Le buone notizie di questi giorni sull’avanzamento di alcuni percorsi di Transizione Industriale – fra i quali spicca quello della Gigafactory Eni – rilanciano una sfida che non si ferma alla sola realizzazione di nuovi impianti. È un appello alle forze sane e produttive, un cambiamento d’epoca che richiede il coinvolgimento dell’intera Filiera della Conoscenza, della Formazione e dello Sviluppo Tecnologico del territorio. I nuovi investimenti industriali che arriveranno da qui a breve, infatti, prevedono nuovi processi produttivi che richiedono Personale con adeguate competenze. “Skills” che in molti casi dovranno essere aggiornate dai lavoratori seguendo specifici corsi formativi.
È in questo scenario che torna attuale più che mai il tema del rilancio della Cittadella della Ricerca. Una necessità che da tempo – oramai da anni – la UIL di Brindisi sollecita agli Attori Sociali ed Istituzionali del territorio. Questo Comprensorio, rilanciato con gli annunci innumerevoli volta ma ancora fermo in una fase di stallo, non può più permettersi di essere marginale rispetto ai grandi processi di cambiamento in atto a Brindisi. Al contrario: la Cittadella è l’Hub di Conoscenza più naturale e strategico a supporto della Transizione Industriale e delle nuove competenze che dovranno conseguire in breve tempo centinaia di lavoratori.
L’ambizioso obiettivo di riqualificare in poco tempo molti lavoratori, con percorsi mirati e di qualità, richiede un salto di qualità da parte di tutti i soggetti istituzionali del territorio – Università, ITS, Associazioni di Categoria, Datoriali, Regione, Provincia, Comuni – a partire da quanti hanno responsabilità dirette nella gestione del Comprensorio. Per rilanciare davvero la Cittadella non servono interventi frammentati o iniziative spot ma la costruzione condivisa di una regia unica e lungimirante per cogliere una opportunità storica: rilanciare un grande aggregatore di Formazione e Conoscenza per l’area jonico-salentina sulla scia della Transizione dell’Industria.
È necessario mettere a sistema le risorse disponibili, coordinare le politiche di sviluppo e restituire alla Cittadella la sua funzione originaria di motore propulsivo dell’innovazione e del lavoro qualificato per il territorio brindisino e non solo. Il Sindacato continuerà a offrire il massimo supporto al confronto istituzionale e industriale su questo tema auspicando che tutti i soggetti coinvolti sappiano interpretare questo momento storico con la necessaria visione, responsabilità e coesione di far diventare una complessa fase storica una grande opportunità per tutti.
Alba Cooperativa Sociale: quarant’anni di cura e inclusione sul territorio
L’esperienza e il lavoro quotidiano al servizio delle persone con disabilità dal 1986: giovedì 1 ottobre l’iniziativa per celebrare l’anniversario di fondazione dello storico sodalizio.
MESAGNE – La storia di Alba Cooperativa Sociale ONLUS inizia nel 1986 da un’intuizione coraggiosa: trasformare la cura della fragilità in un impegno collettivo, superando la logica dell’emarginazione per offrire percorsi di accompagnamento qualificati. A quarant’anni dalla fondazione, la Cooperativa celebra un traguardo che ne testimonia l’impatto e il solido legame con la comunità.
Quattro decenni rappresentano un arco di tempo significativo per un’impresa sociale, il cui bilancio non si misura unicamente attraverso i numeri. Nel caso di Alba, tuttavia, anche i dati quantitativi testimoniano un profondo radicamento: due centri diurni semiresidenziali, “Villa Cavaliere” e “Pino Pagliara”, entrambi accreditati presso la Regione Puglia, con un bacino di utenza che abbraccia dodici Comuni della provincia di Brindisi. Ogni giorno, adulti con esigenze di sostegno vi trovano percorsi riabilitativi, educativi e di socializzazione.
Il tratto distintivo di una storia che ha cambiato il volto del territorio in tema di diritto all’inclusione risiede nella volontà di non operare in solitudine. Alba ha intessuto una fitta rete di collaborazioni con amministrazioni comunali, distretti ASL, scuole, realtà culturali e parrocchie. Da questa sinergia sono nati progetti di Servizio Civile Universale, percorsi di educazione tra pari e iniziative culturali aperte alla cittadinanza – indimenticabili le serate dell’Estate a Villa Cavaliere, tra integrazione, musica e gastronomia – organizzati nella convinzione che l’accoglienza autentica viva nello scambio continuo con il territorio.
