mercoledì , 13 Novembre 2019

A rischio l’artigianato manifatturiero pugliese

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L’artigianato manifatturiero pugliese «vacilla» sotto i colpi della crisi. Le aziende chiudono, la produzione è quasi ferma, la domanda interna è scarsa, le esportazioni «frenano» e l’erogazione del credito è sempre più rarefatta.

 

In quattro anni, dal 2009 al 2013, si sono «perse», solo in Puglia, ben 2.360 attività manifatturiere, pari all’11,7 per cento in meno. Ce ne erano 20.146. Oggi sono 17.786. Rappresentano il 23,6 per cento circa della totalità delle imprese artigiane (75.376).

 

E’ quanto emerge dalla prima indagine congiunturale sull’artigianato manifatturiero, condotta dal Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia.

 

In particolare, le ditte e le società che si occupano di «confezioni di articoli di abbigliamento» sono crollate del 27,9 per cento. Erano 2.668, oggi sono 1.923, con un saldo negativo di 745 unità.

Le fabbriche di mobili sono diminuite del 24 per cento (da 915 a 695). Il saldo è negativo di 220 unità. In questo comparto sono comprese numerose attività che rappresentano quasi tutte le tipologie di mobili (soggiorno, letto, cucina, ufficio, materassi, eccetera), con una prevalenza per le poltrone e i divani.

L’industria del legno e dei prodotti in legno e sughero conta 401 attività in meno, pari al 17,3 per cento in meno (da 2.313 a 1.912). Il settore comprende imprese che svolgono attività molto diverse tra loro: si tratta, in prevalenza, di produzioni di infissi o altri manufatti di falegnameria destinati all’edilizia a cui si affiancano altre lavorazioni che vanno dal taglio e la piallatura del legno, alla produzione di semilavorati sino alla fabbricazione di imballaggi.

Segue l’industria tessile che ha «perso» 110 imprese, con un tasso negativo del 16,9 per cento (da 652 a 542).

Le fabbriche di «altri prodotti della lavorazione di minerali» sono diminuite del 9,7 per cento: da 1.276 a 1.152. Ce ne sono 124 in meno.

Si contano 329 fabbriche di prodotti in metallo (esclusi i macchinari) in meno rispetto a quattro anni fa (da 3.504 a 3.175). In termini percentuali, il 9,4 in meno. Racchiude, prevalentemente, le unità che operano nella produzione di elementi da costruzione affiancate da lavorazioni di trattamento e rivestimento del metallo; poco significativa la metallurgia.

Nello stesso quadriennio (2009-2013), la «stampa e riproduzione di supporti registrati» scende di 65 unità, pari al 7,6 per cento (da 857 a 792).

Le altre industrie manifatturiere si sono contratte, in media, del 6,7 per cento (da 2.003 a 1.869). Questo settore è residuale rispetto ai precedenti e, di conseguenza, è molto variegato: le produzioni più significative sono quelle della lavorazione di minerali non metalliferi (vetro, ceramica, pietre) e della carto-tecnica (stampa e lavorazione della carta e del cartone). Da segnalare anche quelle della produzione di attrezzature mediche e dentistiche, delle lavorazioni di gioielleria e oreficeria, dell’installazione, manutenzione e riparazione di macchinari industriali.

 

Stabile, tutto sommato, il settore alimentare che «perde» appena l’uno per cento ed è, in termini assoluti, il più rappresentativo (3.179 attività).

L’unica nota positiva riguarda la «riparazione, manutenzione ed installazione di macchine» che registra una performance del 35,1 per cento, con un saldo attivo di 217 unità (da 618 a 835). 

Non rientrano nel manifatturiero, ma raggruppano numerose attività artigianali le cosiddette attività dei servizi alla persona che sono aumentante del 5,1 per cento (da 9.572 a 10.063). Raggruppano le lavanderie, tintorie e pulitura di articoli tessili e pelliccia, gli acconciatori, i parrucchieri, i servizi di manicure, pedicure e altri trattamenti estetici, nonché i servizi degli istituti di bellezza e, più in generale, i centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali). E poi ancora le attività di sgombero di cantine, solai e garage, le attività di tatuaggio e piercing, le agenzie matrimoniali e d’incontro, i servizi di cura degli animali da compagnia (esclusi i servizi veterinari) sino alle organizzazioni di feste e cerimonie.

 

Nel complesso, però, gli indicatori congiunturali più rappresentativi dell’artigianato (produzione, ordinativi e fatturato) evidenziano segni negativi, con un netto peggioramento negli ultimi trimestri.

