Sarà ricordata come la Festa Patronale del dopo (?) Codid-19. Nessuno poteva immaginare che il Simulacro della Protettrice sarebbe stato portato alla Chiesa Matrice su un camioncino in dotazione alla Protezione Civile, alle ore 15.00 di un caldo pomeriggio d’estate, in piena canicola. Molti i commenti amareggiati dei mesagnesi sui social. Una festa insolita, seguita da uno strano malessere accompagnato da tanta tristezza. “Un senso di vuoto che lascia spazio ad una grande mancanza”; “Fuggitiva, sola, senza i tuoi figli accanto; “A malincuore”. Conseguenza della pandemia che ha cambiato ogni abitudine. Di fatto una decisione presa dalla Curia arcivescovile di Brindisi considerato la maggiore facilità con cui nelle processioni
e durante le feste possono verificarsi assembramenti di persone.
Probabilmente diverso il parere dell’Amministrazione comunale che per la serata aveva fatto arrivare in città gli artisti di strada. “Noi come amministrazione comunale siamo stati ospiti di una funzione religiosa, quale è una processione, alla quale eravamo solo ospiti – ha detto il Sindaco. Che ha aggiunto: “Un senso di responsabilità della Curia brindisina che deve investire tutti e ci deve indurre a vivere questi momenti con maggiore accortezza”.
La storica consegna delle chiavi della città alla Madonna, il sindaco Matarrelli l’ha effettuata non nella piazza principale della città ma in Chiesa Madre. Il legame tra il popolo mesagnese e la sua Protettrice è sempre, comunque, molto forte. Come sempre. Nel suo saluto il sindaco Matarrelli ha fatto riferimento al centro storico “che – ha detto- al termine dei lavori di riqualificazione che lo stanno interessando, saprà offrire di sé un’immagine di rinnovato fascino agli occhi dei visitatori e a quelli di tutti noi. Il cuore antico della nostra città è un esempio eccelso del laborioso dinamismo che la attraversa in ogni ambito. Ogni sforzo comune deve essere orientato alla ripresa economica di Mesagne, un obiettivo che può essere realizzato con agire sinergico da parte di tutti, sia che si tratti di uomini e donne impegnati direttamente nel governo della città oppure chiamati a collaborare in altre vesti o eletti tra i rappresentanti istituzionali delle opposizioni. La
Probabilmente diverso il parere dell’Amministrazione comunale che per la serata aveva fatto arrivare in città gli artisti di strada. “Noi come amministrazione comunale siamo stati ospiti di una funzione religiosa, quale è una processione, alla quale eravamo solo ospiti – ha detto il Sindaco. Che ha aggiunto: “Un senso di responsabilità della Curia brindisina che deve investire tutti e ci deve indurre a vivere questi momenti con maggiore accortezza”.
La storica consegna delle chiavi della città alla Madonna, il sindaco Matarrelli l’ha effettuata non nella piazza principale della città ma in Chiesa Madre. Il legame tra il popolo mesagnese e la sua Protettrice è sempre, comunque, molto forte. Come sempre. Nel suo saluto il sindaco Matarrelli ha fatto riferimento al centro storico “che – ha detto- al termine dei lavori di riqualificazione che lo stanno interessando, saprà offrire di sé un’immagine di rinnovato fascino agli occhi dei visitatori e a quelli di tutti noi. Il cuore antico della nostra città è un esempio eccelso del laborioso dinamismo che la attraversa in ogni ambito. Ogni sforzo comune deve essere orientato alla ripresa economica di Mesagne, un obiettivo che può essere realizzato con agire sinergico da parte di tutti, sia che si tratti di uomini e donne impegnati direttamente nel governo della città oppure chiamati a collaborare in altre vesti o eletti tra i rappresentanti istituzionali delle opposizioni. La
pandemia non ha segnato una battuta d’arresto insuperabile, ce lo insegnano i piccoli imprenditori, i commercianti, gli artigiani e le imprese sociali che, abbattuti ma mai vinti, hanno ripreso in mano le loro attività e il proprio destino appena è stato possibile, all’indomani del lockdown”.
Un messaggio di conforto e speranza. “Affido la città ad un auspicato futuro di benessere e prosperità. Servono coraggio e impegno, da accompagnare alle azioni quotidiane di cui insieme siamo capaci: io ci sono, ci sarò sempre per i miei concittadini. Restiamo uniti, di supporto gli uni per gli altri. Ed apprezziamoci di più nel tempo che possiamo trascorrere insieme, perché nulla è scontato”.
Un messaggio di conforto e speranza. “Affido la città ad un auspicato futuro di benessere e prosperità. Servono coraggio e impegno, da accompagnare alle azioni quotidiane di cui insieme siamo capaci: io ci sono, ci sarò sempre per i miei concittadini. Restiamo uniti, di supporto gli uni per gli altri. Ed apprezziamoci di più nel tempo che possiamo trascorrere insieme, perché nulla è scontato”.
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