Un matrimonio già scritto. Re e regina dell’estate prima o poi dovevano incontrarsi. E avviene in questa strana stagione post (?) pandemia in cui si fa ancora fatica ad assembrarsi per ascoltare musica e ballare. Mohicani, il nuovo singolo di Boomdabash & Baby K, uscito venerdì, è un accattivante inno alla voglia di danzare in spiaggia in stile dancehall salentine anni ’90. Un immaginario che accomuna la band salentina e Claudia Judith Nahum, alias Baby K, altra hitmaker inarrestabile (ricordate Roma-Bangkok?). Mohicani arriva dopo Non ti dico no, Per un milione, Mambo salentino, Don’t worry e Karaoke, con Alessandra Amoroso, canzone dell’estate 2020 e singolo più venduto dell’anno scorso. Ma come si costruisce una hit estiva? Lo chiediamo a Biggie Bash (Angelo Rogoli), voce dei Boomdabash. «Non programmiamo nulla, credimi. Se ti metti a tavolino cercando di creare il tormentone non ci riesci, perché perdi genuinità. In studio ci lasciamo trasportare da quello che ci entusiasma, che ci fa venire la pelle d’oca. Non seguiamo mode. C’è però un modo per capire quando il pezzo è quello giusto».
Ovvero? «Se dopo averlo ascoltato la prima volta torno a casa e, mentre faccio altro, mi viene voglia di risentirlo, la canzone è quella giusta, piacerà».
E’ successo anche stavolta? «Sono molto orgoglioso del risultato. Riusciremo a far passare dei bei momenti e a far ballare le persone. I primi feedback sono molto positivi, anche al di là delle attese».
In che senso? «È un’estate in cui gli schemi sono cambiati, parte piena di incertezze. Dopo quello che abbiamo vissuto, non puoi conoscere la reazione delle persone, se avranno voglia di tornare a far festa. Dalla risposta che stiamo ricevendo, direi invece che siamo carichi a molla».
In ogni caso, non sarà un’estate normale? «Sicuramente diversa dalle altre. L’anno scorso c’era voglia di tornare alla vita normale. Oggi percepisco un po’ di paura di ricascare nell’incubo, però si intravede la luce in fondo al tunnel grazie ai vaccini. Un’estate di liberazione da un periodo nero. L’estate pugliese e salentina credo sarà migliore della scorsa, credo che torneranno tanti turisti, le previsioni sono ottime».
Perché Mohicani? «Perché erano una tribù di guerrieri. Oggi per parlare di multiculturalità bisogna esserlo. Crediamo nel valore della musica come collante che prescinde da lingue, etnie e confini, un linguaggio che riunisce la tribù universale. Questo è un messaggio difficile da far passare in questo momento».
Parlaci del pezzo. «È un brano dal mood complesso, a differenza di come può apparire al primo ascolto. Un pezzo da ballare. Un viaggio a ritroso nelle estati più belle, quando si suonava in spiaggia fino alle prime luci del mattino, ai sound system, alle dancehall in Salento in cui si incontravano ragazzi di tutto il mondo. Un immaginario in cui la musica rappresenta il linguaggio universale per comunicare. Parliamo degli anni d’oro del movimento reggae in Italia che era molto presente anche nel nostro libro Salentu d’amare: è un background che condividiamo con Baby K, ci siamo incrociati più volte, ci sono ricordi, emozioni che abbiamo in comune».
Eravate destinati a far musica insieme. «I re e la regina dell’estate: miscela potenzialmente esplosiva. Ci siamo incontrati all’evento di una radio nel 2019 e ci siamo ripromessi di fare qualcosa insieme. Quella è stata la scintilla. Poi c’è stato il Covid. Ma serviva solo il vestito perfetto per lei e questo lo è».
Niente live estivi? «Purtroppo sarà un’altra estate di vacanze forzate, a parte qualche evento organizzato dalle radio. La musica dei Boomdabash non è compatibile con le disposizioni attuali che prevedono solo posti a sedere».
di Nicola Signorile – Fonte Corriere del Mezzogiorno
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