Prima grana per il neo Sindaco appena eletto: l’Enel intende chiudere il punto di pronto intervento dell’Enel di Mesagne. Hanno chiuso tutto. Ci mancava questo. L’obiettivo è uno solo: risparmiare. A discapito dell’utenza. E’ ovvio. La gente, in compenso, vede aumentare le bollette.
Nei programmi dell’Enel ci sarebbe la chiusura della struttura-magazzino Enel di via Luigi di Savoia, da anni nel quartiere S. Giuseppe Artigiano. I circa 15 dipendenti, tra tecnici e operai, dovrebbero essere trasferiti presso la nuova sede Enel della zona industriale di Brindisi.
Tutto questo anche se nel programma di ristrutturazione dell’azienda erano previste due sedi: quella di Mesagne, che peraltro serve ben 7 Comuni (Mesagne, Torre S. Susanna, Erchie, S. Pancrazio, Latiano, S. Vito dei Normanni e S. Michele Salentino), e quella di Brindisi.
Le conseguenze, come sempre, le pagheranno gli utenti perché con un presidio sul posto la tempistica d’intervento è più immediata. D’inverno è sufficiente un pò di pioggia perché interi quartieri restino al buio; d’estate spesso cedono i punti critici a causa dei molti cavi elettrici vetusti, sufficienti quando furono istallati ma ormai inadeguati.
Spostando personale e struttura su Brindisi ci sarebbe per le squadre di pronto intervento ci sarebbe un aumento del raggio di intervento: di conseguenza aumenterebbero i tempi di attesa. L’azienda non dice nulla. Ma ha già inviato i tecnici per fare i sopralluoghi sulla struttura di via Luigi di Savoia. Magari troveranno che è inagibile alle nuove normative di sicurezza. Sono già iniziati i colloqui per convincere i dipendenti a spostarsi su Brindisi. Una richiesta che, in verità, non complicherebbe loro la vita: Mesagne o Brindisi cambierebbe poco. Ma quella dei cittadini mesagnesi si perché, in caso di guasti e di mancanza di energia elettrica, la pronta reperibilità che oggi si assicura (a malapena) diventerebbe una chimera.
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