Il Pubblico Ministero Giuseppe De Nozza ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e della salma del piccolo, a seguito della denuncia presentata dai genitori di un bambino nato già morto al Perrino di Brindisi. Assistiti dall’avv. Andrea Giacani del Foro di Roma, i genitori hanno sporto denuncia presso la Questura di Brindisi per accertare le reali cause del decesso. Vogliono capire se i soccorsi tardivi abbiano potuto in qualche modo aggravare la situazione del piccolo e della stessa donna che è ricoverata al Perrino dove versa in condizioni critiche.
I fatti. G.M. brindisina di 35 anni, al 9° mese di gravidanza, lunedì scorso (19 ottobre) si era recata al Pronto Soccorso, attorno alle 13.30, a seguito di forti dolori provocati da una ipertensione, dolori addominali e gonfiore ad una gamba ed al volto. Al Perrino, tra l’arrivo e le prime cure, sarebbero passate circa 2 ore. I sanitari si sarebbero occupati della donna soltanto dopo le 15,00. Da un primo tracciato al bambino ancora in grembo, il battito cardiaco sarebbe risultato essere debole. Il secondo, invece, inesistente. A questo punto si sarebbe reso necessario il parto che sarebbe avvenuto alle 19.30, quattro ora dopo i primi soccorsi. Inizialmente il parto sarebbe dovuto essere quello naturale, per poi optare urgentemente con il cesareo. La signora avrebbe iniziato a vedere offuscato da un occhio e ad accusare forti perdite emorragiche. Secondo quanto dichiarato dai medici, il bambino si sarebbe strozzato con un doppio giro di cordone ombelicale mentre era ancora in grembo per cui il secondo tracciato avrebbe dato esito negativo.

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