“Memorie Mesagnesi”, un numero dedicato alla tutela del patrimonio e alla riscoperta della storia locale. Si apre con una riflessione sulla tutela dei beni culturali a Mesagne il nuovo numero di Memorie Mesagnesi, appena giunto in edicola. Lo spunto è offerto dalla notizia che mette a rischio la possibilità di accedere a consistenti finanziamenti destinati agli interventi sul Castello normanno-svevo, struttura che, proprio a causa della necessità di lavori di manutenzione e recupero, durante l’estate ha potuto ospitare esclusivamente mostre d’arte, peraltro limitate nel loro svolgimento e nel percorso espositivo. Tra queste ha particolarmente brillato la retrospettiva dedicata a Gennaro Orazio, alla quale la rivista riserva un approfondimento.
Si tratta di pagine di notevole interesse e intensità, quelle che il lettore troverà sfogliando il nuovo fascicolo. Dopo l’editoriale, Tranquillino Cavallo ricostruisce, attraverso antiche carte d’archivio, un caso di “giustizia ritardata”, raccontando come il re di Napoli decise di riaprire la controversia che opponeva i Carmelitani di Mesagne al notaio Calabrese in merito alle spese processuali. Angelo Sconosciuto dedica invece il suo contributo alla figura di Lorenzo Quilici, padre dell’archeologia recentemente scomparso, soffermandosi sul suo impegno per la valorizzazione della Via Appia Regina Viarum. Angelo Iaia firma l’articolo “Le epigrafi di Palazzo Guarini: tracce di cultura e devozione nella Mesagne antica”, mentre Giuseppe Radaelli propone le sue “Ipotesi sul monumentale stemma del palazzo di via Eugenio Santacesaria”.
Le vicende ottocentesche legate alla viabilità extraurbana della cittadina messapica sono al centro del contributo di Mario Vinci, intitolato “La strada Mesagne-Tuturano: una lunga contesa per la via di comunicazione”. Chiude il numero la cronaca culturale dedicata alla mostra retrospettiva richiamata in apertura. “Il Sud nel segno della luce nelle opere di Gennaro Orazio” è il titolo del servizio che ripercorre il percorso artistico del maestro grottagliese e che si propone come un primo, significativo contributo verso uno studio sistematico della sua opera. Pittore e scultore di grande sensibilità, Orazio ha infatti lasciato un segno profondo nel panorama dell’arte contemporanea.
LE MEMORIE MESAGNESI LE POTETE TROVARE QUI:
Edicola “A chiare lettere”, in via Normanno, 30.
Io ho detto Si. Ora tocca a Te!
𝗜𝗟 𝗣𝗥𝗢𝗚𝗥𝗔𝗠𝗠𝗔 La Festa de l’Unità torna in Villa Comunale con una serata che vuole riaccendere il dibattito politico e la partecipazione, mettendo al centro il presente e il futuro delle nuove generazioni e il ruolo della Puglia nella sfida nazionale delle politiche 2027.
La ricercatrice mesagnese Manuela Morleo sulle tracce di nuovi geni-malattie
Perdite di gas al quartiere Grutti
Pericolose perdite di gas in via Raffaello Sanzio, al quartiere Grutti. Nei giorni scorsi, durante i lavori per l’istallazione della fibra ottica, gli operai hanno inavvertitamente bucato un tubo del gas. I residenti allarmati hanno chiamato la ditta del gas che ha immediatamente mandato sul posto una squadra di operai che hanno riparato la pericolosa perdita. Una riparazione che, però, non sarebbe stata fatta a regola d’arte. Il cattivo odore del gas continuava ad spargersi nell’ambiente. Solo ieri sono tornati gli operai della ditta del gas che hanno sistemato le tubazioni.
Latiano. Pietre vive del Salento
Oggi sabato 26 settembre, alle ore 20, a Latiano, al Piazzale dei Musei-ex chiostro Convento dei Domenicani, tornano Pietrevive del Salento in concerto con il loro straordinario spettacolo: “Quando il sole ballava la notte”. Un viaggio intenso e profondo che si snoda tra le radici delle culture popolari della World Music, offrendo una rilettura musicale suggestiva, potente e fortemente attuale. Una performance dove la tradizione dialoga con la contemporaneità, unendo il fascino della ricerca sulle tradizioni popolari, alla forza espressiva della musica. Ingresso libero.
Domani domenica 27 Settembre 2026, il Castello Svevo di Mesagne ospiterà il “Katalia Fashion Show”, evento dedicato alla presentazione della Collezione 2027 dello stilista Bilal Muhammad. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della moda, dell’eleganza e dello stile, con la partecipazione di professionisti del settore hair care, make-up, fotografia e consulenza d’immagine.
