Prima o poi sarebbe accaduto. Era logico. Ma non per l’Amministrazione comunale. Ieri Mesagne, la città intera, si è vergognata. E’ arrossita. Allo stadio non c’era nessuno di coloro che hanno responsabilità pubbliche. Il sindaco Molfetta ci risulta che sia andato via prima della fine della partita probabilmente per evitare di restare anche lui intrappolato nel fango. Non c’era nessuno di coloro che hanno ideato, progettato e costruito con i soldi pubblici, quindi dei cittadini, questo stadio della vergogna. Non c’era nessuno degli impiegati o funzionari comunali che hanno il compito di vedere e controllare. Ma c’erano tanti mesagnesi che si sono vergognati ed hanno aiutato i molti forestieri provenienti da Brindisi, Francavilla Fontana, Latiano, Erchie, Torre Santa Susanna e Casarano. Sono intervenuti i volontari della Protezione Civile di Mesagne, alcuni dirigenti della società di calcio, semplici cittadini che sono andati a casa (quelli che hanno potuto) per prendere catene, verricelli, corde e un trattore agricolo per liberare le auto dal fango. C’è stata una corsa di solidarietà . Bravi. Un forestiero è scivolato nel fango e solo per poco non ha battuto la testa su un cordolo rimasto sommerso nel fango. La moglie e i bambini che impauriti piangevano.
Le auto erano state fatte posteggiare nei parcheggi sistemati alla meno peggio (peggio) la scorsa settimana. Se avessero permesso il parcheggio su un lato della strada che costeggia la struttura probabilmente si sarebbero evitati molti problemi. Molti sono stati coloro che hanno raggiunto le auto a piedi nudi. Numerosi coloro che hanno perso le scarpe nel fango. E altrettanti numerosi coloro che hanno avuto seri danni alle auto e stanno pensando di chiedere i danni al Comune.
E ora? E’ lecito chiedersi se non era possibile evitare questo scandalo? I mesagnesi vogliono sapere quanto è costato lo stadio inaugurato solo 7 anni fa; se qualcuno ha pagato per il muro crollato solo una settimana dopo l’inaugurazione e che ha fatto ridere l’Italia intera. Vogliono sapere perché l’impianto di illuminazione non ha mai funzionato. Ieri al dramma si è aggiunto il ridicolo. Perché non ha mai funzionato l’impianto idrico. Perché ai bordi del terreno di gioco non esiste punti per il prelievo dell’acqua? Perché non si allarga e si rende praticabile l’unica strada di accesso? Perché non è possibile costruirne un’altra? Perché questi problemi non sono stati previsti in fase di progettazione. E poi quanto è costata la pulitura e la sistemazione del tappeto erboso fatta nei giorni scorsi? Se il lavoro è stato fatto bene. Lo sanno i nostri Amministratori e i tecnici comunali che il manto è rimasto staccato nonostante la ristrutturazione? Che il terreno è ancora stracolmo di palline. Che in alcuni punti il manto non è regolare. Chi ha controllato questi ultimi lavori?
Per concludere un appello al sindaco Molfetta. Solo 4 mesi addietro Mesagne ti ha dato mandato per cambiare pagina. E’ stato un plebiscito. I vecchi partiti, di destra e di sinistra, sono stati spazzati via. Hai voluto e ottenuto la guida della città . Adesso non hai più tempo. O dai una svolta radicale oppure tutto è stato cambiato per non cambiare nulla.
Lo stadio della vergogna
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E’ accaduto che tutto quanto promesso con tanta enfasi in campagna elettorale puntualmente è solo un ricordo.I candidati sindaci hanno presentato programmi di cambiamento della città in manifestazioni pubbliche tenute nei castelli e nelle piazze dove ostentavano se stessi e le proprie qualità : chi parlava di sistemi manageriali per amministrare il comune, chi di monitoraggi continui e di necessità di informazione ai cittadini, chi di una Mesagne che sarebbe stata trasformata in comunità perfettamente organizzata….E noi lì a decidere se sostenere il medico, più di uno visto che in tale categoria la politica costituisce un’attività di particolare interesse, chi l’ammiraglio… Leggi di più »
Non sarebbe ora di intervenire una volta per sempre?