Rsa Ostuni – Vizzino e Bruno: Preoccupati per i lavoratori. Da qui la richiesta di approfondimento e quindi di una proroga
“Oggi ho presieduto una seduta della Commissione Sanità durante la quale ci siamo occupati della vicenda legata alla RSA di Ostuni – afferma il Presidente della Commissione Sanità Mauro Vizzino – Ho sostenuto che lo strumento della proroga, già utilizzato per sette volte, non è certamente risolutivo in nessun caso, ma in questa occasione la proroga è fondamentale per evitare di decidere della vita di tante persone che tra un po’ non avranno neanche un piatto da portare in tavola. E tutto questo accade proprio mentre stiamo per affrontare una campagna elettorale in cui dovremo spiegare quello che abbiamo fatto alla gente. Insomma, saremo noi politicamente a dover spiegare perché abbiamo agito in questa direzione. Da qui il mio appello al Dipartimento Salute affinché faccia un approfondimento sulla questione RSA-Ostuni perché non si può decidere a cuor leggero ‘chi vive e chi muore’ in questa vicenda. Forse non avremmo neanche dovuto occuparcene, lasciando all’Asl ed ai sindacati una valutazione su ciò che è utile fare, nell’interesse comune. Solo a quel punto la politica dovrebbe scendere in campo”.
Vizzino, pertanto, ha chiesto (con la piena condivisione del consigliere regionale Maurizio Bruno) all’Asl ed alla Giunta regionale, rappresentata dall’assessore Amati, che si proceda con un approfondimento, senza lasciare nulla al caso. “A cosa serve agire con questa fretta? Certo – ha aggiunto Vizzino – anche io sono per la internalizzazione e sono anche io un dipendente che è stato internalizzato. Ma tutto questo deve avvenire dopo tutte le valutazioni del caso”.
Come Commissione, a questo punto, abbiamo chiesto, alla Giunta, all’Asl ed al Dipartimento Salute di farci sapere con precisione qual è la situazione nei dettagli.
“Pertanto – ha concluso Vizzino – chiederemo una proroga del termine indicato per approfondire il contenuto della nota del Dipartimento. Del resto, non siamo stati capaci di fare nulla in tre mesi e adesso vogliamo fare tutto in cinque giorni. Intendiamo sottolineare, inoltre, che il problema del personale è centrale e su questo bisognerà lavorare”.
I la vori della III Commissione – Da una parte la posizione del governo regionale, secondo il quale – come riferito dall’assessore Fabiano Amati e riportato in una nota del Dipartimento salute indirizzata alla direzione generale Asl – non c’è alcuna possibilità di proroga della gestione privata della Rsa di Ostuni.
Dall’altra la richiesta dei consiglieri regionali Maurizio Bruno (Pd), Luigi Caroli (FdI) e Mauro Vizzino (Per la Puglia) che – con il favore delle rappresentanze sindacali – chiedono “un momento di approfondimento” sulle modalità di re-internalizzazione della struttura, in modo da offrire ai lavoratori la necessaria tranquillità, perché, ha insistito il presidente della Commissione Vizzino, “stiamo decidendo della vita delle persone che da un giorno all’altro si possono ritrovare senza lavoro, senza la possibilità di mettere un piatto in tavola”.
“C’è la possibilità che il 50 per cento dei lavoratori rimanga a casa dopo la prevista assunzione a tempo determinato, con l’espletamento del concorso – ha evidenziato Bruno – oltre a quelli che a casa ci vanno subito. Non possiamo procedere in questo percorso, ci vuole l’impegno di trovare una soluzione prima”.
Una proroga di almeno tre mesi è stata richiesta da Caroli, anche con la constatazione che “la confusione regna sovrana” e che il presunto “passaggio a costo zero in realtà si trasformerà in un costo maggiore per almeno un milione di euro a carico della Asl Brindisi”.
