I comuni del Brindisino hanno affrontato in questi giorni l’obbligo di approvazione dei Piani Economico Finanziari (PEF) 2026-2029, mostrando strategie differenti per coprire i rincari regionali e nazionali legati a carburanti, contratti e conferimenti in discarica.
Molti enti locali hanno integrato le agevolazioni locali di bilancio con il nuovo Bonus TARI statale ARERA, che prevede uno sconto automatico del 25% sulla quota dovuta per i nuclei familiari con ISEE inferiore a 9.530 euro (o fino a 20.000 euro per famiglie con almeno 4 figli a carico).
Il Comune di Mesagne ha applicato l’aumento più alto tra i comuni del Brindisino, con un incremento tra il 16% e il 17% sui costi totali. Questo aumento è stato principalmente spinto dalle spese di conferimento della frazione indifferenziata e dell’organico, dimostrando la necessità di bilanciare le esigenze finanziarie con l’impatto sui cittadini.
Brindisi ha mantenuto le tariffe invariate. Il Piano Economico Finanziario 2026–2029 (valore di circa 28,8 milioni di euro) registra una crescita dell’1,57% (circa 400 mila euro) coperta interamente dalle azioni di recupero dell’evasione e dell’elusione fiscale, evitando rincari diretti in bolletta per famiglie e imprese.
Il Comune di Erchie ha adottato una linea virtuosa a totale difesa dei cittadini, scegliendo di bloccare completamente le tariffe TARI 2026, lasciandole invariate rispetto all’anno precedente. Anche se il PEF del comune prevedeva un aumento strutturale dei costi del servizio pari a circa 86.000 euro, l’Amministrazione locale ha assorbito l’intero rincaro senza toccare le tasche dei residenti. Le somme necessarie per coprire i costi ARERA sono state recuperate grazie a un’intensa e mirata attività di recupero dell’evasione fiscale sui tributi locali. I cittadini potranno pagare in 4 rate con scadenze fino al 15 dicembre 2026.
Francavilla Fontana ha visto un incremento moderato. Il Consiglio Comunale ha approvato il nuovo PEF da circa 8 milioni di euro applicando un adeguamento tariffario del 3,5%. La percentuale ha risentito sia dei costi correnti che del recupero programmato di conguagli tecnici ARERA relativi al biennio 2024-2025.
Fasano ha deliberato rincari differenziati. Il costo complessivo del servizio è salito a 10,3 milioni di euro (quasi il 5% in più rispetto al 2025). L’amministrazione ha deliberato un aumento del 4% sulle utenze domestiche e del 6% sulle utenze non domestiche (imprese e attività commerciali), motivando l’aggravio con l’obbligo di legge di coprire integralmente i costi del servizio.
A Ostuni, c’è stato un adeguamento tariffario del 6% a fronte di un costo del servizio validato da AGER Puglia pari a circa 9,5 milioni di euro. Per mitigare l’impatto sui residenti, il Comune ha destinato circa 500 mila euro provenienti dall’imposta di soggiorno per l’abbattimento parziale dei costi e ha potenziato il contrasto all’evasione per allargare la platea dei contribuenti.
A Mesagne, il rincaro si attesta tra il 16% e il 17% sul costo totale validato da AGER Puglia, spinto in particolare dalle spese di conferimento della frazione indifferenziata e dell’organico, nonostante Mesagne risulti tra i comuni più virtuosi del brindisino con una percentuale di raccolta differenziata intorno al 72%.
A Latiano, il tema TARI 2026 è coinciso con una delicata fase politica successiva all’insediamento della nuova amministrazione guidata dal neo-sindaco Angelo Caforio. Il Consiglio Comunale si è riunito in extremis proprio il 29 e 31 luglio per approvare a tempo di record le linee di mandato, i salvataggi degli equilibri di bilancio e le tariffe TARI condizionate dalle forti spinte inflazionistiche della gestione dei rifiuti pugliese. La programmazione ha previsto una massiccia spinta sulla Rottamazione dei vecchi ruoli ingiunti (2000-2025) e l’introduzione di forme di conciliazione agevolata per far cassa rapidamente, provando a mitigare il trend dei rincari sulla quota variabile del tributo per le famiglie.
A Carovigno, la gestione della TARI 2026 ha vissuto la situazione più drammatica ed extra-tributaria della provincia, culminata in una vera e propria crisi di governo locale. Gli uffici tecnici avevano predisposto l’invio degli avvisi stabilendo che i primi pagamenti venissero riscossi in acconto sulle tariffe 2025 per dare tempo all’aula di deliberare il saldo finale. Durante la tesissima seduta di approvazione del bilancio e del PEF rifiuti del 31 luglio 2026, le insanabili divergenze politiche sulle tasse e la gestione del territorio hanno spaccato la maggioranza. Al termine del consiglio, il sindaco Massimo Lanzilotti ha rassegnato le proprie dimissioni. La gestione amministrativa e il conguaglio tariffario finale passano ora sotto la lente dei 20 giorni di riflessione prima del potenziale arrivo di un commissario prefettizio.
Complimenti Mesagne brilla per l’aumento 16/17% a fronte di una differenziata al 72%. I cittadini ringraziano per avere conquistato il podio.
Buongiorno direttore vorrei evidenziare con riferimento alla seduta del Consiglio comunale del 29/7 e con particolare riferimento al discorso TARI, tralasciando altri punti sui quali anche ci sarebbe da ridire, un passaggio del discorso della relatrice, l’ass. Saracino la quale ad un certo punto afferma (cito per sommi capi) che dal totale dei costi dovrebbero essere sottratti il contributo del Ministero dell’Istruzione per gli edifici scolastici e le somme recuperate dal contrasto ad evasione ed elusione fiscale. Nel prosieguo l’avvocatessa ci dice che le uniche somme che si possono portare in detrazione sono quelle del Ministero ed a questo punto,… Leggi di più »