
“Aleggia nell’aria che sta fallendo la trattativa per la modifica della legge elettorale, che, si sperava, potesse restituire ai cittadini la possibilità di eleggere e scegliere il proprio condidato, senza subire l’arroganza delle segreterie di partito nella scelta, spesso immeritata, dei canditati e degli eletti da portare in parlamento. Stanno cercando solo di modificare il porcellum stabiledo un premio di maggioranza che consenta la governabilità (!).
Io non ci sto.
Dopo i proclami del Presidente della Repubblica e le promesse di tutti gli esponenti di partito, siamo di fronte all’ennesima presa in giro verso cittadini, che non solo non si sono visti ridurre i parlamentari, abolire i vitalizi ed altre sentite necessità, ma adesso saranno costretti a sorbirsi i parlamentati calati nuovamente dall’alto e scelti dalle segreterie politiche, aumentando il distacco dalla politica.
A nulla vale sostenere che le preferenze favoriscono accordi poco chiari e trasparenti ed aumentano le spese, quando per le altre elezioni, comunali, provinciali, regionali ed europee le preferenze esistono da decenni.
Io capogruppo del PDL a Mesagne, provincia di Lecce, che ho sempre creduto al valore del partito, alle sue gerarchie e nella politica seria, se così accadrà assumerò chiari atteggiamenti politici, considerando anche la possibilità di non andare a votare, perchè sono stufo, in questo periodo di incertezza politica e di confusione ideologica, di assistere all’ennesimo teatrino della politica e di spendere le mie risorse in una battaglia che non credo più.
Mi farò promotore di iniziative personali, cercherò di coinvolgere la base degli iscritti ed i cittadini sperando che qualcuno ci ascolti, e se, giocoforza, così dovrà essere, forse questo mi servirà a ricollocarmi idealmente verso un modo diverso di fare ed intendere la politica, magari rispolverando antiche regole e valori, cercando nuovi punti di riferimento e privilegiando nella mia scelta, come sempre, il rapporto umano”.
Nella foto, Giuseppe Semeraro.