«Quarant’anni non sono un traguardo da festeggiare guardando indietro, ma un impegno che si rinnova ogni mattina, quando le porte dei nostri centri si aprono», dichiara il Presidente Antonio Muscio. «Dobbiamo tanto a chi ha creduto che l’inclusione fosse un lavoro concreto da svolgere giorno dopo giorno, insieme alle persone e mai al posto loro. È a quell’intuizione, e alla comunità che l’ha sostenuta, che dobbiamo il cammino compiuto finora».
L’anniversario sarà celebrato il 1° ottobre 2026, dalle ore 18:00, presso il Parco di Villa Cavaliere, con la partecipazione di istituzioni, famiglie e partner territoriali. L’evento nasce per condividere i frutti di un percorso reso possibile dalla virtuosa sinergia tra pubblico e privato. A quarant’anni di distanza, la domanda che guida l’Alba rimane la stessa: che cosa siamo disposti a fare affinché nessuno resti escluso?
Si è svolta ieri l’audizione presso la III Commissione Consiliare Permanente – Assistenza Sanitaria e Servizi Sociali della Regione Puglia, dedicata alla grave situazione gestionale dell’Hospice di Mesagne, struttura per le cure palliative situata all’interno del Pta “San Camillo De Lellis”. L’audizione, convocata a seguito della richiesta formale della Fip Cgil Brindisi con la presenza del Segretario Generale Luciano Quarta e della Segretaria Fip Cgil Puglia Ileana Remini ha rappresentato un importante momento di confronto tra l’Assessorato alla Salute della Regione Puglia, la Direzione Generale della ASL Brindisi e le rappresentanze sindacali. Al centro della discussione, la necessità di individuare una soluzione strutturale capace di garantire la continuità e la qualità dell’assistenza, superando le criticità dell’attuale gestione esternalizzata ed evitando il rischio di un progressivo depauperamento del servizio.
Una situazione non più sostenibile. La Fp Cgil ha ribadito le criticità già denunciate nelle scorse settimane riguardo alle condizioni di lavoro del personale – infermieri e operatori socio-sanitari – attualmente impiegato attraverso cooperativa privata. Carenza di personale, turnazioni particolarmente gravose e rapporti di lavoro part-time non adeguati alle effettive necessità assistenziali stanno determinando una situazione che non può più essere considerata sostenibile. Condizioni che, oltre a incidere pesantemente sui lavoratori, rischiano inevitabilmente di ripercuotersi sulla qualità e sulla continuità dell’assistenza destinata a pazienti particolarmente fragili e alle loro famiglie.
«Serve una gestione pubblica» «Sul fine vita e sulla dignità delle persone fragili non possono prevalere logiche esclusivamente economiche o organizzative – Luciano Quarta –. Riteniamo necessario costruire una soluzione stabile che garantisca contemporaneamente qualità dell’assistenza, continuità del servizio e piena tutela dei lavoratori». Per la FP CGIL, la soluzione passa attraverso la presa in carico del servizio da parte di ASL Brindisi con il ritorno alla gestione pubblica, superando un modello di esternalizzazione che, alla luce delle criticità emerse, necessita di essere profondamente rivisto.
L’Asl Brindisi ha dichiarato la disponibilità a valutare la proposta di Fp Cgil Puglia e Brindisi e l’assessore alla Sanità Pentassuglia ha dato mandato affinchè la questione venisse gestita a livello territoriale per trovare le soluzioni opportune. «Chiediamo alla Regione Puglia e alla ASL Brindisi di avviare un tavolo tecnico che definisca tempi, modalità e percorso concreto per l’Hospice di Mesagne». Nel corso della seduta sono state rappresentate alle istituzioni regionali e alla Direzione Generale della Asl Brindisi le criticità che interessano la struttura e il personale. Per la Fp Cgil Brindisi, tuttavia, il confronto di oggi deve rappresentare l’inizio di un percorso concreto e non limitarsi a una semplice presa d’atto della situazione. Il sindacato seguirà con la massima attenzione i prossimi passaggi e attende ora atti, tempi e soluzioni concrete.
