L’inchiesta è stata denominata “Cravatte rosa”. Abilissime donne, approfittando del lockdown e dello stato di bisogno della povera gente, hanno mandato sul lastrico pensionati e operai in difficoltà che avevano bisogno di pochi euro al giorno per mangiare. Non solo. Nella rete di queste usuraie sono caduti anche accaniti giocatori online, spesso costretti a vendersi i beni. Il “giro” è stato bloccato dalla Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Economico e Finanziaria di Bari. Le persone destinatarie del provvedimento cautelare firmato dal gip Annachiara Mastrorilli sono 13, delle quali 10 donne (quattro in carcere e 6 ai domiciliari) appartenenti a quattro diversi nuclei familiari. L’accusa: hanno minacciato per anni persone con problemi economici dei quartieri Japigia, San Pasquale e San Paolo. Le indagini hanno accertato che, a fronte di prestiti di poche decine di euro di cui le vittime avevano bisogno per fare la spesa, pretendevano interessi fino al 5mila per cento. Sei
delle persone arrestate percepivano, addirittura, anche il reddito di cittadinanza.
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