Quella di ieri sera é stata una di quelle serate che restano impresse nel cuore, un momento di pura nostalgia e di emozioni condivise. Maurizio Angelo Bocina, con il suo spirito di appassionato e amante dello sport locale, ha organizzato una cena che ha fatto rivivere l’epoca d’oro del calcio giovanile degli anni ’70, portando insieme vecchie glorie, amici di sempre in un’atmosfera calda e coinvolgente.
Erano presenti Sergio Rolli, pensionato, Mario Crovace conduttore di caldaie, Cosimo Pagliara Dirigente d’Azienda, Maurizio Bocina imprenditore, Angioletto Zurlo dipendente comunale, Pino Di Presa pensionato, Fernando Argentieri pensionato, Luigi Pasimeni pensionato, Pino Altavilla imprenditore.
Il protagonista indiscusso, Maurizio Bocina, – imprenditore e grande appassionato di calcio – ha riunito la rappresentativa categoria Allievi del 75/76 del Csi Santa Maria, un gruppo di ragazzi che scrisse pagine memorabili nel panorama sportivo locale. Tra loro, spiccavano figure come Pino Di Presa, che ha calcato campi prestigiosi come quello del Maglie, portando con sé storie e aneddoti che sembravano usciti da un film. Pino, con il suo carattere vivo e la memoria vivida, ha intrattenuto tutti con racconti di gioventù, di partite epiche e di sogni che si trasformarono in realtà.
Ma la vera magia si è accesa quando Pino Di Presa, con la sua esperienza e il suo carisma, ha condiviso aneddoti inediti, tra cui il famoso “inghippo” della cessione di Fernando Argentieri al Grottaglie. La storia, resa ancora più affascinante dai dettagli e dalla lucida memoria di Pino, ha fatto ridere e riflettere, portando tutti indietro nel tempo, tra sogni di fama e passione senza confini.
Luigi Pasimeni, allenatore-dirigente lungimirante e innovativo, ha fatto rivivere le emozioni di un calcio più semplice e più appassionante, svelando storie che hanno fatto rivivere i giorni di gloria e di scoperte calcistiche. Fernando Argentieri, calciatore professionista con un curriculum di tutto rispetto – da Grottaglie a Brindisi, Martina, Andria e Monopoli – ha condiviso il suo percorso, raccontando i primi “soldi veri” guadagnati grazie al suo talento di difensore attento e arcigno. Le sue parole hanno acceso il desiderio di rivivere quegli anni di sogni e di successi, di un calcio che sembrava più autentico, più vicino al cuore.
La serata, allietata dalle prelibatezze del ristorante “DaDario”, vero fiore all’occhiello della ristorazione locale, è trascorsa tra risate, ricordi e un senso di appartenenza che solo il calcio può regalare. Le storie si sono intrecciate con i sapori, creando un’atmosfera di convivialità autentica e di emozioni condivise.
Quando é arrivato il momento di congedarsi, il coro unanime di tutti i presenti è stato: “Bisogna rifarla!”. Perché, in fondo, in quella sera si è ritrovato non solo il passato, ma anche il valore eterno dell’amicizia e della passione per un gioco che unisce generazioni.
Una serata indimenticabile, che ha dimostrato come il calcio, più di ogni altra cosa, sia un patrimonio di storie, emozioni e legami profondi. E che, come diceva qualcuno tra i presenti, “il cuore di quella vecchia gloria non si è mai spento, e noi siamo pronti a rivivere quei momenti, ancora e ancora”.