Perdere una partita a tavolino calpesta la dignità sportiva di una comunità e la sua secolare tradizione
Il dott. Maurizio Screti, esperto in Diritto e Management dello Sport, già presidente di società sportive di calcio e basket, interviene sulla crisi societaria che ha colpito il Mesagne Calcio che domenica, in occasione della partita di campionato contro l’Erchie, si é presentato solo con due calciatori. Come da regolamento il Mesagne avrà la partita persa per 3 a 0 e subirà un punto di penalizzazione in classifica.
“La condotta dei calciatori che disertano una gara ufficiale costituisce una violazione dei doveri contrattuali e dei regolamenti federali, e rischia di aggravare la loro posizione giuridica ed economica – scrive -. I calciatori dilettanti che firmano un contratto di lavoro sportivo acquisiscono tutele reali, ma anche precisi obblighi legali verso il club”.
Sottolinea che disertare una gara produce la perdita dei diritti contrattuali e legittima la società a sospendere lo stipendio o a chiedere la risoluzione del contratto per giusta causa davanti al Collegio Arbitrale. Inoltre punisce i tesserati che violano i principi di lealtà e correttezza ed espone gli atleti a squalifiche e deferimenti.
Aggiunge: “Se i calciatori non percepiscono i rimborsi o gli stipendi, non possono decidere di non giocare da un giorno all’altro. Per tutelarsi legalmente ed esprimere il dissenso, senza passare dalla parte del torto, devono seguire l’iter formale: 1) Messa in mora della società per gli stipendi arretrati; 2) Proclamare lo stato di agitazione. Questo può culminare in uno sciopero formale (astensione dagli allenamenti o, in casi estremi e preavvisati, ritardo dell’inizio delle partite come forma di protesta concordata). 3) Se la società non paga entro i termini della messa in mora, i giocatori ottengono lo svincolo d’autorità e la possibilità di accasarsi altrove, potendo comunque esigere le somme spettanti. Disertare la partita in modo non coordinato o non tutelato legalmente, come accaduto nel caso limite del Mesagne, trasforma i calciatori da “parti lese” (vittime del dissesto societario) a soggetti inadempienti, offrendo alla dirigenza un’arma legale per giustificare il blocco dei pagamenti o applicare sanzioni. Se il lavoratore sportivo rifiuta di scendere in campo senza una giustificazione medica“.
Cosa rischia il calciatore (Il danno oltre la beffa). Se un lavoratore sportivo non si presenta alla partita passa dalla parte del torto: Perdita dello stipendio: La società ha il diritto immediato di trattenere la quota di retribuzione della giornata (o del periodo di astensione), applicando il principio del “no work, no pay”. Risoluzione per inadempimento: Il club può trascinare i calciatori davanti al Collegio Arbitrale per richiedere la risoluzione del contratto per giusta causa e, nei casi più gravi, il risarcimento del danno d’immagine. Squalifiche federali: Il Giudice Sportivo può squalificare gli atleti per violazione del Codice di Giustizia Sportiva (doveri di lealtà, correttezza e probità).
La rinuncia a giocare non danneggia solo la classifica, ma distrugge il titolo sportivo della città: Prima rinuncia: Sconfitta a tavolino per 0-3, 1 punto di penalizzazione in classifica e una forte sanzione pecuniaria (multa).Quarta rinuncia: Alla quarta partita disertata scatta l’esclusione automatica dal campionato. La squadra viene radiata dal torneo, tutti i calciatori vengono svincolati d’ufficio e la società perde l’affiliazione.
Per protestare legalmente senza rischiare sanzioni, i giocatori del Mesagne avrebbero dovuto seguire tre step obbligatori. Messa in mora: Inviare una raccomandata o PEC alla società (e per conoscenza alla Lega/Comitato Regionale) intimando il pagamento delle mensilità scadute entro un termine perentorio (di solito 20 giorni). Stato di agitazione: Se i termini scadono senza pagamenti, proclamano la diserzione (sciopero). In questo modo, l’astensione dalle attività (allenamenti o gare) diventa un diritto costituzionale tutelato, impedendo alla società di sanzionare i giocatori. Risoluzione e svincolo: I calciatori ottengono lo svincolo d’ufficio per inadempimento della società, potendo firmare subito per un altro club e mantenendo il diritto di esigere i soldi arretrati tramite vie legali”.
