Serie C Volley Femminile
SS. Annunziata-Torre S. S. 2-3 (Parziali 19-25, 21-25, 25-23, 25-21, 9-15).
Sant’Elia Brindisi-Mesagne Volley 1-3 (Parziali 22-25, 25-17, 17-25, 16-25). Grande prova di carattere delle ragazze di coach Andrea Sportelli, che conquistano la prima vittoria stagionale sul difficile campo della Palestra Da Vinci di Brindisi. Una prestazione corale che premia il lavoro e la determinazione del gruppo mesagnese.
Ma per capire cosa succede dopo bisogna tornare indietro di venti minuti. Perché questa sera al Pala De Francesco è arrivata una squadra vera. Porto Recanati. Di quelle che non si presentano con il cappello in mano e non chiedono permesso per entrare. I marchigiani tirano fuori una zona press 1-3-1 che sembra progettata da un ingegnere particolarmente sadico. Cambiano difesa, chiudono linee di passaggio, aggrediscono e trasformano ogni possesso mesagnese in un esame di maturità. La Virtus parte forte, ma poi si ritrova dentro una ragnatela dalla quale uscire è complicatissimo. Porto Recanati prende coraggio, prende campo e per lunghi tratti prende pure il comando. Mesagne soffre. Maledettamente. Si aggrappa alla difesa, a qualche magia di Fouce e a un collettivo che, anche quando non trova la strada, almeno ha il buon senso di non perdersi di vista. All’intervallo è 49 pari. E stavolta non c’è nessun gatto che gioca col topo. Qui ci sono due tigri nella stessa gabbia. E nessuna delle due ha intenzione di uscire.
Perché Porto Recanati è stata splendida. Organizzata, coraggiosa, intelligente. Ha messo Mesagne davanti a problemi veri, di quelli che non risolvi semplicemente dando il pallone al tuo miglior realizzatore. Ha costretto la capolista a pensare, soffrire, sbagliare e ricominciare. E quando la Virtus è finalmente riuscita a mettere il naso avanti, i marchigiani non hanno regalato un centimetro. Ma questa sera c’era qualcosa di diverso nell’aria. C’era un palazzetto che a un certo punto ha deciso di smettere di guardare la partita e ha cominciato a giocarla. In piedi. Urlando. Spingendo ogni pallone verso il canestro e ogni difesa verso il miracolo. Il Pala De Francesco é diventato una tana. La tana delle tigri. E da qui, signori miei, passare sarà un problema per tutti.
I LETTORI CI SCRIVONO Caro Direttore a proposito dell’errore fatto nei giorni scorsi dal Comune sul nome del Maresciallo d’Italia Messe chiamato Giuseppe e non Giovanni, gloria dell’esercito italiano e della nostra città, vorrei sottolineare che al quartiere Seta dove abito ci sono via Gramsci e via Togliatti. A Mesagne non c’é una strada che ricordi Messe. E’ un assurdo voluto dai comunisti e dalla Sinistra che amministrano la nostra città che crea stupore e sconcerto. Mesagne, città della Cultura, non merita questo. Grazie.