Le difficoltà di mercato hanno indotto numerose imprese ad avviare processi di trasformazione orientati verso produzioni a valore aggiunto maggiore. Negli altri casi, invece, si assiste ad una riduzione dell’attività produttiva in termini di volume della produzione e addetti impiegati.

 

 

ANALISI PER PROVINCE La provincia di Bari, se confrontata con le altre, ha sofferto in modo più intenso gli effetti della recessione. Le imprese manifatturiere del capoluogo regionale, infatti, sono diminuite del 13,9 per cento (da 9.209 a 7.926). Segue Lecce che ha «perso» 569 attività (-11,2 per cento), Foggia 252 unità (-9,8 per cento), Brindisi 157 aziende (-9,6 per cento) e Taranto 99 società (-6 per cento).

 

Artigianato manifatturiero

I trimestre

BARI

LECCE

FOGGIA

2009

2013

Var.%

Var.

2009

2013

Var.%

Var.

2009

2013

Var.%

Var.

Industrie alimentari

1.335

1.306

-2,2%

-29

642

639

-0,5%

-3

552

540

-2,2%

-12

Fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari)

1.348

1.212

-10,1%

-136

1.008

904

-10,3%

-104

531

503

-5,3%

-28

Confezione di articoli di abbigliamento

1.632

1.135

-30,5%

-497

584

438

-25,0%

-146

174

126

-27,6%

-48

Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero

821

662

-19,4%

-159

777

666

-14,3%

-111

299

232

-22,4%

-67

Altre industrie manifatturiere

957

898

-6,2%

-59

441

405

-8,2%

-36

256

234

-8,6%

-22

Fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali

457

400

-12,5%

-57

379

350

-7,7%

-29

183

169

-7,7%

-14

Riparazione, manutenzione ed installazione di macchine

300

395

31,7%

95

141

203

44,0%

62

78

97

24,4%

19

Stampa e riproduzione di supporti registrati

356

320

-10,1%

-36

219

198

-9,6%

-21

126

122

-3,2%

-4

Fabbricazione di mobili

518

381

-26,4%

-137

196

157

-19,9%

-39

93

63

-32,3%

-30

Industrie tessili

355

298

-16,1%

-57

188

158

-16,0%

-30

39

30

-23,1%

-9

Altre

1.130

919

-18,7%

-211

513

401

-21,8%

-112

236

199

-15,7%

-37

Totale

9.209

7.926

-13,9%

-1.283

5.088

4.519

-11,2%

-569

2.567

2.315

-9,8%

-252

Altre attività di servizi per la persona

3.866

4.039

4,5%

173

2.176

2.329

7,0%

153

1.349

1.400

3,8%

51

fonte: elaborazione Centro Studi Confartigianato Imprese Puglia su dati Unioncamere-InfoCamere

 

 

Artigianato manifatturiero

I trimestre

TARANTO

BRINDISI

PUGLIA

2009

2013

Var.%

Var.

2009

2013

Var.%

Var.

2009

2013

Var.%

Var.

Industrie alimentari

366

379

3,6%

13

317

315

-0,6%

-2

3.212

3.179

-1,0%

-33

Fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari)

284

260

-8,5%

-24

333

296

-11,1%

-37

3.504

3.175

-9,4%

-329

Confezione di articoli di abbigliamento

141

123

-12,8%

-18

137

101

-26,3%

-36

2.668

1.923

-27,9%

-745

Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero

179

154

-14,0%

-25

237

198

-16,5%

-39

2.313

1.912

-17,3%

-401

Altre industrie manifatturiere

202

194

-4,0%

-8

147

138

-6,1%

-9

2.003

1.869

-6,7%

-134

Fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali

145

132

-9,0%

-13

112

101

-9,8%

-11

1.276

1.152

-9,7%

-124

Riparazione, manutenzione ed installazione di macchine

49

63

28,6%

14

50

77

54,0%

27

618

835

35,1%

217

Stampa e riproduzione di supporti registrati

74

72

-2,7%

-2

82

80

-2,4%

-2

857

792

-7,6%

-65

Fabbricazione di mobili

53

45

-15,1%

-8

55

49

-10,9%

-6

915

695

-24,0%

-220

Industrie tessili

36

29

-19,4%

-7

34

27

-20,6%

-7

652

542

-16,9%

-110

Altre

114

93

-18,4%

-21

135

100

-25,9%

-35

2.128

1.712

-19,5%

-416

Totale

1.643

1.544

-6,0%

-99

1.639

1.482

-9,6%

-157

20.146

17.786

-11,7%

-2.360

Altre attività di servizi per la persona

1.193

1.254

5,1%

61

988

1.041

5,4%

53

9.572

10.063

5,1%

491

fonte: elaborazione Centro Studi Confartigianato Imprese Puglia su dati Unioncamere-InfoCamere

 


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