La consigliera comunale di centrodestra Giorgia Campana (nella foto) mette il dito nella piaga del commercio a Mesagne partendo dallo spostamento del mercatino della villa comunale e dalla sospensione delle giornate mercatali previste per dicembre.
“Si parla di criticità emerse in materia di sicurezza e viabilità. Ma ci rendiamo conto che si procede di emergenza in urgenza senza una programmazione degna di questo nome – sostiene -. Basti pensare alla questione di una sistemazione definitiva dell’area mercatale di Mesagne da anni é irrisolta”. Chiede: “Questa é la situazione concreta del commercio cittadino?”. E aggiunge: “Poi scopriamo che si investe in studi, analisi e nuovi piani strategici“.
Mette sotto la lente d’ingrandimento le 75mila euro di finanziamenti pubblici, di cui 52.550 dalla Regione Puglia e 22.500 dal Comune di Mesagne al Distretto Urbano per fare studi e aggiornamento di documenti. 57.142 euro sono destinati, secondo la scheda progettuale a cui ho avuto accesso, a tre ambiti riguardanti aggiornamento della pianificazione commerciale, studi, giornate di convegni e analisi dei servizi alle imprese. “Abbiamo bisogno di altri studi per comprendere i problemi del commercio a Mesagne? Nessuno contesta che queste attività siano ammesse dal bando. Ma è legittimo chiedersi quali siano le priorità. I commercianti di Mesagne conoscono già molte delle difficoltà quotidiane: accessibilità, organizzazione degli spazi, capacità di attrarre clienti e continuità delle iniziative“.
Interviene sui risultati conseguiti da iniziative già realizzate. “A proposito di Duc i risultati restano difficili da verificare. Avevamo chiesto i numeri. Adesso sappiamo che “Mesagne in Shopping” è costata 8.600 euro. Per un’iniziativa di una serata. Peccato che non ci sia arrivata nessuna risposta sui risultati e sui criteri usati per realizzare l’iniziativa. Addirittura per dimostrare il successo dell’iniziativa, nella risposta alla mia interrogazione, viene richiamato un 90% di adesioni, senza fornire un solo dato assoluto che permetta di cmprendere e verificare quella percentuale. Il 90% di quante attività? Nessun dato verificabile sui risultati commerciali. Solo una bella espressione: le attività avrebbero aderito “con entusiasmo”. La natura privatistica del Duc, richiamata nella risposta del Sindaco, non esaurisce queste domanda sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Perché non si vuole rispondere? Questa purtroppo la situazione del Commercio a Mesagne, situazione drammatica visibile agli occhi di tutti: provvedimenti emergenziali, iniziative scoordinate, rilancio del Commercio con Pikachu in Villa e 50.000 euro per altre analisi, studi e convegni. Intanto i mercatini di dicembre sono sospesi. Chi salverà il Natale a Mesagne? Non lo sappiamo”.
Conclude: “Una cosa è certa: il commercio non si salva con le percentuali di entusiasmo e le pile di documenti strategici. Si salva con soluzioni semplici, concrete e di impatto”.
Ma per capire cosa succede dopo bisogna tornare indietro di venti minuti. Perché questa sera al Pala De Francesco è arrivata una squadra vera. Porto Recanati. Di quelle che non si presentano con il cappello in mano e non chiedono permesso per entrare. I marchigiani tirano fuori una zona press 1-3-1 che sembra progettata da un ingegnere particolarmente sadico. Cambiano difesa, chiudono linee di passaggio, aggrediscono e trasformano ogni possesso mesagnese in un esame di maturità. La Virtus parte forte, ma poi si ritrova dentro una ragnatela dalla quale uscire è complicatissimo. Porto Recanati prende coraggio, prende campo e per lunghi tratti prende pure il comando. Mesagne soffre. Maledettamente. Si aggrappa alla difesa, a qualche magia di Fouce e a un collettivo che, anche quando non trova la strada, almeno ha il buon senso di non perdersi di vista. All’intervallo è 49 pari. E stavolta non c’è nessun gatto che gioca col topo. Qui ci sono due tigri nella stessa gabbia. E nessuna delle due ha intenzione di uscire.
Perché Porto Recanati è stata splendida. Organizzata, coraggiosa, intelligente. Ha messo Mesagne davanti a problemi veri, di quelli che non risolvi semplicemente dando il pallone al tuo miglior realizzatore. Ha costretto la capolista a pensare, soffrire, sbagliare e ricominciare. E quando la Virtus è finalmente riuscita a mettere il naso avanti, i marchigiani non hanno regalato un centimetro. Ma questa sera c’era qualcosa di diverso nell’aria. C’era un palazzetto che a un certo punto ha deciso di smettere di guardare la partita e ha cominciato a giocarla. In piedi. Urlando. Spingendo ogni pallone verso il canestro e ogni difesa verso il miracolo. Il Pala De Francesco é diventato una tana. La tana delle tigri. E da qui, signori miei, passare sarà un problema per tutti.
I LETTORI CI SCRIVONO Caro Direttore a proposito dell’errore fatto nei giorni scorsi dal Comune sul nome del Maresciallo d’Italia Messe chiamato Giuseppe e non Giovanni, gloria dell’esercito italiano e della nostra città, vorrei sottolineare che al quartiere Seta dove abito ci sono via Gramsci e via Togliatti. A Mesagne non c’é una strada che ricordi Messe. E’ un assurdo voluto dai comunisti e dalla Sinistra che amministrano la nostra città che crea stupore e sconcerto. Mesagne, città della Cultura, non merita questo. Grazie.
