Nella nottata, al termine di incessanti e prolungati servizi di osservazione condotti su un gruppo di pregiudicati, personale dipendente della squadra mobile e del commissariato di
P.S. di Mesagne, ha sgominato la cosiddetta “Banda della Giulietta” che poco prima aveva posto in essere l’ennesima “spaccata” in danno di un esercizio commerciale di Mesagne. I quattro componenti della banda sono Rocco Liuzzi, classe 1989, pluripregiudicato di Mesagne; Mauro Vitale, classe 1993, pluripregiudicato di Mesagne; Cosimo Laporta, classe 1986, nato a Brindisi e residente a Tuturano, pluripregiudicato; Daniele Vitale, nato a San Oietro Vernotico, classe 1977, residente a Tuturano. Gli uomini del vice questore Rosalba Cotardo (al centro nella foto) hanno accertato che i quattro malviventi, verso le ore 03,30, giungevano nei pressi del Bar Chantal di Mesagne a bordo di due autovetture Alfa Romeo, delle quali una Giulietta rossa e penetravano all’interno travisati da passamontagna di colore scuro. Le due auto erano state rubate il 21 e 25 maggio a Trepuzzi e a Lecce.
Dopo aver completamente divelto con arnesi atti allo scasso la serranda del negozio, una volta all’interno asportavano quattro slot-machine ed una macchinetta cambia soldi, dandosi poi a precipitosa fuga con le due autovetture. Le numerose pattuglie impegnate nel servizio, allertate dalla volante del commissariato di P.S. di Mesagne, si appostavano nei luoghi individuati quali potenziali rifugi dei malviventi.E ffettivamente, presso uno di essi, in particolare un casolare ubicato nelle
campagne tra Mesagne e Tuturano, difficilmente raggiungibile se non da un viottolo sterrato, intorno alle ore 05.00 giungevano le due auto con a bordo quattro soggetti travisati da passamontagna che, scesi dalle auto venivano repentinamente bloccati dal personale di polizia tanto da non consentirgli alcuna via di fuga.
L’immediata perquisizione consentiva di rinvenire indosso ai quattro ed a bordo delle due auto, l’intero bottino, consistente in oltre 5000 euro in denaro contante, asportato dalle slot machine, nonché gli attrezzi utilizzati per effettuare le spaccate, tra cui piedi di porco, tenaglie da lavoro e tronchesi, guanti e trapani a batteria i malfattori, colti nella flagranza, ammettevano immediatamente gli addebiti e fornivano indicazioni utili al ritrovamento delle slot machine appena depredate che infatti, venivano rinvenute a poche centinaia di metri, in aperta campagna. Tutto il materiale recuperato verrà restituito agli aventi diritto, comprese le auto utilizzate per gli assalti. Gli arrestati sono verosimilmente gli autori di numerosi altri precedenti colpi analoghi, messi a segno nell’ultimo periodo in danno di esercizi commerciali, anche in altre province limitrofe.



Dobbiamo essere obiettivi, a Mesagne manchiamo di iniziativa, su qualche altro notiziario provinciale si sono sbizarriti nel osservare le “divise di ordinanza” di questi personaggi, di cui non ne sentiremo certo la mancanza sapendololi a disposizione delle autorità carcerarie!