. Ma bisogna evitare scelte affrettate o puramente propagandistiche.
Oltre alla rottamazione, ha citato il bilancio. Che momento vive oggi il Comune da questo punto di vista?
Il bilancio è il cuore dell’azione amministrativa. È lì che si capisce davvero quale visione abbia un’amministrazione: quali priorità si scelgono, quali investimenti si programmano, quali servizi si intendono rafforzare. Come consiglieri comunali abbiamo il dovere di entrare nel merito, analizzare gli atti, verificare la sostenibilità delle scelte e proporre eventuali correttivi. Non basta approvare documenti contabili: bisogna capire che idea di città c’è dietro quei numeri.
Tra i temi sul tavolo c’è anche Parco Potì. Che importanza ha quest’area per la città?
Parco Potì è un tema importante perché riguarda la qualità della vita, la fruizione degli spazi pubblici, l’ambiente e anche l’identità del territorio. Le aree verdi non possono essere considerate elementi marginali. Sono luoghi di socialità, di benessere, di educazione ambientale e, se ben gestiti, possono diventare anche attrattori per famiglie, giovani e associazioni. Serve una visione chiara: manutenzione, sicurezza, accessibilità e programmazione delle attività.
Un altro argomento che lei ha indicato è l’area mercatale. Qual è la vostra posizione?
L’area mercatale è un’infrastruttura cittadina fondamentale. Non riguarda soltanto gli operatori commerciali, ma l’organizzazione urbana, la viabilità, i servizi, il decoro e la vivibilità complessiva. Un mercato ben organizzato può essere un punto di forza per l’economia locale e per la comunità. Al contrario, se mancano pianificazione e cura, rischia di generare disagi. Anche qui bisogna ragionare con metodo, ascoltando operatori, cittadini e uffici competenti.
Ha parlato anche di PUG e di urbanistica in generale. Sono temi spesso complessi e tecnici. Come intendete affrontarli?
Con serietà e competenza. L’urbanistica non è solo una materia tecnica: è una scelta politica nel senso più alto del termine, perché decide come crescerà la città, dove si svilupperanno servizi, abitazioni, infrastrutture, spazi pubblici. Il PUG e gli strumenti urbanistici devono essere letti dentro una visione complessiva. Non possiamo limitarci a interventi isolati o emergenziali. Serve una pianificazione che tenga insieme sviluppo, sostenibilità, tutela del territorio e qualità urbana.
In questa visione che ruolo ha l’ambiente?
Un ruolo centrale. L’ambiente non può essere trattato come un tema separato dagli altri. È collegato all’urbanistica, alla mobilità, al verde pubblico, alla gestione dei rifiuti, alla salute dei cittadini. Ogni scelta amministrativa dovrebbe interrogarsi sul suo impatto ambientale. Dobbiamo puntare su una città più ordinata, più pulita, più sostenibile e più attenta alla prevenzione. Anche piccoli interventi, se programmati bene, possono migliorare concretamente la vita quotidiana.
Quale sarà il metodo del gruppo consiliare “La Mia Città” in questa fase?
Il nostro metodo sarà quello dell’approfondimento e del confronto. Studieremo gli atti, ascolteremo le esigenze della comunità e porteremo in Consiglio Comunale posizioni chiare. Essere consiglieri comunali significa assumersi una responsabilità. Non siamo lì per fare presenza, ma per incidere, proporre, controllare e contribuire alle decisioni che riguardano il futuro della città.
Vi sentite pronti a questa fase di lavoro amministrativo?
Sì, assolutamente. Abbiamo davanti un lavoro importante, impegnativo, ma anche molto stimolante. I temi sono tanti e tutti rilevanti: rottamazione delle cartelle, bilancio, Parco Potì, area mercatale, PIG, urbanistica, ambiente. Sono questioni che richiedono attenzione, studio e senso istituzionale. Come gruppo consiliare siamo pronti a fare la nostra parte con serietà e spirito costruttivo.
Che messaggio vuole mandare ai cittadini?
Ai cittadini voglio dire che seguiremo questi temi con attenzione e trasparenza. La città ha bisogno di scelte serie, concrete e responsabili. Non servono annunci fini a se stessi, ma lavoro quotidiano, presenza e capacità di affrontare i problemi. Come movimento “La Mia Città” continueremo a mettere al centro l’interesse della comunità, con l’obiettivo di contribuire a una città più organizzata, più vivibile e più vicina ai bisogni reali delle persone.