Nota della Redazione. Da informazioni arrivate in redazione (tuttavia da verificare) i calciatori che non si sono presentati alla partita avrebbero presentato giustificazione medica.
“Se non fossi stato scout”: a Mesagne una Tavola Rotonda in occasione del 60° anniversario del Gruppo Scout Agesci Mesagne 1 “Don Daniele”.
Sabato 3 ottobre al Castello Normanno-Svevo una Tavola Rotonda promossa dal Gruppo Scout Agesci Mesagne 1 “Don Daniele” nellʼambito delle celebrazioni per il 60° anniversario. Cosa rimane dellʼesperienza scout quando gli anni passano e si intraprendono strade diverse? E in che modo i principi e i valori dello scoutismo continuano a influenzare le scelte personali, professionali e sociali? È partendo da questi interrogativi che si svilupperà la discussione della Tavola Rotonda “Se non fossi stato scout”, promossa dal Gruppo Scout Agesci Mesagne 1 “Don Daniele” in occasione del 60° anniversario della sua fondazione.
Lʼincontro nasce con lʼobiettivo di allargare lo sguardo sul significato dellʼesperienza scout e sulle tracce che questa può lasciare nel percorso di vita delle persone. Il confronto sarà guidato da una domanda: “In che modo lʼessere scout e i principi scout hanno influenzato le scelte di vita?”
La Tavola Rotonda, pensata come un momento di confronto aperto alla città, vedrà gli interventi di Gianni Sardelli, ex Capo Scout del Mesagne 1, da tempo volontario presso Lacor Hospital in Uganda; Don Vito Paparella, sacerdote e cappellano del carcere di Brindisi; Marco Galiano, Sindaco di Trani; Tea Di Lorenzo, imprenditrice e giornalista di Radio Puglia.
Un confronto tra esperienze e percorsi diversi, che metterà in relazione lʼesperienza vissuta negli anni dello scoutismo con le scelte compiute nel proprio percorso di vita, per riflettere su quanto i principi scout possano continuare a orientare il modo di scegliere, di impegnarsi e di stare nella società. Il sessantesimo anniversario del Gruppo diventa così non soltanto una occasione per guardare alla propria storia, ma anche un momento per riflettere sullʼattualità dellʼesperienza scout e sulla sua capacità di accompagnare la crescita delle persone e il loro rapporto con la comunità. 1
Lʼiniziativa è gratuita e aperta alla cittadinanza. Lʼappuntamento è per sabato 3 ottobre, alle ore 17.30, presso lʼAuditorium del Castello Normanno-Svevo di Mesagne.
Il 37° report settimanale, elaborato dall’Ambito di Brindisi di ARPAL Puglia, visionabile al seguente link https://rb.gy/n66xpv, attesta anche questa settimana un panorama ricco e variegato per chi è in cerca di occupazione: 64 annunci attivi, per un totale di 224 posti di lavoro nei diversi settori produttivi del territorio. A guidare il mercato del lavoro questa settimana è il settore marketing con 100, commercio con 29, segue edilizia con 25, metalmeccanico con 15, elettromeccanico con 10, turismo con 9, ristorazione con 8, tessile 5, trasporti e pulizie 3, servizi alla persona, logistica, grafica e comunicazione, agricoltura e zootecnia, artigianato e contabile 2, meccatronico, industria alimentare, ingegneristico 1. Si segnala una posizione per categorie protette.
Il report segnala inoltre una serie di proposte di lavoro e formazione all’estero, promosse attraverso la rete EURES che sostiene la mobilità professionale a livello europeo. Sempre aggiornata, inoltre, la sezione dedicata ai corsi di formazione per diplomati e disoccupati, i corsi serali per adulti, cui si uniscono le opportunità offerte con i programmi Garanzia Giovani e NEET. Si ricorda che le offerte, parimenti rivolte a entrambi i sessi, sono pubblicate quotidianamente sul portale “LavoroxTe Puglia”, dal quale ci si può candidare direttamente tramite SPID.
Si consiglia di consultare costantemente la pagina Facebook “Centri impiego Brindisi e provincia”, attraverso la quale è possibile restare sempre aggiornati sugli annunci di lavoro attivi e sugli eventi dedicati alla ricerca attiva del lavoro e di orientamento organizzati su tutto il territorio. Si consiglia inoltre di consultare il portale SINTESI Brindisi e i profili Google di ogni Centro per l’Impiego.
