Ieri, martedi 13 gennaio, l’Amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Scoditti, dall’assessore Attività Produttive La Sala e dal funzionario tecnico comunale ing.Claudio Perrucci, ha incontrato i rappresentanti del mondo produttivo mesagnese al quale hanno presentato il nuovo regolamento comunale per l’assegnazione dei suoli nell’area Pip e il piano urbanistico di allargamento dell’area industriale.
Abbiamo incontrato Enzo Neve (nella foto), presidente della locale Confartigiano, al quale abbiamo chiesto come è andato l’incontro.
“Senza entrare nel merito della forma e della tempistica in quanto siamo stati avvisati sole 48 ore prima dell’approvazione del regolamento in discussione domani in Consiglio comunale, e solo successivamente alla vigorosa protesta del presidente dell’associazione Azim Franco Carriero, abbiamo offerto un contributo sottolineando come alcuni punti del nuovo regolamento possono trovare margini di correzione o integrazione”.
All’incontro, oltre a Neve della Confartigianato, erano presenti i presidenti di Confcommercio, Cna, Azim e Acm. “Noi siamo consci dei nostri limiti – ha aggiunto con un pizzico di polemica Enzo Neve che non ha mai dimenticato di essere stati definiti da Giancarlo Canuto alcuni anni addietro in Consiglio comunale capaci di sfornare solo interventi sterili – abbiamo fatto di tutto per offrire un utile contributo”.
Quali? “Più specificatamente l’art. 13: modalità di pagamento e obblighi dell’assegnatario/acquirente. La ditta assegnataria, a seguito di ricezione di apposito invito del Comune, con un preavviso di almeno 30 giorni, deve provvedere al pagamento nei modi e nei tempi seguenti: – 30% a titolo di acconto prima della firma della convenzione di assegnazione provvisoria; – 40% prima del rilascio dell’autorizzazione unica; – 30% contestualmente alla firma dell’atto pubblico di trasferimento della proprietà”.
E poi? “Inoltre guardiamo gli obblighi dell’assegnatario/acquirente che dovrà: a) presentare, entro 4 mesi dalla firma della convenzione, la richiesta di autorizzazione unica con la quale chiede l’approvazione di ogni atto, comunque denominato, necessario alla realizzazione dell’impianto produttivo; b) ritirare l’autorizzazione unica entro 30 giorni dalla data di notifica del parere favorevole al rilascio della medesima, previo pagamento del contributo di costruzione e del 40% del costo del suolo; c) iniziare i lavori tassativamente entro 3 mesi dal rilascio dell’autorizzazione unica; d) ultimare i lavori tassativamente entro 3 anni dalla comunicazione di inizio dei lavori…..
Voi, invece, cosa proponete. “Tale tempistica costringe l’impresa ha generare un enorme sforzo finanziario che di fatto potrebbe mortificare l’ipotesi di investimento tant’è che anche un’altra norma viene messa in discussione, e più specificatamente: l’art.11…. L’atto pubblico di assegnazione del diritto di proprietà del lotto di cui alla lettera b) è stipulato: A) a seguito della dichiarazione di ultimazione dei lavori dell’impianto produttivo al rustico, regolarmente sottoscritta dall’assegnatario e dal direttore dei lavori e corredata di – relazione asseverata del direttore dei lavori comprensiva di documentazione fotografica.
Ed è su questo aspetto – continua Enzo Neve – che abbiamo messo in evidenza che l’esborso finanziario del progetto redatto da tecnici professionisti, del pagamento del 100% del suolo e la realizzazione dell’opificio a rustico in soli pochi mesi dall’assegnazione, non contribuisce a favorire economicamente l’iniziativa produttiva, tant’è che si è giunti a suggerire che per attenuare l’uscita di risorse la presenza di una fidejussione a garanzia del pagamento dell’ultima trance del 30% ovvero dove costruire il manufatto, potrebbe in qualche modo garantire l’Amministrazione comunale della certezza del ricavo e consentire alla azienda con il titolo di proprietà del terreno e del rustico appena realizzato accedere presso l’istituti di credito per ottenere il mutuo e proseguire per il completamento dell’opera”.
In conclusione? Abbiamo rimarcato la necessità di impedire, così come è successo in passato, di trovarci di fronte a dati sconcertanti. Allora il 70% degli assegnatari dei lotti rinunciarono ad insediarsi nella zona Pip. Oggi per la brevità dei tempi per pubblicizzare tale esigenza nelle forme e nei modi abituali, si chiede con un Sos esponenti politici che in Consiglio comunale diano battaglia per emendare il nuovo regolamento e salvaguardare gli interessi di commercianti, degli artigiani o di quanti in futuro avranno il coraggio e l’ambizione di investire a Mesagne”.
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