Nel corso dell’incontro Maribrin s.r.l. ha dato una parziale apertura sulla salvaguardia dei posti di lavoro dicendosi disponibile ad assumere 4 dipendenti, da marzo ad agosto di quest’anno, con la garanzia occupazionale delle 102 giornate lavorative e dichiarando la volontà di non voler abbandonare il sito di Brindisi nonostante le difficoltà dovute ai rincari esorbitanti e ad alcune condizioni di mercato tra cui i costi dell’energia ed ossigeno, cercando di studiare nuove soluzioni.
L’Azienda aveva comunicato l’assunzione di almeno 4 dipendenti per un riavvio parziale dell’attività ma il numero del personale – come già espresso nel corso dell’incontro ma anche successivamente – risulta insufficiente per garantire un adeguato riposo fisiologico nelle coperture dei turni lavorativi h/24 che dovrebbero prevedere l’intero gruppo di lavoratori preesistente nel 2022.
Infatti, i lavoratori assunti, in piena solidarietà nei confronti dei loro colleghi non ancora richiamati, hanno espresso, la necessità d i una riassunzione di tutti i lavoratori, in quanto il ciclo produttivo stesso ha necessità di personale per la gestione, scongiurando anche loro l’ausilio di personale esterno che non appartiene a Maribrin.
Inoltre, a seguito delle nostre richieste, l’azienda aveva espresso parere negativo circa l’utilizzo di lavoratori in esubero, e quindi l’utilizzo anche dell’unico lavoratore impiegato a tempo indeterminato ora in Naspi, presso altre aziende associate che lavorano nel settore dell’itticultura all’interno dello stesso gruppo.
Ad oggi il paradosso è che l’azienda utilizza lavoratori non di Maribrin per la preparazione dell’impianto e delle vasche e del
Chiediamo quindi correttezza e senso di responsabilità sociale al «Gruppo Erede Rossi Silvio» azienda leader nel settore in Puglia ma anche in Italia che tanto sta ottenendo da questa Regione con autorizzazioni per investimenti ed efficientamenti energetici per il rilancio del sito in questione.