“Per il sindaco Pompeo Molfetta è sempre colpa degli altri: una volta dei funzionari comunali che sbagliano, poi della legge che è poco chiara e, infine, delle precedenti amministrazioni che hanno governato la città”. Il coordinatore del movimento politico “Progettiamo Mesagne, Antonio Calabrese non va per il sottile. E aggiunge: “Come al solito il sindaco Molfetta fa il “Ponzio Pilato” e se ne lava le mani come se lui fosse sbarcato dalla luna nel 2015”. Sui social impazziscono i commenti riguardo i rimborsi che i contribuenti mesagnesi starebbero preparando per chiedere all’Amministrazione comunale il rimborso della tassa sui rifiuti, la cosiddetta Tari, che avrebbero pagato in più negli anni dal 2014 al 2017. Antonio Calabrese ricorda che nel 2014 il sindaco Molfetta era il capogruppo di Sinistra Unita e quindi influente esponente della maggioranza che sosteneva il sindaco Franco Scoditti. E ricorda che, fra l’altro, Giancarlo Canuto, vice sindaco e assessore al Bilancio, era della sua parte politica». I contribuenti mesagnesi si starebbero già organizzando per chiedere al Comune il rimborso di quanto hanno pagato in più di Tari. Ammonterebbe a 1 milione di euro il rimborso che il Comune di Mesagne dovrebbe ridare indietro. Il sindaco Molfetta è già impegnato con gli uffici a fare i calcoli dell’errore commesso; un errore che, per la verità, è l’unico commesso in provincia di Brindisi in quanto tutti gli altri Comuni hanno applicato bene la legge come, peraltro, in quasi tutta Italia. In attesa che il Comune decida il da farsi, il movimento politico “Progettiamo Mesagne”, il Partito Democratico, Mesagne con Guarini sindaco e il Gruppo Misto con Dimastrodonato, affilano le armi. Se la cifra di 1 milione di euro dovesse essere confermata, il Comune che non ha i soldi per effettuare il rimborso e rischierebbe una profonda crisi. Come risolvere il problema? C’è chi già prefigura un aumento delle tasse comunali per reperire il milione che il Comune non ha nella sue asfittiche casse per rimborsare i contribuenti beffati. Ma è solo un’ipotesi in quanto – al momento – nulla è stato stabilito e si continua a cercare tra i numeri come potersene uscire in maniera indolore per le finanze del Comune. Altra ipotesi che si starebbe valutando quella di chiedere un prestito per reperire la somma
necessaria. Oppure, come scrivono sui social, detrarre gradualmente le somme indebitamente riscosse ad iniziare da questo mese quando i contribuenti dovranno pagare la Tari. “Il Sindaco qualche giorno addietro ebbe a dire “Sobbra la tigna la capu malata“. Un detto popolare che, in verità, dovrebbero dire sconsolati i cittadini contribuenti e non il Sindaco”.
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