COMUNICATO STAMPA La misura è colma. E questa volta non è più possibile far finta di nulla. Il Mesagne Calcio sta attraversando una crisi che non può più essere ignorata. A sole tre giornate dall’inizio del campionato abbiamo già assistito al cambio di due allenatori, a dimissioni in diversi ruoli e alla partenza di alcuni dei migliori giocatori della rosa (già deficitaria). Sul campo, intanto, un solo punto e un solo gol segnato. In Coppa Italia, lo 0-6 casalingo contro il Latiano è stata una sconfitta pesantissima anche per il significato che assume nella storia del calcio mesagnese.
Ma il problema non è una partita persa. Il problema è un quadro complessivo che lascia sempre più domande e sempre meno certezze. Che cosa sta succedendo al Mesagne Calcio? Qual è il progetto sportivo? Perché continuano ad arrivare dimissioni e partenze? E soprattutto, qual è la reale situazione economica della società?
Nei giorni scorsi è stato sollevata pubblicamente la questione dei rimborsi, riferendo della preoccupazione dei calciatori e della richiesta di un incontro con la presidente Daniela Rini. Pochi giorni prima, la stesse testate avevano pubblicato le dimissioni del direttore sportivo Marcello Marchese, che ha parlato dell’assenza delle condizioni necessarie per proseguire serenamente la programmazione tecnica e gestionale. Davanti a tutto questo, un po’ di chiarezza non guasterebbe.
Alla società chiediamo di uscire allo scoperto. Alla presidente Rini e alla società chiediamo di parlare alla città. Se esiste un progetto, venga spiegato. Se ci sono difficoltà, vengano dichiarate. Se ci sono le condizioni per continuare, si dica come. Se invece non ci sono le risorse necessarie, sarebbe più serio prendere atto della situazione e valutare la possibilità di consegnare il titolo a chi possa realmente garantire un futuro al calcio mesagnese. Perché il Mesagne Calcio non è una proprietà personale. È patrimonio di una città.
È ora di voltare pagina. Forse è arrivato il momento di dirlo senza ipocrisie: il calcio mesagnese ha bisogno di cambiare metodo. Guardiamo alle realtà vicine che hanno saputo costruire percorsi solidi. Servono competenza, professionalità, programmazione, risorse economiche e, non per ultimo, un settore giovanile di livello. Non improvvisazione. Non gestione giorno per giorno. Non incertezza. Non ritorni al passato. E se oggi non esistono le condizioni per costruire qualcosa di serio, allora forse sarebbe persino più dignitoso fermarsi, anche per qualche anno, riflettere e ripartire da basi completamente nuove, piuttosto che trascinare il nome del Mesagne Calcio in una situazione che rischia di diventare sempre più difficile da recuperare.
Istituzioni e imprenditori: ora tocca anche a voi. Le istituzioni non possono sostituirsi alla società, ma non possono nemmeno restare a guardare davanti a una situazione che rischia di compromettere il nome della città intera. Al sindaco e all’Amministrazione comunale chiediamo un intervento. Adesso. Un intervento deciso, non per entrare nella gestione della società, ma per favorire un confronto serio e capire se esista ancora una strada per salvare e rilanciare il calcio mesagnese. Bisogna mettere attorno a un tavolo società, Comune, imprenditori e tutte le realtà che hanno a cuore il futuro sportivo della città. Il nome di Mesagne non può essere associato ancora a situazioni che rischiano di umiliare la sua storia sportiva. Agli imprenditori mesagnesi chiediamo di non voltarsi dall’altra parte. Se esiste una possibilità di salvare e rilanciare il calcio a Mesagne, attraverso anche un progetto concreto di sostegno, questo è il momento di farsi avanti. Perché qui non è in discussione soltanto una stagione. È in discussione una storia. Una maglia. Un pezzo dell’identità di questa città. Il Mesagne Calcio può anche ricominciare da zero. Ma deve farlo con un progetto, con persone competenti e con basi solide. È arrivato il momento di voltare pagina. Prima che sia troppo tardi.
Un gruppo di tifosi del Mesagne Calcio
RISPONDE IL DIRETTORE Questa testata giornalistica é stata l’unica a mettere in allarme la città su quanto stava accadendo sul Mesagne Calcio. Fummo indicati come guastafeste ,che non volevano bene al calcio mesagnese, e che le nostre erano solo denigrazioni gratuite. Purtroppo, alla luce dei fatti, avevamo ragione. Da allora abbiamo fatto solo cronaca per i nostri lettori. Oggi abbiamo avuto uno scambio di idee con l’Assessore allo Sport Anna Maria Scalera sollecitandolo ad affrontare il problema. Siamo stati assicurati che appena sarà possibile assieme al sindaco Rogoli chiederà un incontro ai responsabili della società.