Condannati tre agenti della polizia municipale di Latiano. Sono Vincenzo Ruggiero, Cosimo Librale e Cosimo Madaghiele. E’ stato assolto, invece, il dipendente comunale Flavio Lecciso. Per i tre condannati il giudice Genantonio Chiarelli ha disposto un anno di reclusione. L’allora comandante Vitamaria Pepe era stata già condannata a 10 di reclusione (pena sospesa e non menzione) per falsità ideologica e materiale aggravate, oltre che pagamento delle spese processuali.
Al centro della discussione, durata ben 6 anni, uno stallo parcheggio per disabili e la produzione di carte false da parte del comandante della polizia locale e degli agenti. La revoca dello stallo al legittimo titolare e la concessione ad una vicina di casa. In quella occasione – secondo il Giudice – il comportamento tenuto dai vigili urbani non fu corretto.
Parte civile Cosimo Mosca, assistito dall’avvocato Antonio Sartorio (a sinistra nella foto), figlio della titolare della concessione dello stallo per disabili.
I fatti. Il 15 gennaio 2016, in via Balsamo, a Latiano, Cosimo Mosca trovò lo stallo vicino casa occupato da un’autovettura che sapeva appartenesse ad una dirimpettaia. Chiamò i vigili urbani che non intervennero con una sanzione. Mosca si rivolse ai carabinieri che stilarono un verbale. Mosca, non soddisfatto, andò personalmente al Comando della polizia municipale per chiedere spiegazioni ma, per tutta risposta, la comandante Pepe lo minacciò di revocare l’autorizzazione dello stallo della madre.
Secondo l’accusa i vigili urbani avrebbero preparato una relazione di servizio falsa, in cui dissero di essere intervenuti in via Balsamo, di aver constatato la presenza abusiva di un’altra autovettura, ma – si legge nella relazione di servizio – la dirimpettaia avrebbe asserito che l’occupazione era momentanea, per consentire la discesa del marito disabile. E aggiunse di aver presentato regolare richiesta al Comune di Latiano per lo stallo disabili.
Il 16 gennaio la dirimpettaia presentò richiesta per lo stallo. La richiesta che – secondo il Giudice – venne retrodatata di un giorno, al 15 gennaio 2016, poco prima della contravvenzione e dell’intervento dei carabinieri.
Nel frattempo Cosimo Mosca si vide revocare lo stallo per la madre con notifica che avvenne il 18 gennaio. Revoca motivata dal fatto che la donna dal settembre 2015 era ospite in pianta stabile presso una struttura. La revoca non andò in porto in quanto Mosca e l’avvocato Sartorio si rivolsero ai carabinieri che avviarono le indagini.
Il 22 gennaio 2016, sarebbe stata la comandante Vitamaria Pepe a presentare un ricorso (firmato dalla dirimpettaia multata dai carabinieri) contro il verbale del 15 gennaio. Nel ricorso si leggeva: “il marito della ricorrente è titolare del contrassegno invalido rilasciato dalla polizia municipale di Latiano in data 15 gennaio 2016 (la stessa della multa, ndr) e che esso era regolarmente esposto sul parabrezza della vettura”.
Per la Procura, però, i fatti non sarebbero andati così: il contrassegno non poteva esserci. Conclusione. Oltre alla comandante sono stati condannati anche i tre vigili urbani che dovranno pagare anche le spese processuali.
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