Per qualunque supporto, richiesta o informazione, i cittadini e le imprese possono rivolgersi agli operatori di ARPAL Puglia dei tre Centri per l’impiego dell’Ambito territoriale di Brindisi (Brindisi, Francavilla Fontana, Mesagne, Ostuni), i cui contatti si trovano in coda al comunicato. Gli uffici sono aperti al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 11:30, il martedì anche nel pomeriggio dalle 15:00 alle 16:30 e il giovedì pomeriggio su appuntamento
Sabato e domenica appuntamento con la XXII edizione della Fiera Medievale Franca
Mesagne si prepara a fare un salto indietro nel tempo di otto secoli. Sabato 3 e domenica 4 ottobre torna l’appuntamento più atteso con la storia: la XXII edizione della Fiera Medievale Franca. La manifestazione, organizzata dal Gruppo Storico Città di Mesagne e da Meghy Costumes D’Epoque, in collaborazione con il Comune di Mesagne e la Regione Puglia, è ormai un appuntamento consolidato che ogni anno trasforma il centro storico in un grande palcoscenico a cielo aperto.
Il cuore pulsante della festa prenderà vita a partire dalle ore 19:00 con la suggestiva sfilata in abiti medievali, tra tamburi, stendardi e giochi d’epoca. Il momento più atteso è previsto per le ore 20:00, con la solenne uscita dal Castello Normanno Svevo di tutti i figuranti e della corte reale: in testa i sovrani Isabella di Brienne e Federico II, interpretati da Annarita Dell’Aquila e dall’attore Giuseppe Neglia Pepe, che quest’anno ricoprirà anche il ruolo di Direttore Artistico della manifestazione.
Un vero tuffo nelle atmosfere, nelle tradizioni e nelle suggestioni del Medioevo. Per due serate, Mesagne rivivrà il suo glorioso passato grazie a un programma ricchissimo: duelli con le spade, la spettacolare scacchiera umana, balli medievali, danzatrici del ventre, falconieri, incantatori di serpenti, giocolieri e artisti di strada, fino ai suggestivi spettacoli con il fuoco. Non mancherà il caratteristico mercato medievale, con artigiani, prodotti tipici e antichi mestieri. Un evento pensato per grandi e piccini, per famiglie, appassionati di storia e curiosi.
Lunedì 6 ottobre, alle ore 20.00, al teatro comunale di Mesagne.
Giovedì 2 luglio l’Auditorium Sinopoli ha ospitato per l’intera giornata le audizioni per l’assegnazione della borsa di studio in ricordo del pianista pugliese, per alcuni anni allievo della Scuola, prematuramente scomparso nell’autunno 2024. A formare la commissione alcuni tra i più cari amici di Giuliano Graniti, ovvero i pianisti Federica Bortoluzzi, Gioia Giusti, Salvatore Monzo, Giovanni Nesi ed Edoardo Turbil, che hanno ascoltato gli undici giovani musicisti iscritti al concorso.
Per il secondo anno si realizza così l’idea di Andrea Lucchesini che, sull’onda del commosso dolore per la morte di Giuliano, ha disposto la costituzione di una borsa di studio da assegnare ad uno degli allievi dei corsi di biennio e perfezionamento pianistico della scuola.
Grazie alle donazioni di amici, compagni di studio, parenti, insegnanti e di tutti coloro che, soprattutto dalla Puglia, hanno voluto dare il loro contributo, la somma raccolta ha superato il premio previsto e assicura la prosecuzione dell’iniziativa per il 2027.
I partecipanti si sono alternati al pianoforte per l’intera giornata, alla presenza di Carlo Graniti. La giuria ha deciso di premiare la pianista Sonia Adinolfi che ha convinto la commissione per la maturità e l’equilibrio della sua esecuzione ed ha accolto tutte le condizioni del bando.
L’assegnazione della borsa di studio, del valore di 1.500 euro, è infatti subordinata alla partecipazione a due concerti, il primo dei quali nell’ambito di Fortissimissimo Firenze Festival Metropolitano (Empoli, 13 settembre) a cura degli Amici della Musica Firenze ed il secondo a Mesagne, città natale di Giuliano, offerto dall’Amministrazione comunale il 6 ottobre, il giorno della scomparsa del pianista mesagnese.
nella foto Sonia Adinolfi
