I LETTORI CI SCRIVONO caro Direttore, vorrei esprimere la mia solidarietà alla giovane musicista che ha raccontato quel che succede mentre la musica rende il dovuto omaggio alla Santa Patrona della città. La musica ed i musicisti, perché, come ha ampiamente spiegato l’artista, la maggior parte della gente fa altro: per lo più mangia, fotografa, urla, e corre anche per non perdersi l’opportunità di fissare sul cellulare quel che resta di un rito antico. Preghiera, silenzio, ricordi, rispetto? Non appartengono al mondo di oggi. Succede lo stesso a Natale. Tutti beati a “festeggiare” (che vuol dire soprattutto mangiare), scambiare regali, allestire decorazioni, giocare… Ma se poi chiedi in giro “ sei stato a Messa?” In quanti ti risponderanno di sì? Auguro alla giovane musicista una splendida carriera ed a tutti noi che le parole di Stravinskji possano trovare sempre conferma. Con la stima di sempre. Lavinia Vacca (notaio)