Posizioni contrastanti che non sono giunte ad unità nel corso dell’audizione in III Commissione sull’internalizzazione della Rsa di Ostuni richiesta dai sindacati Uil Fp Brindisi, Cgil Fp Brindisi, Cisl Fpl Brindisi, Fials Puglia con ascolto dell’assessore al Bilancio, dei Consiglieri regionali della Provincia di Brindisi, del Sindaco della Città di Ostuni, del direttore del Dipartimento Salute, del Direttore generale della Asl Brindisi, del Consigliere alla Sanità del Presidente della Regione Puglia. Tanto che la Commissione ha deciso di formalizzare in un documento da inviare alla Giunta le criticità emerse nel corso della seduta, chiedendo chiarezza sui numeri del personale che dovrebbe transitare dalla dipendenza dalla società Mediahospes alla Asl Brindisi, sui costi di tale trasferimento, sulla sorte dei dipendenti “in esubero” o “privi di titolo” nonché sui costi dell’operazione e sull’impatto sul sistema assistenziale pubblico nel suo complesso.
I sindacati hanno manifestato estreme perplessità circa le procedure avviate dalla Asl Brindisi, riscontrando anche “contraddittorietà tra i vari atti adottati e nella stessa corrispondenza con il dipartimento”. L’incertezza sul numero degli esuberi e sulla collocazione di alcune figure non assumibili perché non rientranti nel profilo dell’assistenza socio-sanitaria preoccupa sia per la sorte dei lavoratori sia per la continuità del servizio assistenziale nonché per il servizio sanitario pubblico in generale, dal momento che “non sono previsti ulteriori stanziamenti e la Asl si deve muovere nell’ambito del piano assunzianale attuale”. “Questo significa – chiariscono ancora – che le assunzioni per la Rsa vanno a detrimento dell’assistenza sanitaria territoriale, che sarà ulteriormente penalizzata”.
Su quest’ultimo punto ha convenuto Tommaso Gioia, consigliere per la Sanità del presidente della Regione Puglia, sottolineando che “queste operazioni non si fanno a spese delle Asl”. “Agli atti del Consiglio regionale c’è un disegno di legge che propone l’internalizzazione di tutte le Rsa: l’assessore alla sanità Raffaele Piemontese è stato chiaro, la strada maestra è la legge e la modifica del Ptfp regionale, altrimenti si rischia di mandare a casa tanti lavoratori e impoverire il piano del fabbisogno triennale, già ai minimi termini”.
L’assessore Amati ha ribadito che “non è possibile alcuna altra proroga” e che “tutto il personale in servizio nella Rsa deve transitare nella gestione pubblica, secondo le norme e con soluzioni da individuare anche per le figure che non rientrano nel personale sanitario o sociosanitario, come avvenuto nei casi di Ceglie Messapica, Campi Salentina, Troia e San Nicandro Garganico”.
Il direttore del dipartimento Vito Montanaro, ha spiegato che “non è legittimo procedere alla proroga sistematica del contratto scaduto”. Alle preoccupazioni dei sindacati e degli consiglieri regionali ha risposto spiegando che la Asl ha tutte le possibilità di ampliare il setting assistenziale, facendo così rientrare nell’offerta del servizio tutto il personale in servizio “me nell’ambito del Ptfp”. Però, ha aggiunto, “le assunzioni a scapito delle quali si effettua l’internalizzazione potranno essere previste nel piano assunzionale successivo, considerando anche l’incremento del budget secondo il parametro del 10 per cento”.
Risposte che non hanno tranquillizzato né i sindacati né i consiglieri, anche in ragione del poco tempo disponibile, – il passaggio di consegne deve avvenire per il 30 settembre – mentre la società di gestione della Rsa Mediahospes ha già avviato la procedura di licenziamento collettivo.
Il direttore generale della Asl Maurizio De Nuccio ha confermato che procederà all’internalizzazione del personale entro il mese, capendo prima quanto ne può assumere e il tipo di contratto da utilizzare, facendo riferimento anche ai precedenti delle altre strutture già internalizzate.