La segreteria politica ed il gruppo consiliare di Forza Italia di Mesagne, in merito al consiglio comunale ultimo scorso, spiegano che è stata sancita definitivamente la incapacità politica di una amministrazione comunale nata 4 anni addietro con altri intenti e speranze. “Non vi è stato un settore all’altezza delle aspettative, né tanto meno il carisma di alcuni si è tramutato in fatti concreti – sostiene -.E’ emerso dunque un quadro desolante, che dietro la maschera del nuovo governo di scopo, tenta di ricucire il rapporto con la città ormai definitivamente compromesso: “non hanno fatto niente in 4 anni figuriamoci se ci riescono in 12 mesi. Ma ci provano lo stesso”.
Continua: “I nuovi assessori, poverini, oltre che essere stati la seconda scelta o addirittura la terza, cercano di far passare il concetto, senza riuscirvi, che la loro è solo una missione sganciata dalla politica. Ma sfugge loro l’elementare concetto che se si entra da tecnico in una giunta ed in una maggioranza politica, è davvero difficile mantenere la terzietà che loro cercano disperatamente di evidenziare: hanno deciso di entrare nel disastroso ciclone della giunta Scoditti e devono prendersene tutte le responsabilità . Il transfugo vizziniano (Gianfrancesco Castrignanò n.d.c.) , poi, non avrà certo vita facile dopo l’abbandono del gruppo di riferimento”.
“Ma il vero motivo della manovra sta nella ritrovata alleanza tra PD e SEL. Sacrificata la De Guido, viene promosso l’ex assessore al Bilancio (Giancarlo Canuto n.d.c.)che, dopo i disastri sulla pelle dei mesagnesi certificati dal documento contabile, trova facile rifugio nel settore dei Lavori Pubblici, ben diretto da Vizzino, mentre i due assessori del Pd (Rosanna Saracino e Lino Guglielmi n.d.c.) restano beati (si fa per dire) al loro posto. Il collante della operazione, dunque, si chiama alleanza PD-SEL. Il Sindaco dopo un rapido consulto con i suoi sodali, ha deciso di buttare a mare Vizzino ed i suoi e per riannodare le fila con l’amico-nemico Matarrelli”.
“Sotterrata, dunque, l’ascia di guerra, seduti intorno ad un tavolo, hanno deciso di pianificare la rinascita della nuova sinistra mesagnese. Pochi punti programmatici (sulla carta) condivisi, un assessore esterno per uno e il giuramento che nessuna altra parolaccia verrà detta nei confronti del Sindaco dagli alleati vendoliani. Anzi solo parole di sostegno dopo che tra di loro se ne sono dette e scritte di cotte e di crude. Pensavamo che il livello dell’ipocrisia fosse già sufficientemente elevato, ma evidentemente ci sbagliavamo di grosso! Ma questa è la sinistra: attaccamento patologico al potere (qualsiasi Sindaco del mondo si sarebbe dimesso dopo i numerosi disastri della sua Amministrazione ed i sonori schiaffi presi proprio dalla sua maggioranza), poco rispetto per le persone (cacciati 5 assessori su sei e stravolto il consiglio comunale tra delusi e rimpiazzi), e tanta ipocrisia e brutte figure anche da chi non te lo aspetti. Ma forse oltre questo c’è qualcos’altro. Leggendo qua e là sul destino di Vendola e del suo partito, qualcuno starà anticipando i tempi: sul banco la federazione PD-SEL e nuovi assetti politici locali. I giorni futuri saranno determinanti per tutti, anche per il centro-destra”.